martedì 6 marzo 2018

In Cina e Asia



Coree: raggiunto accordo sulla visita di Moon al Nord

Pyongyang e Seul hanno raggiunto un “accordo soddisfacente” su una possibile visita del presidente sudcoreano Moon Jae-in al Nord. Lo riporta la KCNA al termine della prima maratona di colloqui tra le due parti avvenuta lunedì a Pyongyang. Durato oltre 4 ore, il meeting costituisce il primo faccia a faccia di Kim Jong-un con i capi della sicurezza e dell’intelligence di Seul da quando ha assunto l’incarico nel 2011. Secondo i media nordcoreani, l’incontro è avvenuto in un “clima compatriotico e sincero” e dimostra “la ferma volontà [di Kim] a migliorare vigorosamente” le relazioni tra le due Coree in funzione della riunificazione. La visita — che termina oggi — ha visto nuovamente la partecipazione della sorella del giovane leader, Kim Yo Jong,già protagonista della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pyeonchang. C’è chi ritiene che il suo ruolo sia stato funzionale nella distensione tra Nord e Sud. Entro la fine della settimana i funzionari sudcoreani si recheranno negli States per aggiornare l’amministrazione Trump su quanto avvenuto in questi giorni a Pyongyang. Il passo successivo è infatti la ripresa dei colloqui tra gli Usa e il regime del Nord — che però Washington è disposto a valutare solo in cambio della denuclearizzazione del Regno eremita.

Media cinesi difendono il budget militare

L’aumento della spesa militare è proporzionato e limitato, rassicurano i mediacinesi all’indomani dell’annunciato rialzo dell’8,1% nel budget per l’anno in corso. Secondo il China Daily, “a puntare il dito contro sono i soliti sospetti”, mentre per il Global Times se Pechino volesse veramente espandere la propria forza militare dovrebbe valutare un ritocco del +20–30%. Ufficialmente la Cina spende un quarto di quanto sborsano ogni anno gli Usa, ma gli esperti ritengono che l’importo reale sia quasi pari al doppio di quanto dichiarato. Da quando Xi Jinping è diventato presidente il gigante asiatico ha cominciato a fortificare il Mar cinese meridionale e ha potenziato la propria “capacità deterrente” con nuovi caccia, portaerei e missili anti-satellite. Il tutto per far fronte a nuove sfide e insidie, fanno sapere da Pechino. D’altronde Trump ha proposto l’aumento militare più alto dal 2011 e proprio in queste ore la portaerei Carl Vinson si trova parcheggiata lungo la costa vietnamita in missione “diplomatica”. Una visita che acquista significato alla luce delle dispute territoriali tra Pechino e Hanoi. Tanto più che si tratta della nave da guerra statunitense più grande a visitare l’ex paese nemico dal 1975.

L’anticorruzione è pronta a triplicare le indagini

La nuova Commissione nazionale di supervisione — che andrà a integrare il lavoro della Commissione per l’ispezione della disciplina (CCDI) — punta a triplicare il numero dei soggetti sottoposti a indagine. Infatti, mentre la CCDI si occupa solo di controllare la condotta dei membri del Partito, la neonata super-agenzia estenderà le proprie indagini al settore statale. Un “lavoro enorme” che richiederà un aumento del personale coinvolto del 10%, ha riferito il ministro della Sorveglianza Yang Xiaodu a margine della riunione parlamentare in corso a Pechino — l’Assemblea nazionale del popolo è in questi giorni chiamata a ratificare la bozza di legge sulla base della quale opererà la Commissione. Per far fronte all’incremento dei target le autorità provinciali hanno già provveduto ad ampliare e migliorare le strutture di detenzione. Gli interrogatori verranno rigorosamente filmati e registrati in modo da evitare l’utilizzo di metodi coercitivi durante gli interrogatori. Ma mentre le nuove disposizioni servono a istituzionalizzare la campagna anticorruzione di Xi Jinping, sono ancora molti i nodi da sciogliere. A preoccupare è sopratutto la discrezionalità con cui il super-ministero opererà al di sopra di tribunali e procure.

In Cina è emergenza sangue

In Cina è più che mai emergenza sangue. A partire da questo mese gli ospedali di tutto il paese (fatta eccezione per le aree più remote) sono tenuti a interrompere il sistema delle donazioni reciproche, grazie al quale fino a oggi le strutture sanitarie hanno potuto “rabboccare” le insufficienti donazioni volontarie, che coinvolgono solo l’1,05% della popolazione. Il meccanismo si è dimostrato salvifico dal momento che ha permesso ai pazienti di usufruire delle donazioni di parenti e amici, ma — mal regolamentato — ha portato alla nascita di un lucroso mercato nero in cui trafficanti del sangue prezzolati solevano falsificare i documenti in accordo con le famiglie dei malati per comprovare un fittizio legame parentale. I più capaci sono stati in grado di guadagnare fino a 1 milione di yuan l’anno, secondo un servizio della tv dello Shandong. Mentre il problema è sotto la lente delle autorità da tempo, la morte di un uomo per un’influenza lo scorso gennaio ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica. Ma, se imbrigliare il sistema è una priorità, allo stesso tempo gli stessi addetti ai lavori lamentano l’assenza di un piano per far fronte alla nuova carenza di scorte. E’ dall’epidemia di HIV degli anni ’90 che la Cina sta cercando di normare il settore senza troppi successi.

La generazione del “nido vuoto” tra solitudine e consumismo

Hanno un’età compresa tra i 20 e i 39 anni, sono single e amano spendere, sopratutto in giochi online e programmi di livestreaming. Sono la “gioventù del nido vuoto”, giovani con stipendi da 15mila yuan al mese e una spesa mensile di 10mila. Cercano fortuna in città e vivono in solitudine. Scelgono di abitare lontano dal posto di lavoro per risparmiare sull’affitto e trascorrono le loro giornate sui mezzi pubblici, pur di non rinunciare alle grandi città. Secondo un recente rapporto stilato da Euromonitor International, è una categoria sociale che ormai ha raggiunto quota 50 milioni. Stando agli esperti, il fenomeno del “nido vuoto” viene associato alle distorsioni causate dall’urbanizzazione e dalle disparità di sviluppo tra grandi e piccole città. Quasi il 60% degli intervistati per uno studio indipendente (realizzato congiuntamente da Maimai e xiaozhu.com) ha ammesso di spendere tutti i propri risparmi per combattere la solitudine.

(Pubblicato su China Files)

lunedì 5 marzo 2018

Weekly News Roundup: Dispatches from the Silk Road Economic Belt



China upset as Interpol removes wanted alert for exiled Uighur leader
China expressed dissatisfaction on Saturday at Interpol’s decision to lift a wanted alert for an exile from its Uighur minority, a man China accuses of being a terrorist. (Reuters)

Could the SCO Expand Into the Middle East?
The Shanghai Cooperation Organization recently added India and Pakistan. Could Iran be next? (Diplomat)

China’s one-track mind in Kazakhstan

Many observers see the new dry port of Khorgos as a sign of China’s expanding influence in Central Asia. However, despite the increasing bilateral trade between China and Kazakhstan and the symbolic significance of the project under President Xi Jinping’s “iron silk road”, the dry port should be seen as the limitation, rather than the extension, of China’s railway network in the region. In the face of the unifying bloc of broad gauge networks, a Russian geopolitical obstacle, it is reasonable for China to focus on the southern route of the ‘iron silk road’ to reach Europe. This means going through Iran and Turkey, two countries with standard-gauge rail networks. In December 2017, Beijing signed a US $530 million deal with Tehran on rail, in addition to other investments and loans under the Belt and Road Initiative. (cpianalysis)
Freight train service launched between Urumqi, Naples
Thanks to a new freight train service, citizens of Naples, Italy may find it easier to buy commodities produced in northwest China's Xinjiang Uygur Autonomous Region.A train carrying tomato sauce
left Urumqi, capital of Xinjiang, for Italy's Naples on Monday morning, the first between Xinjiang
and Naples. (Xinhua)

New China-Europe train service begins with 11,000 cars
Since the first cargo train set off from Daqing city, Heilongjiang province, for Belgium last June, the new China-Europe train service tailor-made for Volvo's Daqing factory has transported 10,936 China-made Volvo cars. A one-way trip takes 18 days via the 10,887 kilometers-long route, passing through Russia, Belarus, Poland and Germany, saving 28 days compared to the traditional marine transport. (China Daily)

China's flagship port in Pakistan shackled by heavy security
The port is scheduled to start transshipment on March 7. Yet, for all the fanfare, some question Gwadar's prospects amid heavy security.Balochistan is mostly off limits to outsiders and there is no visible foreign presence beyond the Chinese. Journalists and visitors are closely monitored by  Pakistan's intelligence agencies.. (Bloomberg)

Reality Check: Is Chinese an official language in Pakistan?
The claim: Pakistan has made Chinese an official language.
Reality Check verdict: False - the Pakistani parliament passed a resolution "recommending" Chinese-language courses to be taught in Pakistan, but there's no suggestion Chinese will become an official language of the country. (BBC))

China-Pakistan Economic Corridor brings economic benefits to Pakistan: report
The report, "The economic benefits of the modern silk road: The China-Pakistan Economic Corridor (CPEC) The report, which is based on research work and surveys, said that the unprecedented CPEC has provided 60,000 jobs to Pakistanis since 2015 and that it would create over 800,000 new jobs in different sectors up to 2030. (global times)


CENTRAL ASIA

Afghanistan ready to play connector role in Eurasian integration

The inauguration of TAPI – the Turkmenistan-Afghanistan-Pakistan-India pipeline – signals Kabul is
on-board with the grand project of Eurasian integration.

Turkmenistan's Plan B: Electricity Exports
While Turkmenistan sits on the world's fourth-largest reserves of gas, those riches are worth little without markets. (Eurasianet)


World’s Longest-Imprisoned Journalist Is Freed in Uzbekistan
Uzbekistan has freed a reporter who was incarcerated for nearly two decades on sedition charges, the longest-known prison term served by a journalist, human rights advocates said Friday.The reporter, Yusuf Ruzimuradov, 64, who worked for a newspaper banned by the Uzbek authorities, had been held since 1999. (nyt)

Afghan TAPI Construction Kicks Off, But Pipeline Questions Still Unresolved
Executives and regional leaders gathered for a ground-breaking ceremony for Afghanistan's section of the Turkmenistan-Afghanistan-Pakistan-India (TAPI) gas pipeline on February 23 in the western Afghan city of Herat.Herat, and uncertainty as the ceremony there approached, provide another reminder of the doubts and questions that have surrounded the TAPI pipeline for years now. (.rferl)

martedì 27 febbraio 2018

In Cina e Asia



Il rafforzamento di Xi e le riforme

La decisione di rimuovere dalla costituzione il limite dei due mandati presidenziali è stata accolta dal mondo degli affari contemporaneamente con speranza e preoccupazione. Secondo alcuni esperti intervistati da Bloomberg,mentre la stabilità assicurata dall’assolutismo di Xi permetterà di portare avanti le riforme economiche e finanziarie senza intoppi, la mancanza di check and balance espone il paese a pericolosi inciampi, creando un clima di diffidenza tra la comunità del business internazionale. L’annuncio della longevità di Xi arriva mentre il partito si riunisce per un inatteso terzo plenum volto a fare chiarezza sulle nomine governative (in attesa di essere ufficializzate durante l’imminente Assemblea nazionale del popolo) e mentre il braccio destro di Xi è in partenza per gli Usa, secondo membro del Politburo a raggiungere l’altra sponda del Pacifico in un mese.

Mentre, come confermato dalle autorità cinesi, i colloqui verteranno sopratutto sulle controversie commerciali il New York Times ipotizza che la missione del liberale Liu He — in odore di promozione a vicepremier — sia anche quella di chiarire i risvolti del controverso emendamento costituzionale. Durante l’ultimo vertice di Davos l’economista aveva preannunciato aperture economiche “oltre i limiti dell’immaginazione” occidentale. Una prima allusione al rafforzamento di Xi? Intanto secondoAxios, alla Casa Bianca si continua a bisticciare sulle misure da applicare contro le importazioni cinesi di acciaio e potenzialmente di altre centinaia di prodotti. Anche a Washington c’è chi teme le ricadute di una guerra commerciale con il gigante asiatico.

Intellettuali cinesi contro la rimozione del limite dei due mandati

Una lettera aperta chiede all’Assemblea nazionale del popolo di votare contro la proposta di estendere illimitatamente il potere del presidente Xi. Il coraggioso appello arriva dall’ex editor del quotidiano statale China Youth Daily, che mette in evidenza come i limiti imposti nella costituzione del 1982 siano serviti a evitare situazioni di concentrazione del potere sul genere della Rivoluzione culturale. Nella lettera Li Datong sostiene di parlare a nome di altri “elettori dalla mentalità simile”. Dello stesso parere Chen Jieren, professore della China University of Political Science and Law, per il quale “mettere le speranze della Cina nelle mani di uno o di pochi è irrealistico e segnala sfiducia nel popolo cinese”, mentre secondo una petizione firmata dall’imprenditore Wang Yin si tratta di un vero e proprio “tradimento”.

E’ inusuale assistere a critiche così dirette nei confronti di Xi Jinping, l’unico leader ad aver raggiunto una posizione di forza paragonabile a quella di Mao e Deng Xiaoping. Negli ultimi due giorni, tanto i media statali quanto i censori hanno tentato di limitare il dibattito popolare sul controverso emendamento costituzionale dopo che qualcuno ha paragonato la Cina di Xi alla Corea del Nord. Secondo il progetto Weiboscope, nella giornata di domenica la censura su Weibo ha raggiunto il livello più alto in tre mesi.

Taiwan: veterani prendono d’assalto il parlamento


Decine di militari in pensione hanno sfondato i cancelli del parlamentotaiwanese per protestare contro il taglio delle pensioni. La decisione approvata lo scorso luglio in un disegno di legge era in attesa di essere ridiscussa quest’oggi. Nell’assalto — che ha incontrato l’opposizione delle forze dell’ordine — si è assistito allo svenimento dell’ex generale Wu Sz-huai, mentre l’ex colonnello Miao Te-sheng è precipitato dal secondo piano di un edificio riportando ferite gravi. Le proteste complicano la posizione della leader indipendentista Tsai Ing-wen, favorevole a un potenziamento degli armamenti in modo da affrancare l’isola dalla dipendenza americana. A Taiwan i regimi pensionistici variano a seconda delle diverse professioni, con il settore pubblico a ricevere generalmente la fetta più generosa. Ma, stando a quanto riconosciuto dal governo, l’erosione dei fondi potrebbe tradursi in bancarotta già nel 2020 a meno che il sistema non venga revisionato. Tra le riforme proposte rientra l’eliminazione progressiva di un interesse preferenziale del 18% sul risparmio per i dipendenti pubblici e il personale militare.

L’Interpol rimuove esponente uiguro dalla lista dei ricercati

L’Interpol ha ritirato l’allarme rosso contro Dolkun Isa, presidente del World Uyghur Congress, il gruppo con base a Monaco che si batte per i diritti della minoranza musulmana e turcofona, concentrata nel Far West cinese, che Pechino ritiene responsabile di una serie di attacchi terroristici avvenuti in varie parti del paese, compresa piazza Tian’anmen. Ma che i gruppi per la difesa dei diritti umani interpretano come reazione alle politiche draconiane imposte nello Xinjiang. Proprio oggi HRW ha pubblicato un rapporto in cui si attesta l’utilizzo di big data e software ad hoc nella detenzione arbitraria di elementi scomodi nei “centri di rieducazione”.

Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche alla Reuters, la Cina ha richiesto più volte ai paesi europei di arrestare Isa — inserito nella lista dei ricercati per terrorismo nel 2003 — ma non è mai stata in grado di fornire prove concrete dei presunti crimini commessi. Le proteste del ministero degli Esteri cinese non si sono fatte attendere. “La Cina esprime la sua insoddisfazione per la decisione dell’Interpol di revocare l’avviso rosso per Dolkun Isa”, “un terrorista come dichiarato dal governo cinese”. La decisione arriva a due anni dal passaggio della presidenza dell’organizzazione internazionale nelle mani di Meng Hongwei, funzionario della pubblica sicurezza cinese.

Shige, il salvatore degli aspiranti suicidi

Ogni giorno, l’ex poliziotto Yukio Shige si inerpica sulla scogliera di Tojinbo munito di cannocchiale con un obiettivo ben preciso: salvare gli aspiranti suicidi in procinto di gettarsi tra le acque del Mare del Giappone. In 15 anni, grazie alla sua no profit, Shige ha convinto 609 persone a scendere dalla rupe. Sebbene in calo rispetto al passato, il tasso di suicidio nel Sol Levante rimane tra i più alti al mondo. Nel 2016, si sono registrati 17,3 suicidi per ogni 100.000 persone, il numero più alto tra le principali nazioni industrializzate secondo soltanto alla Corea del Sud. Come nella maggior parte dei casi, la maggior parte delle vittime sono uomini. Il metodo più comune è l’impiccagione, a differenza degli Stati Uniti, dove si predilige la morte per armi da fuoco. Tra le persone di età compresa tra 15 e 39 anni in Giappone, il suicidio è la principale causa di morte e fa più vittime del cancro e degli incidenti. Sebbene la maggior parte dei suicidi in Giappone avvenga in casa, esistono dei veri e propri “punti caldi del suicidio”, sopratutto ponti, falesie, gole e grattacieli. Gli esperti dicono che il Giappone ne abbia 50, compresa la foresta di Aokigahara, alla base nord-occidentale del Monte Fuji.

venerdì 23 febbraio 2018

Weekly News Roundup: Dispatches from the Silk Road Economic Belt



A New China Military Base in Pakistan?
Reports about Beijing trying to acquire another facility there could have significant consequences for the region. A recent report about China trying to acquire a military base in Pakistan has created new concerns about Beijing’s long-term strategic plans in the Indian Ocean. The new base is supposed to go up in Jiwani, about 80 kilometers to the west of the better-known Gwadar port.If China does establish a military base here, it will be its second foreign military base, after Djibouti, which was set
up in August 2017. (The Diplomat)

FDI into western China soars in January
Foreign direct investment into western China, a key region in China’s Belt and Road Initiative, rose by 56.4% in the same period, the official data showed. (Asia Times)

NEPAL LEADER VOWS TO REVIVE CHINESE DAM PROJECT, OPEN TO REVIEW PACT OVER NEPALESE SOLDIERS IN INDIA
Nepal’s new communist prime minister will restart a Chinese-led US$2.5 billion hydropower project that was pulled by the previous government considered friendly towards India, and wants to increase infrastructure connectivity with Beijing to ease the country’s reliance on New Delhi. (scmp)


China woos Pakistan militants to secure Belt and Road projects
China has been quietly holding talks with Pakistani tribal separatists for more than five years in an effort to protect the $60bn worth of infrastructure projects it is financing as part of the China-Pakistan Economic Corridor. (FT)

China Denies Contacts with Separatist Militants in Pakistan
Chinese officials have denied reports that they are in contact with separatist militants in Pakistan’s restive Baluchistan province to secure tens of billions of dollars’ worth of infrastructure projects planned for the area. (VOA)

BATTLEGROUND MALAYSIA: CHINA EXTENDS CRACKDOWN ON UYGURS ACROSS BORDERS
Beijing’s request for 11 Uygurs to be extradited from Malaysia comes as it imposes one of the world’s most intrusive surveillance systems in Xinjiang, a security approach it seeks to export to Belt and Road countries (Scmp)

Caucasus Trans-Caspian trade route to open China import markets

The ‘Middle Corridor’ of the Trans-Caspian International Transport Route (TITR) is expanding. At a meeting in Ankara on 16 February it was agreed that Turkish State Railways would join the TITR as a full member. Kazakhstan, Azerbaijan and Georgia established the TITR in 2013 as a coordinating committee between their national railways. In April 2017 they signed the Trans-Caspian International Transport Route Protocol, underpinning the international legal framework for the TITR. (East AsiaForum)




CENTRAL ASIA 

Uzbekistan to restore railroad leading to Tajikistan
Uzbekistan began restoring railroad leading to Tajikistan, local media report. The railways leading to Khatlon province of Tajikistan were dismantled a decade and a half ago.According to Tajik news agencies, restoration works will be finished soon and trains will begin to run before March 10.
President of Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev’s state visit to Tajikistan is planned for that time. The passenger railway routes are planned to be launched between two countries.The media reports said earlier that Tajikistan and Uzbekistan are discussing the possibility of opening railway routes through Uzbekistan to Russia: Dushanbe - Pakhtaabad - Boysun - Karshi - Tosguzar railroad bypassing Turkmenistan. (Akipress)

Uzbekistan Unblocks Banned Website
From around lunchtime on February 12, internet users in Uzbekistan have been reporting being able to visit websites that have for many years been blocked.Among the news websites once again made available were those of the BBC, Voice of America,
Moscow-baed Ferghana news agency and Eurasianet. The websites for Human Rights Watch and Amnesty International have also been unblocked. Perhaps most remarkably, the website run by the foreign-based People’s Movement of Uzbekistan opposition group, uzxalqharakati.com, can also now be viewed inside the country without a proxy. (eurasianet)

Uzbek Singers Are Told: No Tattoos, No Earrings, And No Singing In Bedrooms In Videos
Uzbek singers can no longer sport a tattoo, show off expensive cars, or sing in a bedroom in music videos -- all part of new rules unveiled by government officials this week. Male singers shouldn’t dress like women or wear garish jewelry, according to a directive published on the website of Uzbekkonsert, a state body that regulates the Central Asian country's music industry. (rferl)

Once-repressive Uzbekistan begins a post-Karimov opening
In Uzbekistan’s ancient Silk Road city of Samarkand, near the blue-domed madrassas of central Registan Square, young Uzbeks still jostle for selfies by the statue of a local boy made good, the late dictator Islam Karimov. But, 17 months after Karimov’s death, there are signs that a country that democracy watchdog Freedom House long ranked alongside North Korea on political rights and civil liberties is starting to loosen the screws. (Financial Times)

President Says Time's Up For 'Mad Dog' Uzbek Security Service
President Shavkat Mirziyoev in his second year in office has made no bones about criticizing one of the pillars of his long-serving predecessor's strong-armed rule, accusing the SNB of committing atrocities, targeting innocent people, and "exceeding its authority."During a meeting with local activists in Bukhara Province on February 16, Mirziyoev continued his recent criticism of the SNB -- used by former President Islam Karimov to maintain tight control over the country's people and politics. (Rferl)

Kyrgyzstan: Alleged Coup Plotters on Hunger Strike
The trio have warned they will step up their protest if there is no reaction from the security services or parliament. (Eurasianet)

Flour Power: Turkmenistan Mulling 'Surplus Confiscation' Amid Shortage
It seems that desperate times call for desperate measures in northern Turkmenistan, where authorities are reported to be considering the confiscation of "surplus" flour from people amid severe shortages of the staple. (Rferl)

Tajikistan Debt Crosses a Red Line
External debt reached $2.9 billion at the start of 2018, crossing the psychologically important 40 percent debt-to-gross domestic product ratio mark. (Eurasianet)

India gets control of Iranian port

India and Iran on Saturday signed agreements, including Tehran leasing to New Delhi operational control of part of the Iranian east coast port of Chabahar for 18 months. The $85 million project, just 90km from Gwadar port, creates a transit route between India, Iran and Afghanistan, bypassing Pakistan. (Dawn)

Kazakhstan Plans to Extend 'Electronic' Jurisdiction of its National Security Committee
According to a draft law introduced to Kazakhstan’s Parliament for discussion by March 05, the powers of the State Security Committee in Kazakhstan (KNB) would be expanded when new functions in the field of information and network security. (fergananews

TAPI Gas Pipeline Sets To Enter Afghanistan, Groundbreaking On Friday
Turkmenistan has completed construction of gas pipeline in its section under TAPI project, following which a groundbreaking ceremony is scheduled to be performed at the Turkmen border city of Serhetabat on Friday to take the pipeline to Afghanistan. (UrduPoint)

mercoledì 21 febbraio 2018

Xi dichiara guerra alle triadi


Dalla corruzione al crimine organizzato. La campagna lanciata cinque anni fa da Xi Jinping per ripulire il Partito comunista dagli elementi dissoluti estende il proprio raggio d’azione arrivando «a scavare in profondità» nelle viscere del malaffare. Il virgolettato è mutuato dal documento rilasciato dal Comitato centrale del Pcc e dal Consiglio di Stato a fine gennaio: «Notifica sulla lotta speciale condotta per spazzare via le gang criminali e debellare il male».

AVVIATA PERSONALMENTE dal presidente cinese, la nuova campagna antimafia coinvolgerà 30 organi statali e di Partito con lo scopo conclamato di rafforzare la legittimità della leadership e ravvivare la fiducia del popolo nei confronti dei vertici del potere. Partendo dal basso, però. Secondo il comunicato, infatti, la lotta contro le triadi — le organizzazioni criminali cinesi di stampo mafioso — aiuterà a «schiacciare le mosche», i funzionari di rango inferiore che operano a livello di contea e villaggio.
Quelli tradizionalmente meno inclini ad allinearsi alle politiche del governo centrale e con cui i cittadini si trovano a trattare quasi quotidianamente, mentre «le tigri» (gli alti papaveri) rimangono celebrità da notiziari della Cctv. Facile intuire l’esistenza di un nesso con la lotta alla povertà, l’altro cavallo di battaglia con cui Xi punta a conquistare legittimità agli occhi del popolo.

NEGLI ULTIMI ANNI, 970 persone sono state arrestate per aver utilizzato in maniera impropria parte dei 30 miliardi di dollari stanziati per liberare 70 milioni di cinese dallo stato di povertà entro il 2020. Non a caso la missione della campagna anticrimine è duplice: «assicurare la stabilità del paese» e «chiarire chi è a favore o contrario» al Pcc (che oltre la Muraglia si sovrappone allo Stato) nel consolidamento del potere politico grass-root. Si capisce come il miglioramento della qualità della vita sia un fattore collegato al mantenimento della stabilità sociale.

SECONDO QUANTO RIFERITO a stretto giro da Guo Shengkun, segretario della Commissione per gli Affari politici e legali, a finire nel mirino saranno soprattutto il gioco d’azzardo, la pornografia, il contrabbando di stupefacenti, il traffico di esseri umani, e le vendite piramidali. Tutte quelle attività che, come spiega l’agenzia statale Xinhua, si avvalgono dei vuoti normativi per sfruttare i settori della logistica e dei trasporti attraverso società di comodo regolarmente registrate. Nessuna pietà nemmeno per le aziende che concedono prestiti con interessi usurai, piaga sociale nell’era della finanza online Un altro elemento di instabilità agli occhi del Partito.

COME SPIEGA il People’s Daily, in realtà il giro di vite nei confronti della criminalità era partito nel gennaio 2016, quando la Procura suprema aveva ordinato di sconfiggere le triadi nei villaggi. Da allora, solo nella provincia del Guangxi 1.200 persone sono state perseguite penalmente per il loro coinvolgimento nella mafia locale, mentre a Xiongan — la nuova zona economica dello Hebei voluta da Xi come contraltare settentrionale a Shanghai — un bizzarro piano richiede ad ogni contea di gestire almeno un caso criminale al mese.

«GLI UFFICI di pubblica sicurezza locali devono rendere noti i loro numeri di cellulare al pubblico in modo che i residenti possano denunciare i crimini», spiega il China Daily mettendo in evidenza l’altro elemento cardine: la partecipazione popolare che in Cina vanta un lungo trascorso di delazioni più o meno spontanee, dai baojia di epoca Song (sistema comune di applicazione delle leggi e controllo civile su base famigliare) alle denunce della Rivoluzione Culturale fino alle soffiate delle migliaia di volontari che tutt’oggi vigilano su Pechino con una fascia rossa al braccio.

A FRUGARE BENE tra le pieghe della storia recente di yanda («colpire duro») si torna a parlare fin dagli anni ’80, quando Deng Xiaoping varando le prime riforme economiche mise bene in chiaro che nessuno, per quanto di nobili natali, sarebbe più stato al di sopra della legge. A farne le spese fu il figlio del generale Zhu De — un «principino» comunista — mandato al patibolo per teppismo all’età di 25 anni. Seguirono le campagne nazionali del 1996, 2001 e 2010, annus horribilis contraddistinto da una lunga scia di omicidi ai danni di bambini, anziani e disabili. Ma è nella defilata megalopoli del sud-ovest, Chongqing, che nel 2009 si è assistito alla più clamorosa «caccia alle streghe», fruttata 5,000 arresti e la confisca di beni per oltre 473 milioni di dollari in soli dieci mesi.

È PROPRIO CON LO SLOGAN «spazzare via il nero» che l’allora capo del Partito locale Bo Xilai conquistò l’approvazione della pancia del paese. E poco importa se le incarcerazioni furono il frutto di torture e confessioni forzate indirizzate contro avversari politici. Dal 2013 Bo si trova dietro le sbarre — ufficialmente — con l’accusa di corruzione, appropriazione indebita e abuso di potere. Ma il suo modello, a base di populismo rosso e anticrimine, vive anche in alcune iniziative autografate da Xi. Ci si chiede se questo valga anche per le modalità spietate e la natura politica delle operazioni anticorruzione, da tempo descritte sulla stampa internazionale come un regolamento di conti declinato al rafforzamento dello strapotere nelle mani di Xi, l’unico leader dai tempi di Mao ad aver visto il proprio nome comparire nella costituzione del Partito mentre è ancora in vita.

SEBBENE IL RECENTE comunicato vieti i metodi coercitivi nelle indagini e anteponga la presenza di prove schiaccianti alla risoluzione dei casi, la traiettoria altalenante con cui procede la riforma del sistema giudiziario annunciata durante il IV Plenum giustifica le molte alzate di sopracciglio.

A preoccupare è l’imminente istituzione di una Commissione nazionale per la supervisione incaricata non più soltanto di valutare l’operato dei 90 milioni di iscritti al Partito — come l’attuale commissione disciplinare — ma anche tutti i dipendenti pubblici. Quindi funzionari governativi ma anche medici, insegnanti e impiegati nelle aziende statali. Stando alla bozza della legge che ne regolerà il funzionamento, la nuova agenzia non solo opererà al di sopra della Corte Suprema e della Procura Suprema del popolo, ma non sarà nemmeno soggetta al controllo del Consiglio di Stato.

Un aspetto che per il Nikkei ridimensionerà la figura del premier Li Keqiang, già svuotata con la creazione di team dal taglio economico alla cui guida siede proprio Xi. La notizia cattiva è che se la Commissione svolgerà un ruolo attivo nella nuova campagna antimafia difficilmente si procederà verso una maggiore trasparenza dei processi decisionali.

QUELLA BUONA è che forse l’assolutismo del lider maximo faciliterà la rimozione delle sacche di resistenza a cui viene attribuito il rallentamento delle riforme. Se poi a cadere nella rete sono pretendenti al «Trono di Spade» tanto meglio. D’altronde, era ancora il 2015 quando la rivista Caijing metteva a nudo i legami tossici tra le triadi e il governo dello Shanxi, una provincia ricca di carbone nonché feudo politico di Ling Jihua, una delle «tigri» corrotte ingabbiate da Xi.

[Pubblicato su il manifesto]

martedì 20 febbraio 2018

In Cina e Asia



Un finale diplomatico per le Olimpiadi


Come per la cerimonia d’inaugurazione, sarà di nuova la diplomazia a dominare la chiusura delle Olimpiadi invernali il prossimo sabato, quando Ivanka Trump guiderà la delegazione americana in rappresentanza del padre. A lei saranno riservate misure di sicurezza in stile presidenziale e l’accoglienza della first lady. Mentre i dettagli della visita sono ancora oscuri, la sua funzione sembra essere quella di dimostrare all’alleato sudcoreano l’appoggio di Washington nel lento percorso di distensione con Pyongyang e smorzare l’approccio duro adottato dal vicepresidente Mike Pence durante le prime battute della manifestazione sportiva, che hanno visto anche la partecipazione della sorella di Kim Jong-un. Nei giorni scorsi è stato nuovamente Rex Tillerson a parlare di “apertura al dialogo” con la Corea del Nord. L’arrivo di Ivanka coinciderà con l’inizio di una trasferta di tre giorni da parte della vicepremier cinese Liu Yandong come inviata speciale. Principale fautore di una ripresa dei negoziati con Pyongyang, Pechino è fermamente convinto che la chiave della risoluzione della crisi coreana sia nelle mani di Washington e Seul.

Pechino “in trattative” con i ribelli pakistani

Sono cinque anni che Pechino dialoga segretamente con i guerriglieri pakistani. Secondo fonti del Financial Times, l’obiettivo è quello di mantenere al riparo il corridoio economico da 60 miliardi di dollari che la Cina sta costruendo in Pakistan andando a toccare la regione sudoccidentale del Baluchistan, scossa da spinte secessioniste. Il coinvolgimento politico cinese nel paese dell’Asia Meridionale contravviene al principio cardine della strategia estera di Pechino: quello della non ingerenza negli affari interni degli altri paesi. Tuttavia, il raffreddamento dei rapporti tra Islamabad e Washington ha lasciato campo aperto al gigante asiatico. Secondo le fonti, i lucrosi finanziamenti elargiti da Pechino starebbero cominciando a infiacchire le rivendicazioni indipendentiste dei ribelli, nonostante il ripetersi di attacchi violenti contro obiettivi cinesi. Non è la prima volta che la Cina riveste il ruolo di pacere nella regione. Tentativi simili sono stati riscontrati in Afghanistan con l’obiettivo di promuovere i colloqui tra Kabul e i talebani. Di recente, Pechino ha reso noto il desiderio di estendere il corridoio Cina-Pakistan ad agganciare il paese dei “barbuti”.

L’AIIB punta ai paesi islamici

L’ Islamic Development Bank affiancherà l’Asian Infrastructure Investment Bank per sopperire al deficit infrastrutturale che affligge l’Africa e i paesi emergenti musulmani. Lo ha annunciato al Financial Times il presidente dell’istituto sottolineando come solo il continente nero necessiti di 150 miliardi di investimenti l’anno. Molti dei paesi membri dell’IDB sono tra quell’ottantina di stati già partner dell’AIIB. La cooperazione tra i due istituti aiuterà la superbanca cinese ad espandere le proprie attività nell’ambito della Belt and Road. Ad oggi l’IDB ha erogato la maggior parte del credito a progetti in Turchia, Indonesia, Egitto, Pakistan e Turkeministan, tutti paesi nell’orbita d'interesse di Pechino.

Pechino mette al bando i funerali “porno”

Secondo il ministero della cultura, la campagna di rettificazione coinvolgerà le province dello Henan, Anhui, Jiangsu ed Hebei. La popolazione è invitata a collaborare segnalando, attraverso un’apposita hotline, la presenza di infrazioni durante i funerali. Le soffiate verranno ricompensate con premi in denaro. E’ dagli anni ’90 che nelle aree rurali le cerimonie funebri vedono la partecipazione di ragazze avvenenti in lingerie accompagnate da chiassosi applausi, risate e tutto quello che meno si addice — secondo i nostri parametri e quelli di Pechino — a un funerale. Studi sulla strana usanza in corso dal 2006 tendono a spiegare il fenomeno collegandolo al tema della fertilità, ma anche alla volontà dei contadini di ostentare il proprio benessere economico con rituali sfarzosi e sfogare i propri istinti sessuali repressi. Punibile in passato con la pena di morte, la pornografia è tra i comportamenti disdicevoli a cui la leadership di Xi Jinping ha dichiarato guerra per restaurare i valori socialisti.

Il vero nemico di Xi Jinping: l’ineguaglianza sociale


L’ineguaglianza sociale continua a crescere in Cina mettendo a dura prova le promesse di un benessere diffuso su cui Xi Jinping fonda la propria legittimità agli occhi del popolo. Secondo il National Bureau of Statistics, nel 2017 il coefficiente di Gini — che misura la diseguaglianza sociale — è aumentato dello 0,002 su base annua a quota 0.467,meno del picco record registrato nel 2008 ( 0.491) ma comunque 0,005 punti in più del 2005. Al contempo, il reddito dell’upper class è cresciuto del 9,1% contro il 7,7%, 7,2% e 7.1% della upper-middle, middle e lower-middle class. Come spiega il Nikkei, il motore della disparità va ricercato nella bolla immobiliare. Negli ultimi anni, molti cinesi in possesso di più immobili si sono arricchiti grazie all’impennata dei prezzi delle case, tanto che il reddito derivante dall’alienazione di beni è cresciuto dell’11% annuo, tornando sulle due cifre a distanza di tre anni. Al contempo, le limitazioni imposte sui flussi migratori verso le grandi città hanno inibito l’emancipazione di contadini e migranti, gli strati più svantaggiati. Un bel grattacapo per Pechino e il suo sogno di una “società moderatamente prospera” entro il 2020.

India: esaminandi a piedi nudi


Niente scarpe e calzini. E’ la nuova regola adottata dalle autorità dello stato indiano di Bihar per impedire agli studenti di copiare da appunti nascosti durante l’esame finale previsto per il 21 febbraio. Allora saranno 1,8 milioni i quindicenni a sostenere la prova. Altre misure prevedono l’impiego di telecamere e perquisizioni prima di entrare in aula. Sono anni che Bihar si batte per debellare le irregolarità durante gli esami. Nel 2016, le minacce si sono trasformate in sanzioni pecuniarie e arresti, mentre nel 2013, 1600 studenti sono stati espulsi per aver copiato a scuola.

giovedì 15 febbraio 2018

Cina, il 90% del suolo verrà sanato entro il 2020



echino farà di tutto per sanare circa il 90% dei terreni agricoli contaminati entro la fine del 2020. Lo ha dichiarato lunedì il ministro dell’Ambiente Li Ganjie, aggiungendo che verrà condotta un’indagine dettagliata sull’inquinamento del suolo attraverso l’istituzione di zone pilota destinate alla sperimentazione di tecniche di prevenzione e trattamento. Contestualmente, l’avvio di nuovi progetti infrastrutturali sarà limitato a un quarto del territorio nazionale.

Secondo uno studio del 2013, al momento una superficie pari a quella del Belgio risulta troppo contaminata per usi agricoli, concosti di risanamento intorno al trilione di yuan (210 miliardi di dollari). Il piano di recupero prevede inoltre, entro la fine del decennio, una riduzione delle risorse idriche indicizzate con “il grado V” — ovvero inutilizzabili persino per l’irrigazione o per scopi industriali — sotto il 5% (rispetto all’8,8% registrato a metà dello scorso anno), e un’estensione delle acque di “grado III” o superiore — ovvero idonee al consumo umano — a oltre l’80% del totale. Ugualmente ambizioso il target prefissato per alleviare il problema smog, che nei prossimi tre anni dovrebbe vedere 338 città arrivare a respirare “aria buona”.

Allarmato dalla moltiplicazione delle cosiddette “proteste verdi”, nel 2014 il governo cinese ha dichiarato guerra all’inquinamento antropico dopo trent’anni di crescita economica a briglia sciolta, promettendo di migliorare la qualità di aria, acqua e suolo. Da allora l’inquinamento è stato inserito tra le priorità dell’amministrazione guidata da Xi Jinping, insieme alla stabilità del mercato finanziario e alla riduzione della povertànelle campagne. Soltanto la municipalità di Pechino ha stanziato l’equivalente di 2,6 miliardi di dollari per combattere lo smog nell’anno in corso, mentre altri 2 miliardi di dollari sono finiti in progetti di bonifica del suolo tra il 2016 e la fine del 2017.

“Quello di trattare e recuperare il suolo inquinato è un lavoro molto difficile, costoso e richiede un percorso lungo”, ammetteva lo scorso giugno il direttore del dipartimento del ministero dell’Ambiente preposto alla tutela del territorio. Secondo l’esperto, mentre il problema verrà “stabilizzato” effettivamente entro il 2020, i primi miglioramenti tuttavia verranno percepiti non prima del 2030. Un bel grattacapo per Pechino, impegnato a migliorare il tenore di vita della popolazione cinese, che sebbene prevalentemente urbana dal 2012 conta ancora all’incirca 590 milioni di abitanti nelle zone rurali.

Il piano di bonifica va letto alla luce del cosiddetto “documento N°1”, il primo rapporto politico del 2018 rilasciato domenica dall’Ufficio generale del Comitato centrale del Partito comunista cinese in tandem con l’Ufficio generale del Consiglio di Stato. “Migliorare l’ambiente di vita rurale è un compito fondamentale per permettere al paese di raggiungere il suo obiettivo di costruire una società moderatamente prospera entro il 2020”, chiarisce il comunicato presentando un piano in tre step che parte da un primo “ringiovanimento” delle campagne (2020), passa per un periodo intermedio di “modernizzazione” (2035) fino a raggiungere il “completo ottenimento del benessere dei contadini” (2050).

Il documento annuncia tra le iniziative un allentamento delle restrizioni sull’utilizzo delle terre amministrate collettivamente dai villaggi con lo scopo di impiegare gli appezzamenti inutilizzati per nuovi progetti residenziali, così da sopperire alla carenza dei terreni edificabili, tra le principali cause dei costi vertiginosi dell’immobiliare. Nel 2016, il 15,8% delle abitazioni rurali intorno alla città di Wuhan, nella provincia dello Hubei, risultavano vuote, molte abbandonate da contadini andati in cerca di fortuna nelle grandi città.

Da alcuni anni il governo è impegnato in un programma di modernizzazione del settore agricolo che comprende, tra le altre cose, una limitazione nell’impiego di pesticidi nonché una revisione delle storiche politiche a sostegno della produzione del grano in favore di una maggiore partecipazione del mercato nella stabilizzazione dei prezzi. Come ricorda il quotidiano China Daily, “il fatto che per il 15esimo anno di fila il documento N°1 sia dedicato all’agricoltura, agli agricoltori e alle aree rurali è un chiaro segno di quanto siano centrali le politiche rurali per la sicurezza alimentare del paese e per il benessere e la stabilità della popolazione”. Insomma, per il “Sogno Cinese”.

[Pubblicato su Il Fatto quotidiano online]

Hukou e controllo sociale

Quando nel 2012 mi trasferii a Pechino per lavoro, il più apprezzabile tra i tanti privilegi di expat non era quello di avere l’ufficio ad...