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lunedì 20 agosto 2012
Pena di morte con sospensione di due anni per Gu Kailai
Se quella comparsa al processo non fosse Gu Kailai: Gu Kailai and the body double debate
Gu Kailai, moglie dell'ex leader di Chongqing Bo Xilai è stata condannata alla pena di morte con sospensione di due anni e alla revoca dei diritti politici a vita; sentenza che - in caso di buona condotta- verrà commutata in ergastolo o anche meno. E' quanto stabilito dalla Corte di Hefei, cittadina della Cina dell'est, la quale ha giudicato la donna colpevole dell'assassinio del cittadino britannico Neil Heywood, trovato morto nella sua stanza d'albergo di Chongqing lo scorso novembre e il cui corpo era stato frettolosamente cremato dalle autorità locali.
Una lite per questioni economiche avrebbe indotto Gu ad avvelenare l'uomo con il quale si vocifera intrattenesse anche una relazione extraconiugale. Alla donna sono state riconosciute alcune attenuanti come l'aver compiuto il folle gesto per difendere il figlio Bo Guagua, minacciato dalla vittima, come si legge in una mail inviata dall'inglese alla donna. La Corte ha anche affermato che le azioni commesse da Gu rivelano "problemi mentali".
"Il verdetto è giusto e rispecchia uno speciale rispetto verso la legge, la verità e la vita" avrebbe dichiarato la donna -già rea confessa- secondo quanto riportato da un portavoce del tribunale.
Colpevole è risultato anche il domestico di casa Bo, Zhang Xiaojun, che, complice nel delitto, trascorrerà nove anni dietro le sbarre, mentre quattro poliziotti della municipalità feudo di Bo Xilai sono stati condannati a pene detentive dai 5 agli 11 anni per aver ostacolato le indagini.
E' l'epilogo di un processo iniziato il 9 agosto e terminato dopo sole 7 ore, tra i dubbi di un'opinione pubblica oltremodo sospettosa verso il modus operandi della giustizia cinese in quello che è stato considerato il processo più eclatante da quando nel 1981 a fare la sua comparsa alla sbarra fu Jiang Qing, la controversa consorte di Mao Zedong. Forse un goffo tentativo della dirigenza cinese di archiviare il caso Bo Xilai prima del 18esimo Congresso del Partito, principale evento dell'agenda politica del Dragone che sancirà il passaggio del testimone ai leader della quinta generazione.
"Con la rinuncia di entrambi gli imputati a ricorrere in appello la cosa termina qui" ha spiegato alla Reuters l'avvocato di Zhang, Li Renting.
La condanna di Gu Kailai potrebbe essere il preludio di punizioni formali per Bo Xilai, sino ad alcuni mesi fa uno degli astri nascenti della politica d'oltre Muraglia, rimosso da tutte le sue cariche in aprile e tutt'oggi sotto inchiesta per "gravi violazioni della disciplina del Partito".
Troppo ambizioso e fautore di un revival maoista che poco collimava con l'orientamento riformista abbracciato dall'amministrazione Hu Jintao-Wen Jiabao, secondo molti, sarebbe rimasto vittima degli intrighi di palazzo in vista dell'ormai imminente rimpasto al vertice. Lo scorso febbraio, la fuga di Wang Lijun, ex capo della polizia di Chongqing e suo braccio destro, presso il consolato Usa di Chengdu -presumibilmente per consegnare le prove dell'assassinio di Heywood- ne decretò, di fatto, il tracollo politico. La sua ultima apparizione pubblica risale a marzo quando, durante una conferenza stampa ai margini dell'Assemblea Nazionale del Popolo, prese le difese della propria famiglia. Quanto al superpoliziotto verrà presto processato "per alto tradimento" ( "per defezione" secondo Boxun) nella capitale provinciale del Sichuan, sebbene alcuni giorni fa i media di Hong Kong avessero sostenuto che il procedimento si era già svolto segretamente.
La conclusione del processo a Gu Kailai fa tirare un sospiro di sollievo anche oltremanica. In una nota rilasciata dall'ambasciata britannica a Pechino, si lodano le autorità cinesi per le indagini che hanno portato all'identificazione e alla condanna dei responsabili. Londra ha sempre chiesto un processo "conforme agli standard internazionali dei diritti dell'uomo", pur non cercando mai la pena di morte.
Ad essere rimasta delusa dalla sentenza della Corte di Hefei è, invece, la comunità di internet. Nell'arco di due ore dalla diffusione del verdetto, circa due milioni di post hanno alluvionato Sina Weibo e Tencent Weibo, principali siti di microblogging in salsa di soia. E impazzano le critiche contro una giustizia ritenuta palesemente selettiva.
"Proviamo un po' a pensare..se un comune cittadino avesse ucciso uno straniero per interessi economici quale sarebbe stato il verdetto finale?" scrive Liu Xiaoyuan, avvocato per la difesa dei diritti umani.
sabato 11 agosto 2012
Il processo a Gu Kailai e le molte incognite
Aggiornamenti sul caso:Wang lijun has been secretly put on trial
Trial of Gu Kailai attended by a fraud
In Cina è stato definito il processo più sensazionale dell'ultimo trentennio, ma quello per Gu Kailai, moglie dell'ex leader di Chongqing Bo Xilai è iniziato giovedì e si è concluso dopo sole sette ore, tra il silenzio della Corte di Hefei e il riserbo della stampa cinese. Eppure il verdetto, sebbene non ancora reso noto, sembra essere già stato scritto.
Accusata assieme al domestico Zhang Xiaojun dell'omicidio dell'uomo d'affari britannico Neil Heywood, suo socio e probabilmente amante, la Lady Macbeth cinese rischia la pena di morte; condanna che, secondo gli esperti del diritto, potrebbe essere commutata in ergastolo o 15 anni di prigione qualora dovesse essere confermato lo stato di seminfermità mentale della donna. Alcune stranezze comportamentali e un sospettato tumore potranno veramente risparmiare la pena capitale a Gu (link)?
Rea confessa, pochi giorni prima del processo aveva ammesso la propria colpevolezza sia per il delitto di Heywood che per una serie di "crimini economici" - dei quali, tuttavia, non ha dovuto rispondere in sede processuale- è apparsa in un sevizio della China Central Television, trasmesso nel pomeriggio di giovedì, abbastanza tranquilla e notevolmente ingrassata.
Gu non avrebbe contestato l'accusa di omicidio: secondo le ultime ricostruzioni, una lite per questioni economiche lo scorso 13 novembre avrebbe indotto la donna ad avvelenare il suo socio con il cianuro nella stanza del Nanshang Lijing Holiday Hotel, a Chonqging. Dell'uomo non è rimasto che un pezzo del cuore, unica prova nelle mani della polizia cinese, mentre il corpo è stato cremato in tutta fretta senza il consenso della famiglia.
“Le circostanze del crimine sono chiare e supportate da ampie prove”, ha comunicato il tribunale di Hefei, mentre la difesa ha dichiarato che Gu al momento del delitto "non aveva il controllo di sé". Un'ulteriore attenuante: proteggere il figlio Bo Guagua da alcune "minacce fisiche", come ha affermato lei stessa. Tanto è bastato ai legali d'ufficio per dichiarare che Heywood è "parzialmente responsabile della sua stessa morte". Il rampollo della famiglia Bo, noto alle cronache per la sua vita dissoluta, alcuni giorni fa aveva rotto il silenzio rivelando alla Cnn di aver inviato alla Corte una testimonianza scritta; un elemento chiave per il processo, secondo il sito di citizen journalism Boxun.
La sentenza verrà rilasciata prossimamente, come riferito da un funzionario del tribunale; per il momento il destino della donna continua a rimanere top secret almeno quanto quello del marito. Bo Xilai, sino ad alcuni mesi fa uno degli astri nascenti della politica d'oltre Muraglia, rimosso da tutte le sue cariche in aprile (link), è tutt'oggi sotto inchiesta per "gravi violazioni della disciplina del Partito". Troppo ambizioso e fautore di un revival maoista che poco collimava con l'orientamento riformista abbracciato dall'amministrazione Hu Jintao-Wen Jiabao, secondo molti, sarebbe rimasto vittima degli intrighi di palazzo in vista del rimpasto ai vertici in agenda per il prossimo autunno.
Intanto con il processo di Gu Kailai il vaso di Pandora è stato aperto: la donna ha parlato di "reati commessi da altre persone" innescando una reazione a catena. Venerdì sono stati processati quattro poliziotti di Chongqing accusati di aver tentato di ostacolare le indagini falsificando il referto dell'autopsia. Colpevoli loro come sarebbe colpevole il superpoliziotto Wang Lijun, che con la sua fuga verso il consolato americano di Chengdu, lo scorso febbraio, ha dato il via all'affaire Bo Xilai. In un primo momento complice di Gu nel complotto, Wang avrebbe poi fatto marcia indietro una volta soppesati i rischi. Un processo per tradimento la prossima settimana lo vedrà alla sbarra nella capitale provinciale del Sichuan, dove tutto cominciò.
Sono questi i nuovi dettagli rivelati dalla versione dei fatti così come riportata da uno dei presenti nell'aula del tribunale di Hefei, dove il processo si è svolto a porte chiuse. Zhao Xiangcha è il nome dell'uomo che, privato di carta e penna, ha tenuto tutto bene a mente per poi passare la sua testimonianza allo redazione di Boxun.
Il COLPO DI SCENA
E ancora. Nell'intrigo si innesta un "terzo elemento" hanno dichiarato i legali di Gu, secondo quanto riportato al Daily Telegraph da una persona a conoscenza del caso e presente al processo; una nuova pedina che ha ricoperto un ruolo attivo nell'omicidio di Heywood. Forse la dose di veleno somministrato dalla moglie di Bo Xilai all'uomo d'affari non era realmente letale. Forse Gu si sarebbe macchiata soltanto di "tentato omicidio", come sembrerebbe voler spingere la difesa. Forse qualcuno ha agito dopo che la donna e il suo complice avevano già lasciato l'albergo: lo dimostrerebbe la posizione del cadavere al momento dell'arrivo della polizia sul luogo del delitto, non più supina con la testa appoggiata sul cuscino, come lo avevano lasciato i due, ma con la faccia in giù e i piedi penzoloni oltre la fine del letto.
I MEDIA UFFICIALI
Con un insolito comunicato di ben 3400 parole, l'agenzia di stampa statale Xinhua venerdì sera ha reso pubblico quello che sembra essere il preludio di una condanna: la donna, benché in stato depressivo e sotto effetto di farmaci, assieme al coimputato Zhang, "ha confessato l'omicidio intenzionale".
Avvertiva il pericolo per la sua famiglia: "Per me era più di una minaccia alla sicurezza personale. Dovevo fermare la follia di Neil Heywood lottando fino alla morte." Eppure "la tragedia che ho scatenato non si è abbattuta soltanto su Neil, ma su molte altre famiglie" ha affermato davanti alla Corte la dama nera di Cina.
"Perdono": lo ha chiesto Zhang Xiaojun ai cari del defunto, mentre Gu avrebbe invocato clemenza per il domestico dato il suo ruolo marginale del delitto. Quanto a lei, "aveva sviluppato una dipendenza fisica e psicologica da farmaci e sedativi che provocano disturbi mentali" - fa sapere la Xinhua- e nonostante avesse "un obiettivo chiaro e un motivo pratico per commettere il crimine" aveva "scarsa capacità di controllo".
Ma, nel giorno del giudizio, una Gu lucidissima ha manifestato la piena consapevolezza di essere l'artefice dell'attuale cortocircuito politico: "questo caso ha provocato grandi perdite al Partito e al Paese e dovrei prendermene la piena responsabilità" ha scandito la donna, dicendosi pronta ad "accogliere la sentenza con calma e serenità, nel rispetto della legge".
Non una parola sull'ex boss di Chongqing, invece, né sui crimini economici nei quali sarebbero implicati vari membri del clan dei Bo. Affari sporchi e trasferimento di denaro all'estero: in una parola "corruzione". Il male endemico della Nuovissima Cina continua ad attirare sulla casta le critiche di un popolo insofferente verso gli sfarzosi privilegi dei propri leader. E ora che la data del ricambio al vertice si fa sempre più vicina è meglio parlarne il meno possibile.
martedì 1 maggio 2012
Gu, generalessa rossa e donna d'affari
Per qualcuno la "Jackie Kennedy dell'Impero di Mezzo", per altri una nuova Jiang Qing -moglie di Mao messa agli arresti e processata- donna in carriera senza scrupoli, la "Generalessa" di casa Bo la divisa l'ha indossata per davvero.
Al centro del più grande scandalo in salsa di soia dell'ultimo ventennio, Gu Kailai, moglie dell'ex Segretario di Chongqing defenestrato lo scorso 10 aprile, è ancora sotto inchiesta per l'avvelenamento del cittadino inglese Neil Heywood, suo consulente in affari. Il movente, una disputa sulla percentuale che l'uomo avrebbe voluto trattenere sul trasferimento di denaro illecito all'estero per suo conto.
"Una grande quantità di denaro, probabilmente collegata ad un'affare sporco; Heywood era molto nervoso per la questione" ha dichiarato alla Reuters una fonte vicina alla famiglia.
Ma Bo Xilai non approvava. "Detestava tutto quello che stava facendo" ha spiegato Giles Hall, un altro businessmen che incontrò i due coniugi per un pranzo una decina di anni fa. "Ci fu una conversazione agitata, alcune minacce. Eravamo un po' nervosi. Poi chiedemmo all'interprete se c'era qualche problema e lui ci rispose che il marito non gradiva il suo modo di fare affari e quindi non era contento della cosa"
Ma non solo. Proprio oggi l'agenzia di stampa britannica ha fornito nuovi dettagli sull'ex imperatrice di Chongqing, ormai nota per stranezze e morbosità -richieste di giuramenti di fedeltà a tutti i membri della cerchia dei frequentatori della famiglia Bo con conseguente divorzio dalle proprie mogli- poco dopo la morte di Heywood avrebbe partecipato ad un meeting di funzionari di polizia indossando una divisa militare e declamando di essere a capo di una missione volta a proteggere Wang Lijun, all'epoca ancora primo uomo delle forze dell'ordine di Chongqing e braccio destro del marito Bo Xilai (link).
"Ha detto di aver ricevuto disposizioni segrete dal ministero della Pubblica Sicurezza perché fosse assicurata la sicurezza personale del compagno Wang Lijun a Chongqing" ha affermato una fonte, precisando che Gu portava un'uniforme verde dell'Esercito Popolare di Liberazione con le decorazioni da generale maggiore.
"E' stato un disastro" ha raccontato la fonte commentando il discorso tenuto dalla donna e noto a tutti i funzionari "pensai che sarebbero stati guai seri".
Non è ben chiaro per quale ragione la moglie di Bo, senza aver mai prestato servizio nell'esercito, avesse deciso di indossare la divisa, né per quale motivo si fosse presa l'incarico di proteggere Wang Lijun. Al tempo l'episodio lasciò tutti di stucco, confermando i dubbi sulla sua stabilità mentale.
Era al'incirca il 20 di novembre. Cominciarono a girare voci circa una possibile promozione di Gu Kailai a qualche carica militare, ma come spiegato da un secondo testimone, la divisa poteva esserle stata regalata in segno di "rispetto verso il padre", un ex generale dell'esercito al tempo dell'occupazione giapponese degli anni '30-'40. D'altra parte la situazione in cui decise di indossarla era quantomeno inappropriata e non poté non creare imbarazzo tra i presenti.
"E stata una chiara violazione delle norme disciplinari, un fatto serio" ha spiegato la prima fonte vicina alla famiglia di Bo Xilai "nonostante il suo background, non aveva comunque il diritto di fare una cosa simile".
(Fonte Reuters)
venerdì 13 aprile 2012
Chongqing hotpot, gli ultimi "ingredienti"
(Chongqing hotpot di Crazy Crab)
Il calderone di Chongqing continua a bollire, sempre più piccante e ricco di ingredienti. Le ultime dalla stampa internazionale sul clan dei Bo e la morte di Heywood.
The New York Times
Wall Street Journal
China Files
BBC
AgiChina
Il calderone di Chongqing continua a bollire, sempre più piccante e ricco di ingredienti. Le ultime dalla stampa internazionale sul clan dei Bo e la morte di Heywood.
The New York Times
Wall Street Journal
China Files
BBC
AgiChina
mercoledì 11 aprile 2012
Bo Xilai fuori dal CPC e Gu Kailai indagata per omicidio
(Pubbliacto su Dazebao)
L’ex segretario di Chongqing, Bo Xilai, espulso dal Comitato centrale del Partito (CPC) e la moglie Gu Kailai indagata per omicidio.
L’epilogo del piu’ grande scandalo politico in salsa cinese degli ultimi anni e’ giunto inaspettatamente nella tarda serata di martedi’, con una prima dichiarazione ufficiale del Pcc rilasciata dalla Tv di Stato CCTV e ripresa dalla stampa nazionale, Xinhua e People’s Daily per primi.
“Il compagno Bo Xilai ha violato gravemente la disciplina”. La notizia stringata riferisce che il Comitato Centrale del Partito ha deciso, secondo la costituzione del Partito e le disposizioni sulle “ispezioni disciplinari”, che Bo debba essere rimosso dal Politburo e dal Comitato Centrale per essere sottoposto ad indagini. D’altra parte, alcuni commentatori hanno evidenziato come l’utilizzo del termine “compagno” induca a pensare che l’ex capo di Chongqing sia ancora da considerare un membro del Pcc e che la sua “sospensione” possa essere solo temporanea.
La risonanza data alla questione ha gettato molti esperti nella confusione: dopo settimane di silenzio, i vertici di Pechino hanno rivelato gli scottanti retroscena del “caso Wang Lijun” che da tempo alimentava supposizione e congetture, tanto sul web che sulla carta stampata. Tutto aveva indotto a pensare che la leadership cinese stesse riservando per Bo un’uscita di scena in sordina.
Sino a poco tempo fa considerato una stella nascente del Partito e proiettato ad uno dei seggi del Comitato permanente del Politburo, il “nuovo Mao”, come era stato soprannominato per la sua linea populista e la “campagna rossa” che aveva allietato la megalopoli di Chongqing a suon di canzoncine e messaggi rivoluzionari, ora rischia grosso.
Oltre all’annuncio della sua espulsione dall’Empireo della politica cinese, i media statali non hanno esitato nemmeno a rendere noti i nuovi sviluppi delle indagini sulla morte di Neil Heywood, il cittadino britannico misteriosamente trovato privo di vita lo scorso autunno nella sua stanza d’albergo a Chongqing.
Lo scorso mese una notizia bomba del Wall Street Journal per prima aveva fatto luce sulla questione, evidenziando come l’uomo fosse strettamente legato alla famiglia Bo per aver assistito il figlio Bo Guagua nei suoi studi oltremanica, nonche’ per aver gestito gli affari dei coniugi. Negli ultimi tempi, pero,’ Heywood, che aveva lavorato anche per una societa’ legata ai servizi segreti britannici, avrebbe confessato ad alcuni amici stretti di “sentirsi in pericolo” a causa di alcune divergenze con Gu Kailai su alcuni “interessi economici”.
In seguito all’esplosione del “caso Wang Lijun”, braccio destro dell’ex uomo forte di Chongqing che nella notte tra il 6 e il 7 febbraio aveva chiesto asilo politico presso il consolato statunitense di Chengdu, le autorita’ del Regno Unito avevano chiesto alla polizia cinese di riaprire il fascicolo Heywood, troppo pieno di incognite sospette: un “decesso per abuso di alcol” e una frettolosa cremazione che non aveva convinto parenti e conoscenti del defunto.
E ora che Pechino ha deciso di rendere pubblico il futuro dell’”ex imperatore rosso” la Xinhua ha potuto confermare le voci di corridoio: “Secondo quanto emerso dalle investigazioni, ci sono sufficienti prove per dichiarare che Neil Heywood sia stato ucciso. Bo-Gu Kailai e Zhang Xiaojun (un domestico di casa Bo) sono fortemente sospettati di aver compiuto il crimine” e’ quanto si legge sul website dell’agenzia di stampa statale. E questo e’ propabilmente cio’ che spinse il superpoliziotto Wang Lijun a recarsi presso la sede diplomatica americana nel mese di febbraio.
He Qinglian, economista e commentatore politico, ha scritto su Twitter che il peculiare utilizzo del doppio cognome “Bo-Gu Kailai” ,apparso sui giornali per indicare la moglie dell’ex segretario di Chongqing, potrebbe far pensare ad un tentativo di Pechino di coinvolgere anche il marito nell’accusa di assassinio. “Ai piani alti la sensazione e’ quella di stare perdendo il controllo della situazione” ha commentato He.
Prima di dar fuoco alle polveri, innescando un terremoto mediatico di proporzioni colossali, tra i corridoi di Zhongnanhai ogni mossa e’ stata studiata a tavolino: per tutto il Paese riunioni tra i membri del Partito locali hanno preceduto l’ufficializzazione della notizia. Alcuni partecipanti hanno pubblicato le foto su Weibo, lamentando di essere stati chiamati a presenziare ai comizi anche a notte fonda. Questo genere di riunioni in piccoli gruppi su estensione nazionale sono ricorrenti in situazioni politiche particolarmente sensibili, paragonabili all’accusa di tradimento diretta a Lin Biao, spalla di Mao, durante la Rivoluzione Culturale, scrive The Epoch Times.
Un’eventuale accusa di omicidio dei coniugi Bo, entrambi figli di eroi della rivoluzione comunista, potrebbe riflettere ombre d’incertezza sul rimpasto ai vertici della macchina politica cinese in agenda per il prossimo autunno. In un momento in cui il Partito dovrebbe confermare la sua coesione interna, un’ipotesi di colpo di mano dell’esercito e i sospetti di una spaccatura tra il blocco Hu-Wen e i sostenitori dell’ex leader di Chongqing, guidati dal capo dei servizi di sicurezza Zhou Yongkang, agitano l’opinione pubblica tanto in patria quanto all’estero.
Il boato suscitato dal crollo di Bo Xilai probabilmente continuera’ a far sentire la sua eco per molto tempo. Bo e’ uno dei membri piu’ in vista della fazione del “principini rossi”, gli eredi della dinastia rivoluzionaria che, intrecciati ai ranghi dell’elite politica cinese, sono stati foraggiti dalle imprese statali e dai monopoli industriali.
Maggior esponente della “nuova sinistra,” con la sua uscita di scena il “nuovo Mao” apre la strada all’ala liberale del Partito tornata a far sentire la sua voce attraverso gli ultimi appelli del premier Wen Jiabao che, in chiusura dell’Assemblea Nazionale del Popolo, ha evidenziato la necessita’ di “riforme urgenti” per scongiurare il pericolo di una nuova Rivoluzione Culturale.
E anche se per il momento non e’ stato ancora reso noto in cosa consista il “comportamento contrario alla condotta del Partito”che e’ costato all’ex segretario di Chongqing l’espulsione dal CPC, le ultime dichiarazioni riportate dalla stampa ufficiale fanno presagire pesanti sanzioni. “Non importa chi sia, o quale sia la sua posizione” si legge in un commento pubblicato sul People’s Daily “se ha violato la disciplina del Partito e le leggi dello Stato e’ giusto che venga trattato severamente”.
Leggi il post sul blog del grande Marco Del Corona
giovedì 29 marzo 2012
Ritratto di famiglia Bo: "l'ex imperatore rosso", la "lady di ferro", il "party boy" e il fu "Immortale"
Mentre il mistero si infittisce, la "spy story" di Bo Xilai e Wang Lijun rischia di internazzionalizzarsi coinvolgendo anche la diplomazia britannica; quella americana già c'era finita in mezzo fin dal primo capitolo della saga. Proprio ieri si era diffusa la notizia secondo la quale il superpoliziotto, prima di recarsi presso il consolato Usa di Chengdu, avrebbe fissato un appuntamento con alcuni funzionari inglesi; appuntamento al quale Wang non si è mai presentato.(link)
Intanto da giorni la stampa di tutto il mondo sta rivoltando da capo a piedi i membri della famiglia Bo, con un occhio particolarmente attento nei confronti della moglie Gu Kailai e del figlio Bo Guagua. E, dato che ormai ci sono stati propinati in ogni salsa, conosciamoli!
Bo Xilai
Ex sindaco di Dalian, ex segretario di Chongqing, ex candidato ad una delle nove poltrone che contano. Il suo siluramento, avvenuto lo scorso 15 marzo, ne ha interrotto la corsa verso il Politburo cinese, la stanza dei bottoni del governo centrale. Ma oggi rischia ben di più, se mai verranno confermate le voci su un suo coinvolgimento nella morte sospetta del britannico Heywood, trovato privo di vita lo scorso febbraio in un albergo di Chongqing. (link)
Questo è tutto quello che non è più, o che non è ancora; ora diciamo chi è Bo Xilai.
Figlio di uno degli “Otto immortali”, gli eroi della rivoluzione comunista, Bo Xilai è uno dei taizi, gli aristocratici del Partito dai natali illustri. Ma se la sua retorica rossa a suon di canzoncine rivoluzionarie ha mandato in brodo di giuggiole la fazione più conservatrice del Partito, gli altri "principi" sembrano non averla mai digerita, preferendo di gran lunga l'attuale vicepresidente Xi Jinping, e probabile successore di Hu Jintao al prossimo Congresso. In altre parole, Bo era mal sopportato anche tra i suoi pari, quanto a Hu Jintao e Wen Jiabao, non hanno mai evitato di nascondere una certa disapprovazione, tenendosi bene alla larga dalla megalopoli dell'Ovest.
Afferrate le redini di Chongqing nel 2007, ha fatto piazza pulita delle triadi locali, approfittandone per fare fuori alcuni dei suoi più acerrimi rivali. Almeno questo è quello che si dice. Nel 2009 comincia la campagna anticrimine coadiuvata dal suo braccio destro Wang Lijun. E tra uomini d'affari in manette, ricchezze espropriate, 50 funzionari sotto inchiesta, qualcuno ci ha anche rimesso le penne: Wen Qiang, predecessore di Wang a capo del Chongqing Public Security Bureau, è stato giustiziato per ordine di Bo nel 2010. Nella campagna antimafia cadono tutti, tranne le gang legate in qualche modo al segretario del partito locale, secondo il sito Boxun, vero burattinaio a muovere i fili della malavita locale.Gu Kailai
Prima di tutto è la seconda moglie di Bo Xilai. Classe 1960 e figlia di un generale, Gu è nativa di Dalian, città del Liaoning presso la quale l'ex re di Chongqing era stato sindaco tra il 1993 e il 2002. Benchè Bo fosse già sposato, nell'84 sboccia l'amore tra i due e Gu rimane incinta. Secondo voci diffuse dal sito Boxun, per togliere di mezzo una giornalista televisiva che voleva rendere nota la sua tresca con Bo, Gu l'avrebbe fatta internare in una clinica psichiatrica.Dopo aver studiato legge e politica internazionale, ha fondato lo studio legale Kailai, facendo carriera grazie ad alcuni casi di alto profilo. Autrice di libri di grande popolarità quali "Winning a Case in the United States", si dice sia stato il primo avvocato cinese a vincere una causa civile negli Usa. E c'è persino chi sostiene che a finanziare i costosissmi studi del figlio (oggi studente Harvard) sia stato proprio il suo portafoglio.
Di lei aveva parlato Bo stesso pochi giorni fa durante la sessione annuale dell'Assemblea Nazionale del Popolo, sua ultima apparizione pubblica prima della destituzione dall'incarico di segretario di Chongqing.
"Rimane essenzialmente a casa a sbrigare faccende domestiche per me. Sono molto toccato dal suo sacrificio" aveva raccontato Bo spiegando come la moglie avesse abbandonato la sua carriera da due anni.
Ora Gu è nell'occhio di un ciclone mediatico. Dalle recenti indiscrezione del Wall Street Journal, la vittima inglese, Mr. Heywood, avrebbe avuto una disputa in affari proprio con la lady di ferro di casa Bo. L'uomo operava come consulente, grazie alla moglie cinese vantava accesso e familiarità con il clan dei Bo e avrebbe frequentato il figlio Bo Guagua sia in Gran Bretagna sia in Cina.
Bo Guagua
E' il 24enne figlio di Bo Xilai e Gu Kailai. Rientra a pieno titolo nella categoria dei "principini rossi", i rampolli delle famiglie degli alti funzionari del Partito, con formazione scolastica di stampo occidentale e una certa inclinazione verso la mondanità e la vita notturna. Per lui i genitori hanno scelto il massimo. Oxford e Harvard sul curriculum scolastico, Chen Xiaodan, nipote del noto economista e veterano del Partito Chen Yun, nel letto. La storia tra i due si è interrotta poco prima dell'esplosione del "caso Wang Lijun" facendo presagire il collasso della casta degli Bo. E secondo alcune origliature, il fascino di Guagua non avrebbe risparmiato nemmeno la figlia dell'ex ambasciatore americano in Cina, Jon Huntsman Jr.
Ma nonostante gli sforzi di mamma e papà, il giovane playboy di studiare non ne vuole sapere. Mentre era iscritto al Balliol College di Oxford è stato sospeso a causa dello scarso impegno dimostrato. Insomma, come riportato da un giornale scolastico, Bo junior "ha rapporti tesi con i libri".
Eccelle invece nelle attività ricreative. Una volta organizzò un Silk Road Ball, con tanto di esibizione dei monaci Shaolin e conferenza presieduta niente meno che da Jeckie Chan in carne ed ossa.
Un suo compagno ha dichiarato: " era molto conosciuto per essere un "party boy". Una volta organizzò una festa nella sua stanza e comprò fiumi di champagne per ognuno dei partecipanti. "Quando è stato sospeso, l'ambasciatore cinese è venuto a Balliol per riferire che la cosa era stato molto imbarazzante per il padre."
Alle prove dei testimoni oculari si sono aggiunte le foto scandalo. Bo immortalato in situazioni disdicevoli, spettinato mentre beve e si rotola a terra assieme a delle ragazze, mentre finge di orinare davanti ad un cancello con alcuni amici: gli scatti sono rimbalzati sul web suscitando perplessità e irritazione nella comunità digitale.
Ma diciamolo, buon sangue non mente. Si perché anche l'ex imperatore rosso, il nuovo Mao, come è stato soprannominato Bo senior, predicava bene ma razzolava male. E se a parole inneggiava all'austerità del comunismo più puro, nei fatti si sa, amava le Jaguar e gli abiti di sartoria. Per non parlare di quella leziosità del telecomando con il quale dal suo ufficio di Dalian poteva azionare la fontana nella piazza antistante.
Bo Yibo
Padre di Bo Xilai e uno dei pezzi da novanta della rivoluzione comunista by Mao Zedong; in altre parole uno degli "Otto immortali". Partecipò alla Lunga Marcia e fu ministro delle Finanze. Poi nel 1966 le sue velleità riformiste gli costarono dieci anni di carcere sotto la Rivoluzione Culturale. Morto Mao, si schierò con Deng Xiaoping per spianare la strada all'apertura economica del Paese, poi con Jiang Zemin. Acerrimo oppositore dell'estrema sinistra, fu uno dei fautori della repressione di piazza Tiananmen.Passato a miglior vita da ben cinque anni, anche lui è stato vittima della spirale scandalistica che ha risucchiato il suo erede. Alcuni giorni fa la rete ha ripropinato alcune foto ritraenti le umiliazioni subite dall' "Immortale" durante le purghe inflitte dal Grande Timoniere.
Le sorti della famiglia Bo, al momento, sono un mistero. Dei due coniugi non si hanno notizie dal 15 marzo, mentre i cancelli del palazzo sono attentamente sorvegliati da guardie in uniforme, pronte ad allontanare visitatori indiscreti. Ora non resta che attendere fiduciosi nuovi appetitosi dettagli, sicuramente non tarderanno ad arrivare.
martedì 27 marzo 2012
E' ancora Bo Xilai su WSJ e NYT
Continuano a fioccare le ipotesi sul coinvolgimento del businessmen britannico Heywood, morto lo scorso novembre in circostanze sospette, nel terremoto politico cinese. Un articolo pubblicato dal Wall Streeet Journal e amplificato dalla comunita’ di internet nella giornata di lunedi’, ha scatenato nuove congetture sulla possibilita’ di un’implicazione della famiglia Bo in affari sporchi.t
Sino a ieri le notizie sul misterioso Mr. Heywood erano piuttosto confuse, oggi probabilmente lo sono ancora di piu’. Ed e’ di nuovo Jeremy Page del WSJ ha fornire nuovi dettagli sull’identita’ del defunto.
Identikit di Heywood, le nuove “perle” del Wall Street Journal
Il nuovo tassello si chiama Hakluyt&Co, societa’ di consulenza strategica fondata nel 1995 da ex-spie dell’intelligence britannica MI6. Un portavoce della societa’ ha dichirato che il businessmen aveva fornito servizi a Hakluyt per un certo periodo di tempo, evitando tuttavia di chiarire di quali servizi si sia trattato. Secondo quanto dichiarato da Andy Browne, capo dell’ufficio di Pechino, a Deborah Kan di WSJ “Neil aveva una lunga storia nel settore della consulenza aziendale fornita alle societa’ occidentali operanti in Cina, e noi rientravamo tra queste societa’. Siamo molto dispiaciuti per la sua morte”. Tra le attivita’ svolte da Hakluyt rientrano servizi di business intelligence, due diligence e credit check.
Heywood, continua il WSJ, noto per essere un esperto di economia cinese, si sarebbe laureato alla Beijing Language and Culture University e avrebbe partecipato a diverse iniziative imprenditoriali tra societa’ straniere e cinesi, come nel caso dell’acquisto della Volvo da parte di Zhejiang Geely Holding Group Co. Avrebbe lavorato anche per Hl Consulting, societa’ cinese di consulenza finanziaria, ma cosa ci facesse nel mese di novembre a Chongqing e’ ancora un mistero. (Leggi su Wall Street Journal)
“La Rivoluzione Culturale del nuovo Mao” secondo il New York Times
E mentre il WSJ continua a scavare nei retroscena della famiglia dell’ex segretario di Chongqing, l’altro colosso dell’informazione, il New York Times, sferra il suo attacco contro Bo Xilai proponendo un lungo e dettagliato articolo sul modus operandi del “nuovo Mao” durante la lotta antimafia sferrata nella megalopoli del Sichuan a partire dal giugno 2009. Vero e proprio “terrore rosso” quello messo in atto da Bo Xilai e dal suo braccio destro Wang Lijun durante la battaglia anticrimine. 4781 persone arrestate nell’arco di soli 10 mesi, tra cui funzionari di polizia, dirigenti d’azienda, giudici ecc…C’e’ chi ironizza sul fatto che soltanto ora il Partito stia cercando di fare luce su eventuali comportamenti illegali di Bo Xilai, solo ora dopo due anni di lotta contro la malavita condotta con ogni mezzo a disposizione. Gong Gangmo e Fan Qihang, accusati di una serie di crimini dei quali si sono dichiarati innocenti, hanno raccontato le torture subite durante quella che e’ stata definita da alcuni “una seconda Rivoluzione
Culturale”. (Leggi su New York Times)
Ombre d'oltremanica sul "caso Wang Lijun"
Un altro colpo di scena sembra aprire nuovi scenari sul siluramento di Bo Xilai, l'ex segretario di Chongqing destituito dal suo incarico lo scorso 15 marzo -secondo una registrazione privata- per aver tentato di proteggere alcuni familiari finiti sotto inchiesta.
Il governo britannico avrebbe chiesto di aprire un'indagine sulla morte sospetta di un uomo d'affari inglese potenzialmente legato alla famiglia Bo.
Neil Heywood, questo il suo nome, lo scorso novembre era stato trovato privo di vita nella sua stanza d'albergo, a Chongqing. Al tempo le autorità locali avevano provveduto a cremare il corpo senza effettuare un'autopsia, attribuendo il decesso ad "un consumo eccessivo di alcol". Una tesi quanto meno bizzarra dato che, secondo persone vicine al defunto, Mr. Heywood sarebbe stato astemio.
"Abbiamo recentemente richiesto al governo cinese di riaprire le indagini sul caso, date le circostanze sospette della morte" ha dichiarato il portavoce dell'Ufficio stranieri di Londra, aggiungendo che le autorità "sono a conoscenza di voci e speculazioni, alle quali, tuttavia, non verrà necessariamente dato credito".
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la pedina Heywood potrebbe giocare un ruolo importante nella risoluzione dell'enigma Wang Lijun, il superpoliziotto e braccio destro di Bo Xilai, che nella notte tra il 6 e il 7 si era recato presso il consolato americano di Chengdu per ragioni non accertate.
All'inizio di febbraio Wang era stato rimosso dall'incarico di capo della polizia di Chongqing per essere destinato ad incarichi di secondo piano. Il quotidiano newyorkese, citando fonti anonime vicine al caso, riporta di un litigio tra l'ex-segretario di Chongqing e il superpoliziotto, il quale avrebbe attribuito il decesso di Heywood ad un avvelenamento. Ma non solo. Le stesse voci riportano che Wang avrebbe denunciato il coinvolgimento di Gu Kailai, seconda moglie del suo padrino politico, perché invischiata in una disputa d'affari con il misterioso signor Heywood.
Il puzzle comincia a prendere una nuova forma. Per diversi esperti di diplomazia, la visita di Wang Lijun presso il consolato americano potrebbe essere giustificata dal tentativo di far recapitare alle autorità statunitensi informazioni riguardanti gli scheletri nell'armadio della famiglia Bo. Vistosi messo alla porta dai funzionari di Washington per evitare la rottura delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, Wang sarebbe poi stato costretto a consegnarsi alle autorità cinesi, nelle mani delle quali si troverebbe tutt'ora.
Ma cosa centra Gu Kailai? Seconda moglie di Bo Xilai, Gu è nativa di Dalian, città del Liaoning presso la quale l'ex re di Chongqing era stato sindaco tra il 1993 e il 2002. Dopo aver studiato legge e politica internazionale, aveva fondato lo studio legale Kailai, facendo carriera grazie ad alcuni casi di alto profilo. Autrice di libri di grande popolarità quali "Winning a Case in the United States", si dice sia stato il primo avvocato cinese a vincere una causa civile negli Usa.
Di lei aveva parlato Bo stesso pochi giorni fa durante la sessione annuale dell'Assemblea Nazionale del Popolo, sua ultima apparizione pubblica prima della destituzione dall'incarico di segretario di Chongqing.
"Rimane essenzialmente a casa a sbrigare faccende domestiche per me. Sono molto toccato dal suo sacrificio" aveva raccontato Bo spiegando come la moglie avesse abbandonato la sua carriera da due anni.
Per quanto riguarda l'identikit del defunto Mr. Heywood, amici e conoscenti lo descrivono come un uomo d'affari e consulente indipendente, legato alla famiglia di Bo Xilai forse in qualità di organizzatore di meeting e addetto alla gestione del business familiare. Con un passato come direttore non esecutivo di una concessionaria locale dell'Aston Martin, secondo quanto affermato dal portavoce dell'ambasciata inglese, non aveva lavorato per il governo britannico in tempi recenti.
I funzionari d'oltremanica hanno dichiarato di non essere a conoscenza di nulla di strano nella relazione del medico: "non c'era nessuna ragione di avere sospetti circa la sua morte", hanno affermato, sottolineando come la famiglia del defunto non avesse lamentato il modo in cui era stata condotta l'indagine dalla polizia locale.
Intanto il portavoce dell'ambasciata Usa si è astenuto dal commentare le voci che vedrebbero nella fuga di Wang Lijun presso la sede diplomatica americana un tentativo di rivelare segreti sul caso.
Bocca cucita anche tra la diplomazia britannica circa il coinvolgimento di Washington nella morte di Heywood. "Abbiamo sollevato la questione alle autorità cinesi, chiedendo di indagare a fondo. La risposta ci verrà data più avanti" è tutto quello che hanno fatto sapere dall'ambasciata inglese.
Lo scoop lanciato da Jeremy Page del Wall Street Journal getta nuove ombre sulla città di Chongqing e sul suo ex-imperatore rosso. Mentre l'opinione pubblica continua a ricamare sul caso, avanzando pronostici circa il futuro di Bo Xilai, da settimane milioni di utenti internet infiammano la rete con congetture di ogni genere, culminate il 19 marzo con un'ipotesi “colpo di Stato” mai confermata.
(Pubblicato su Dazebao)
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