martedì 27 febbraio 2018

In Cina e Asia



Il rafforzamento di Xi e le riforme

La decisione di rimuovere dalla costituzione il limite dei due mandati presidenziali è stata accolta dal mondo degli affari contemporaneamente con speranza e preoccupazione. Secondo alcuni esperti intervistati da Bloomberg,mentre la stabilità assicurata dall’assolutismo di Xi permetterà di portare avanti le riforme economiche e finanziarie senza intoppi, la mancanza di check and balance espone il paese a pericolosi inciampi, creando un clima di diffidenza tra la comunità del business internazionale. L’annuncio della longevità di Xi arriva mentre il partito si riunisce per un inatteso terzo plenum volto a fare chiarezza sulle nomine governative (in attesa di essere ufficializzate durante l’imminente Assemblea nazionale del popolo) e mentre il braccio destro di Xi è in partenza per gli Usa, secondo membro del Politburo a raggiungere l’altra sponda del Pacifico in un mese.

Mentre, come confermato dalle autorità cinesi, i colloqui verteranno sopratutto sulle controversie commerciali il New York Times ipotizza che la missione del liberale Liu He — in odore di promozione a vicepremier — sia anche quella di chiarire i risvolti del controverso emendamento costituzionale. Durante l’ultimo vertice di Davos l’economista aveva preannunciato aperture economiche “oltre i limiti dell’immaginazione” occidentale. Una prima allusione al rafforzamento di Xi? Intanto secondoAxios, alla Casa Bianca si continua a bisticciare sulle misure da applicare contro le importazioni cinesi di acciaio e potenzialmente di altre centinaia di prodotti. Anche a Washington c’è chi teme le ricadute di una guerra commerciale con il gigante asiatico.

Intellettuali cinesi contro la rimozione del limite dei due mandati

Una lettera aperta chiede all’Assemblea nazionale del popolo di votare contro la proposta di estendere illimitatamente il potere del presidente Xi. Il coraggioso appello arriva dall’ex editor del quotidiano statale China Youth Daily, che mette in evidenza come i limiti imposti nella costituzione del 1982 siano serviti a evitare situazioni di concentrazione del potere sul genere della Rivoluzione culturale. Nella lettera Li Datong sostiene di parlare a nome di altri “elettori dalla mentalità simile”. Dello stesso parere Chen Jieren, professore della China University of Political Science and Law, per il quale “mettere le speranze della Cina nelle mani di uno o di pochi è irrealistico e segnala sfiducia nel popolo cinese”, mentre secondo una petizione firmata dall’imprenditore Wang Yin si tratta di un vero e proprio “tradimento”.

E’ inusuale assistere a critiche così dirette nei confronti di Xi Jinping, l’unico leader ad aver raggiunto una posizione di forza paragonabile a quella di Mao e Deng Xiaoping. Negli ultimi due giorni, tanto i media statali quanto i censori hanno tentato di limitare il dibattito popolare sul controverso emendamento costituzionale dopo che qualcuno ha paragonato la Cina di Xi alla Corea del Nord. Secondo il progetto Weiboscope, nella giornata di domenica la censura su Weibo ha raggiunto il livello più alto in tre mesi.

Taiwan: veterani prendono d’assalto il parlamento


Decine di militari in pensione hanno sfondato i cancelli del parlamentotaiwanese per protestare contro il taglio delle pensioni. La decisione approvata lo scorso luglio in un disegno di legge era in attesa di essere ridiscussa quest’oggi. Nell’assalto — che ha incontrato l’opposizione delle forze dell’ordine — si è assistito allo svenimento dell’ex generale Wu Sz-huai, mentre l’ex colonnello Miao Te-sheng è precipitato dal secondo piano di un edificio riportando ferite gravi. Le proteste complicano la posizione della leader indipendentista Tsai Ing-wen, favorevole a un potenziamento degli armamenti in modo da affrancare l’isola dalla dipendenza americana. A Taiwan i regimi pensionistici variano a seconda delle diverse professioni, con il settore pubblico a ricevere generalmente la fetta più generosa. Ma, stando a quanto riconosciuto dal governo, l’erosione dei fondi potrebbe tradursi in bancarotta già nel 2020 a meno che il sistema non venga revisionato. Tra le riforme proposte rientra l’eliminazione progressiva di un interesse preferenziale del 18% sul risparmio per i dipendenti pubblici e il personale militare.

L’Interpol rimuove esponente uiguro dalla lista dei ricercati

L’Interpol ha ritirato l’allarme rosso contro Dolkun Isa, presidente del World Uyghur Congress, il gruppo con base a Monaco che si batte per i diritti della minoranza musulmana e turcofona, concentrata nel Far West cinese, che Pechino ritiene responsabile di una serie di attacchi terroristici avvenuti in varie parti del paese, compresa piazza Tian’anmen. Ma che i gruppi per la difesa dei diritti umani interpretano come reazione alle politiche draconiane imposte nello Xinjiang. Proprio oggi HRW ha pubblicato un rapporto in cui si attesta l’utilizzo di big data e software ad hoc nella detenzione arbitraria di elementi scomodi nei “centri di rieducazione”.

Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche alla Reuters, la Cina ha richiesto più volte ai paesi europei di arrestare Isa — inserito nella lista dei ricercati per terrorismo nel 2003 — ma non è mai stata in grado di fornire prove concrete dei presunti crimini commessi. Le proteste del ministero degli Esteri cinese non si sono fatte attendere. “La Cina esprime la sua insoddisfazione per la decisione dell’Interpol di revocare l’avviso rosso per Dolkun Isa”, “un terrorista come dichiarato dal governo cinese”. La decisione arriva a due anni dal passaggio della presidenza dell’organizzazione internazionale nelle mani di Meng Hongwei, funzionario della pubblica sicurezza cinese.

Shige, il salvatore degli aspiranti suicidi

Ogni giorno, l’ex poliziotto Yukio Shige si inerpica sulla scogliera di Tojinbo munito di cannocchiale con un obiettivo ben preciso: salvare gli aspiranti suicidi in procinto di gettarsi tra le acque del Mare del Giappone. In 15 anni, grazie alla sua no profit, Shige ha convinto 609 persone a scendere dalla rupe. Sebbene in calo rispetto al passato, il tasso di suicidio nel Sol Levante rimane tra i più alti al mondo. Nel 2016, si sono registrati 17,3 suicidi per ogni 100.000 persone, il numero più alto tra le principali nazioni industrializzate secondo soltanto alla Corea del Sud. Come nella maggior parte dei casi, la maggior parte delle vittime sono uomini. Il metodo più comune è l’impiccagione, a differenza degli Stati Uniti, dove si predilige la morte per armi da fuoco. Tra le persone di età compresa tra 15 e 39 anni in Giappone, il suicidio è la principale causa di morte e fa più vittime del cancro e degli incidenti. Sebbene la maggior parte dei suicidi in Giappone avvenga in casa, esistono dei veri e propri “punti caldi del suicidio”, sopratutto ponti, falesie, gole e grattacieli. Gli esperti dicono che il Giappone ne abbia 50, compresa la foresta di Aokigahara, alla base nord-occidentale del Monte Fuji.

venerdì 23 febbraio 2018

Weekly News Roundup: Dispatches from the Silk Road Economic Belt



A New China Military Base in Pakistan?
Reports about Beijing trying to acquire another facility there could have significant consequences for the region. A recent report about China trying to acquire a military base in Pakistan has created new concerns about Beijing’s long-term strategic plans in the Indian Ocean. The new base is supposed to go up in Jiwani, about 80 kilometers to the west of the better-known Gwadar port.If China does establish a military base here, it will be its second foreign military base, after Djibouti, which was set
up in August 2017. (The Diplomat)

FDI into western China soars in January
Foreign direct investment into western China, a key region in China’s Belt and Road Initiative, rose by 56.4% in the same period, the official data showed. (Asia Times)

NEPAL LEADER VOWS TO REVIVE CHINESE DAM PROJECT, OPEN TO REVIEW PACT OVER NEPALESE SOLDIERS IN INDIA
Nepal’s new communist prime minister will restart a Chinese-led US$2.5 billion hydropower project that was pulled by the previous government considered friendly towards India, and wants to increase infrastructure connectivity with Beijing to ease the country’s reliance on New Delhi. (scmp)


China woos Pakistan militants to secure Belt and Road projects
China has been quietly holding talks with Pakistani tribal separatists for more than five years in an effort to protect the $60bn worth of infrastructure projects it is financing as part of the China-Pakistan Economic Corridor. (FT)

China Denies Contacts with Separatist Militants in Pakistan
Chinese officials have denied reports that they are in contact with separatist militants in Pakistan’s restive Baluchistan province to secure tens of billions of dollars’ worth of infrastructure projects planned for the area. (VOA)

BATTLEGROUND MALAYSIA: CHINA EXTENDS CRACKDOWN ON UYGURS ACROSS BORDERS
Beijing’s request for 11 Uygurs to be extradited from Malaysia comes as it imposes one of the world’s most intrusive surveillance systems in Xinjiang, a security approach it seeks to export to Belt and Road countries (Scmp)

Caucasus Trans-Caspian trade route to open China import markets

The ‘Middle Corridor’ of the Trans-Caspian International Transport Route (TITR) is expanding. At a meeting in Ankara on 16 February it was agreed that Turkish State Railways would join the TITR as a full member. Kazakhstan, Azerbaijan and Georgia established the TITR in 2013 as a coordinating committee between their national railways. In April 2017 they signed the Trans-Caspian International Transport Route Protocol, underpinning the international legal framework for the TITR. (East AsiaForum)




CENTRAL ASIA 

Uzbekistan to restore railroad leading to Tajikistan
Uzbekistan began restoring railroad leading to Tajikistan, local media report. The railways leading to Khatlon province of Tajikistan were dismantled a decade and a half ago.According to Tajik news agencies, restoration works will be finished soon and trains will begin to run before March 10.
President of Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev’s state visit to Tajikistan is planned for that time. The passenger railway routes are planned to be launched between two countries.The media reports said earlier that Tajikistan and Uzbekistan are discussing the possibility of opening railway routes through Uzbekistan to Russia: Dushanbe - Pakhtaabad - Boysun - Karshi - Tosguzar railroad bypassing Turkmenistan. (Akipress)

Uzbekistan Unblocks Banned Website
From around lunchtime on February 12, internet users in Uzbekistan have been reporting being able to visit websites that have for many years been blocked.Among the news websites once again made available were those of the BBC, Voice of America,
Moscow-baed Ferghana news agency and Eurasianet. The websites for Human Rights Watch and Amnesty International have also been unblocked. Perhaps most remarkably, the website run by the foreign-based People’s Movement of Uzbekistan opposition group, uzxalqharakati.com, can also now be viewed inside the country without a proxy. (eurasianet)

Uzbek Singers Are Told: No Tattoos, No Earrings, And No Singing In Bedrooms In Videos
Uzbek singers can no longer sport a tattoo, show off expensive cars, or sing in a bedroom in music videos -- all part of new rules unveiled by government officials this week. Male singers shouldn’t dress like women or wear garish jewelry, according to a directive published on the website of Uzbekkonsert, a state body that regulates the Central Asian country's music industry. (rferl)

Once-repressive Uzbekistan begins a post-Karimov opening
In Uzbekistan’s ancient Silk Road city of Samarkand, near the blue-domed madrassas of central Registan Square, young Uzbeks still jostle for selfies by the statue of a local boy made good, the late dictator Islam Karimov. But, 17 months after Karimov’s death, there are signs that a country that democracy watchdog Freedom House long ranked alongside North Korea on political rights and civil liberties is starting to loosen the screws. (Financial Times)

President Says Time's Up For 'Mad Dog' Uzbek Security Service
President Shavkat Mirziyoev in his second year in office has made no bones about criticizing one of the pillars of his long-serving predecessor's strong-armed rule, accusing the SNB of committing atrocities, targeting innocent people, and "exceeding its authority."During a meeting with local activists in Bukhara Province on February 16, Mirziyoev continued his recent criticism of the SNB -- used by former President Islam Karimov to maintain tight control over the country's people and politics. (Rferl)

Kyrgyzstan: Alleged Coup Plotters on Hunger Strike
The trio have warned they will step up their protest if there is no reaction from the security services or parliament. (Eurasianet)

Flour Power: Turkmenistan Mulling 'Surplus Confiscation' Amid Shortage
It seems that desperate times call for desperate measures in northern Turkmenistan, where authorities are reported to be considering the confiscation of "surplus" flour from people amid severe shortages of the staple. (Rferl)

Tajikistan Debt Crosses a Red Line
External debt reached $2.9 billion at the start of 2018, crossing the psychologically important 40 percent debt-to-gross domestic product ratio mark. (Eurasianet)

India gets control of Iranian port

India and Iran on Saturday signed agreements, including Tehran leasing to New Delhi operational control of part of the Iranian east coast port of Chabahar for 18 months. The $85 million project, just 90km from Gwadar port, creates a transit route between India, Iran and Afghanistan, bypassing Pakistan. (Dawn)

Kazakhstan Plans to Extend 'Electronic' Jurisdiction of its National Security Committee
According to a draft law introduced to Kazakhstan’s Parliament for discussion by March 05, the powers of the State Security Committee in Kazakhstan (KNB) would be expanded when new functions in the field of information and network security. (fergananews

TAPI Gas Pipeline Sets To Enter Afghanistan, Groundbreaking On Friday
Turkmenistan has completed construction of gas pipeline in its section under TAPI project, following which a groundbreaking ceremony is scheduled to be performed at the Turkmen border city of Serhetabat on Friday to take the pipeline to Afghanistan. (UrduPoint)

mercoledì 21 febbraio 2018

Xi dichiara guerra alle triadi


Dalla corruzione al crimine organizzato. La campagna lanciata cinque anni fa da Xi Jinping per ripulire il Partito comunista dagli elementi dissoluti estende il proprio raggio d’azione arrivando «a scavare in profondità» nelle viscere del malaffare. Il virgolettato è mutuato dal documento rilasciato dal Comitato centrale del Pcc e dal Consiglio di Stato a fine gennaio: «Notifica sulla lotta speciale condotta per spazzare via le gang criminali e debellare il male».

AVVIATA PERSONALMENTE dal presidente cinese, la nuova campagna antimafia coinvolgerà 30 organi statali e di Partito con lo scopo conclamato di rafforzare la legittimità della leadership e ravvivare la fiducia del popolo nei confronti dei vertici del potere. Partendo dal basso, però. Secondo il comunicato, infatti, la lotta contro le triadi — le organizzazioni criminali cinesi di stampo mafioso — aiuterà a «schiacciare le mosche», i funzionari di rango inferiore che operano a livello di contea e villaggio.
Quelli tradizionalmente meno inclini ad allinearsi alle politiche del governo centrale e con cui i cittadini si trovano a trattare quasi quotidianamente, mentre «le tigri» (gli alti papaveri) rimangono celebrità da notiziari della Cctv. Facile intuire l’esistenza di un nesso con la lotta alla povertà, l’altro cavallo di battaglia con cui Xi punta a conquistare legittimità agli occhi del popolo.

NEGLI ULTIMI ANNI, 970 persone sono state arrestate per aver utilizzato in maniera impropria parte dei 30 miliardi di dollari stanziati per liberare 70 milioni di cinese dallo stato di povertà entro il 2020. Non a caso la missione della campagna anticrimine è duplice: «assicurare la stabilità del paese» e «chiarire chi è a favore o contrario» al Pcc (che oltre la Muraglia si sovrappone allo Stato) nel consolidamento del potere politico grass-root. Si capisce come il miglioramento della qualità della vita sia un fattore collegato al mantenimento della stabilità sociale.

SECONDO QUANTO RIFERITO a stretto giro da Guo Shengkun, segretario della Commissione per gli Affari politici e legali, a finire nel mirino saranno soprattutto il gioco d’azzardo, la pornografia, il contrabbando di stupefacenti, il traffico di esseri umani, e le vendite piramidali. Tutte quelle attività che, come spiega l’agenzia statale Xinhua, si avvalgono dei vuoti normativi per sfruttare i settori della logistica e dei trasporti attraverso società di comodo regolarmente registrate. Nessuna pietà nemmeno per le aziende che concedono prestiti con interessi usurai, piaga sociale nell’era della finanza online Un altro elemento di instabilità agli occhi del Partito.

COME SPIEGA il People’s Daily, in realtà il giro di vite nei confronti della criminalità era partito nel gennaio 2016, quando la Procura suprema aveva ordinato di sconfiggere le triadi nei villaggi. Da allora, solo nella provincia del Guangxi 1.200 persone sono state perseguite penalmente per il loro coinvolgimento nella mafia locale, mentre a Xiongan — la nuova zona economica dello Hebei voluta da Xi come contraltare settentrionale a Shanghai — un bizzarro piano richiede ad ogni contea di gestire almeno un caso criminale al mese.

«GLI UFFICI di pubblica sicurezza locali devono rendere noti i loro numeri di cellulare al pubblico in modo che i residenti possano denunciare i crimini», spiega il China Daily mettendo in evidenza l’altro elemento cardine: la partecipazione popolare che in Cina vanta un lungo trascorso di delazioni più o meno spontanee, dai baojia di epoca Song (sistema comune di applicazione delle leggi e controllo civile su base famigliare) alle denunce della Rivoluzione Culturale fino alle soffiate delle migliaia di volontari che tutt’oggi vigilano su Pechino con una fascia rossa al braccio.

A FRUGARE BENE tra le pieghe della storia recente di yanda («colpire duro») si torna a parlare fin dagli anni ’80, quando Deng Xiaoping varando le prime riforme economiche mise bene in chiaro che nessuno, per quanto di nobili natali, sarebbe più stato al di sopra della legge. A farne le spese fu il figlio del generale Zhu De — un «principino» comunista — mandato al patibolo per teppismo all’età di 25 anni. Seguirono le campagne nazionali del 1996, 2001 e 2010, annus horribilis contraddistinto da una lunga scia di omicidi ai danni di bambini, anziani e disabili. Ma è nella defilata megalopoli del sud-ovest, Chongqing, che nel 2009 si è assistito alla più clamorosa «caccia alle streghe», fruttata 5,000 arresti e la confisca di beni per oltre 473 milioni di dollari in soli dieci mesi.

È PROPRIO CON LO SLOGAN «spazzare via il nero» che l’allora capo del Partito locale Bo Xilai conquistò l’approvazione della pancia del paese. E poco importa se le incarcerazioni furono il frutto di torture e confessioni forzate indirizzate contro avversari politici. Dal 2013 Bo si trova dietro le sbarre — ufficialmente — con l’accusa di corruzione, appropriazione indebita e abuso di potere. Ma il suo modello, a base di populismo rosso e anticrimine, vive anche in alcune iniziative autografate da Xi. Ci si chiede se questo valga anche per le modalità spietate e la natura politica delle operazioni anticorruzione, da tempo descritte sulla stampa internazionale come un regolamento di conti declinato al rafforzamento dello strapotere nelle mani di Xi, l’unico leader dai tempi di Mao ad aver visto il proprio nome comparire nella costituzione del Partito mentre è ancora in vita.

SEBBENE IL RECENTE comunicato vieti i metodi coercitivi nelle indagini e anteponga la presenza di prove schiaccianti alla risoluzione dei casi, la traiettoria altalenante con cui procede la riforma del sistema giudiziario annunciata durante il IV Plenum giustifica le molte alzate di sopracciglio.

A preoccupare è l’imminente istituzione di una Commissione nazionale per la supervisione incaricata non più soltanto di valutare l’operato dei 90 milioni di iscritti al Partito — come l’attuale commissione disciplinare — ma anche tutti i dipendenti pubblici. Quindi funzionari governativi ma anche medici, insegnanti e impiegati nelle aziende statali. Stando alla bozza della legge che ne regolerà il funzionamento, la nuova agenzia non solo opererà al di sopra della Corte Suprema e della Procura Suprema del popolo, ma non sarà nemmeno soggetta al controllo del Consiglio di Stato.

Un aspetto che per il Nikkei ridimensionerà la figura del premier Li Keqiang, già svuotata con la creazione di team dal taglio economico alla cui guida siede proprio Xi. La notizia cattiva è che se la Commissione svolgerà un ruolo attivo nella nuova campagna antimafia difficilmente si procederà verso una maggiore trasparenza dei processi decisionali.

QUELLA BUONA è che forse l’assolutismo del lider maximo faciliterà la rimozione delle sacche di resistenza a cui viene attribuito il rallentamento delle riforme. Se poi a cadere nella rete sono pretendenti al «Trono di Spade» tanto meglio. D’altronde, era ancora il 2015 quando la rivista Caijing metteva a nudo i legami tossici tra le triadi e il governo dello Shanxi, una provincia ricca di carbone nonché feudo politico di Ling Jihua, una delle «tigri» corrotte ingabbiate da Xi.

[Pubblicato su il manifesto]

martedì 20 febbraio 2018

In Cina e Asia



Un finale diplomatico per le Olimpiadi


Come per la cerimonia d’inaugurazione, sarà di nuova la diplomazia a dominare la chiusura delle Olimpiadi invernali il prossimo sabato, quando Ivanka Trump guiderà la delegazione americana in rappresentanza del padre. A lei saranno riservate misure di sicurezza in stile presidenziale e l’accoglienza della first lady. Mentre i dettagli della visita sono ancora oscuri, la sua funzione sembra essere quella di dimostrare all’alleato sudcoreano l’appoggio di Washington nel lento percorso di distensione con Pyongyang e smorzare l’approccio duro adottato dal vicepresidente Mike Pence durante le prime battute della manifestazione sportiva, che hanno visto anche la partecipazione della sorella di Kim Jong-un. Nei giorni scorsi è stato nuovamente Rex Tillerson a parlare di “apertura al dialogo” con la Corea del Nord. L’arrivo di Ivanka coinciderà con l’inizio di una trasferta di tre giorni da parte della vicepremier cinese Liu Yandong come inviata speciale. Principale fautore di una ripresa dei negoziati con Pyongyang, Pechino è fermamente convinto che la chiave della risoluzione della crisi coreana sia nelle mani di Washington e Seul.

Pechino “in trattative” con i ribelli pakistani

Sono cinque anni che Pechino dialoga segretamente con i guerriglieri pakistani. Secondo fonti del Financial Times, l’obiettivo è quello di mantenere al riparo il corridoio economico da 60 miliardi di dollari che la Cina sta costruendo in Pakistan andando a toccare la regione sudoccidentale del Baluchistan, scossa da spinte secessioniste. Il coinvolgimento politico cinese nel paese dell’Asia Meridionale contravviene al principio cardine della strategia estera di Pechino: quello della non ingerenza negli affari interni degli altri paesi. Tuttavia, il raffreddamento dei rapporti tra Islamabad e Washington ha lasciato campo aperto al gigante asiatico. Secondo le fonti, i lucrosi finanziamenti elargiti da Pechino starebbero cominciando a infiacchire le rivendicazioni indipendentiste dei ribelli, nonostante il ripetersi di attacchi violenti contro obiettivi cinesi. Non è la prima volta che la Cina riveste il ruolo di pacere nella regione. Tentativi simili sono stati riscontrati in Afghanistan con l’obiettivo di promuovere i colloqui tra Kabul e i talebani. Di recente, Pechino ha reso noto il desiderio di estendere il corridoio Cina-Pakistan ad agganciare il paese dei “barbuti”.

L’AIIB punta ai paesi islamici

L’ Islamic Development Bank affiancherà l’Asian Infrastructure Investment Bank per sopperire al deficit infrastrutturale che affligge l’Africa e i paesi emergenti musulmani. Lo ha annunciato al Financial Times il presidente dell’istituto sottolineando come solo il continente nero necessiti di 150 miliardi di investimenti l’anno. Molti dei paesi membri dell’IDB sono tra quell’ottantina di stati già partner dell’AIIB. La cooperazione tra i due istituti aiuterà la superbanca cinese ad espandere le proprie attività nell’ambito della Belt and Road. Ad oggi l’IDB ha erogato la maggior parte del credito a progetti in Turchia, Indonesia, Egitto, Pakistan e Turkeministan, tutti paesi nell’orbita d'interesse di Pechino.

Pechino mette al bando i funerali “porno”

Secondo il ministero della cultura, la campagna di rettificazione coinvolgerà le province dello Henan, Anhui, Jiangsu ed Hebei. La popolazione è invitata a collaborare segnalando, attraverso un’apposita hotline, la presenza di infrazioni durante i funerali. Le soffiate verranno ricompensate con premi in denaro. E’ dagli anni ’90 che nelle aree rurali le cerimonie funebri vedono la partecipazione di ragazze avvenenti in lingerie accompagnate da chiassosi applausi, risate e tutto quello che meno si addice — secondo i nostri parametri e quelli di Pechino — a un funerale. Studi sulla strana usanza in corso dal 2006 tendono a spiegare il fenomeno collegandolo al tema della fertilità, ma anche alla volontà dei contadini di ostentare il proprio benessere economico con rituali sfarzosi e sfogare i propri istinti sessuali repressi. Punibile in passato con la pena di morte, la pornografia è tra i comportamenti disdicevoli a cui la leadership di Xi Jinping ha dichiarato guerra per restaurare i valori socialisti.

Il vero nemico di Xi Jinping: l’ineguaglianza sociale


L’ineguaglianza sociale continua a crescere in Cina mettendo a dura prova le promesse di un benessere diffuso su cui Xi Jinping fonda la propria legittimità agli occhi del popolo. Secondo il National Bureau of Statistics, nel 2017 il coefficiente di Gini — che misura la diseguaglianza sociale — è aumentato dello 0,002 su base annua a quota 0.467,meno del picco record registrato nel 2008 ( 0.491) ma comunque 0,005 punti in più del 2005. Al contempo, il reddito dell’upper class è cresciuto del 9,1% contro il 7,7%, 7,2% e 7.1% della upper-middle, middle e lower-middle class. Come spiega il Nikkei, il motore della disparità va ricercato nella bolla immobiliare. Negli ultimi anni, molti cinesi in possesso di più immobili si sono arricchiti grazie all’impennata dei prezzi delle case, tanto che il reddito derivante dall’alienazione di beni è cresciuto dell’11% annuo, tornando sulle due cifre a distanza di tre anni. Al contempo, le limitazioni imposte sui flussi migratori verso le grandi città hanno inibito l’emancipazione di contadini e migranti, gli strati più svantaggiati. Un bel grattacapo per Pechino e il suo sogno di una “società moderatamente prospera” entro il 2020.

India: esaminandi a piedi nudi


Niente scarpe e calzini. E’ la nuova regola adottata dalle autorità dello stato indiano di Bihar per impedire agli studenti di copiare da appunti nascosti durante l’esame finale previsto per il 21 febbraio. Allora saranno 1,8 milioni i quindicenni a sostenere la prova. Altre misure prevedono l’impiego di telecamere e perquisizioni prima di entrare in aula. Sono anni che Bihar si batte per debellare le irregolarità durante gli esami. Nel 2016, le minacce si sono trasformate in sanzioni pecuniarie e arresti, mentre nel 2013, 1600 studenti sono stati espulsi per aver copiato a scuola.

giovedì 15 febbraio 2018

Cina, il 90% del suolo verrà sanato entro il 2020



echino farà di tutto per sanare circa il 90% dei terreni agricoli contaminati entro la fine del 2020. Lo ha dichiarato lunedì il ministro dell’Ambiente Li Ganjie, aggiungendo che verrà condotta un’indagine dettagliata sull’inquinamento del suolo attraverso l’istituzione di zone pilota destinate alla sperimentazione di tecniche di prevenzione e trattamento. Contestualmente, l’avvio di nuovi progetti infrastrutturali sarà limitato a un quarto del territorio nazionale.

Secondo uno studio del 2013, al momento una superficie pari a quella del Belgio risulta troppo contaminata per usi agricoli, concosti di risanamento intorno al trilione di yuan (210 miliardi di dollari). Il piano di recupero prevede inoltre, entro la fine del decennio, una riduzione delle risorse idriche indicizzate con “il grado V” — ovvero inutilizzabili persino per l’irrigazione o per scopi industriali — sotto il 5% (rispetto all’8,8% registrato a metà dello scorso anno), e un’estensione delle acque di “grado III” o superiore — ovvero idonee al consumo umano — a oltre l’80% del totale. Ugualmente ambizioso il target prefissato per alleviare il problema smog, che nei prossimi tre anni dovrebbe vedere 338 città arrivare a respirare “aria buona”.

Allarmato dalla moltiplicazione delle cosiddette “proteste verdi”, nel 2014 il governo cinese ha dichiarato guerra all’inquinamento antropico dopo trent’anni di crescita economica a briglia sciolta, promettendo di migliorare la qualità di aria, acqua e suolo. Da allora l’inquinamento è stato inserito tra le priorità dell’amministrazione guidata da Xi Jinping, insieme alla stabilità del mercato finanziario e alla riduzione della povertànelle campagne. Soltanto la municipalità di Pechino ha stanziato l’equivalente di 2,6 miliardi di dollari per combattere lo smog nell’anno in corso, mentre altri 2 miliardi di dollari sono finiti in progetti di bonifica del suolo tra il 2016 e la fine del 2017.

“Quello di trattare e recuperare il suolo inquinato è un lavoro molto difficile, costoso e richiede un percorso lungo”, ammetteva lo scorso giugno il direttore del dipartimento del ministero dell’Ambiente preposto alla tutela del territorio. Secondo l’esperto, mentre il problema verrà “stabilizzato” effettivamente entro il 2020, i primi miglioramenti tuttavia verranno percepiti non prima del 2030. Un bel grattacapo per Pechino, impegnato a migliorare il tenore di vita della popolazione cinese, che sebbene prevalentemente urbana dal 2012 conta ancora all’incirca 590 milioni di abitanti nelle zone rurali.

Il piano di bonifica va letto alla luce del cosiddetto “documento N°1”, il primo rapporto politico del 2018 rilasciato domenica dall’Ufficio generale del Comitato centrale del Partito comunista cinese in tandem con l’Ufficio generale del Consiglio di Stato. “Migliorare l’ambiente di vita rurale è un compito fondamentale per permettere al paese di raggiungere il suo obiettivo di costruire una società moderatamente prospera entro il 2020”, chiarisce il comunicato presentando un piano in tre step che parte da un primo “ringiovanimento” delle campagne (2020), passa per un periodo intermedio di “modernizzazione” (2035) fino a raggiungere il “completo ottenimento del benessere dei contadini” (2050).

Il documento annuncia tra le iniziative un allentamento delle restrizioni sull’utilizzo delle terre amministrate collettivamente dai villaggi con lo scopo di impiegare gli appezzamenti inutilizzati per nuovi progetti residenziali, così da sopperire alla carenza dei terreni edificabili, tra le principali cause dei costi vertiginosi dell’immobiliare. Nel 2016, il 15,8% delle abitazioni rurali intorno alla città di Wuhan, nella provincia dello Hubei, risultavano vuote, molte abbandonate da contadini andati in cerca di fortuna nelle grandi città.

Da alcuni anni il governo è impegnato in un programma di modernizzazione del settore agricolo che comprende, tra le altre cose, una limitazione nell’impiego di pesticidi nonché una revisione delle storiche politiche a sostegno della produzione del grano in favore di una maggiore partecipazione del mercato nella stabilizzazione dei prezzi. Come ricorda il quotidiano China Daily, “il fatto che per il 15esimo anno di fila il documento N°1 sia dedicato all’agricoltura, agli agricoltori e alle aree rurali è un chiaro segno di quanto siano centrali le politiche rurali per la sicurezza alimentare del paese e per il benessere e la stabilità della popolazione”. Insomma, per il “Sogno Cinese”.

[Pubblicato su Il Fatto quotidiano online]

In Cina e Asia



Ecco come cambia la più grande migrazione annuale

È stata definita la più grande migrazione umana annuale del mondo. Ma quest’anno il chunyun — il movimento migratorio verso le città d’origine che tradizionalmente precede e accompagna il Capodanno cinese — è in lieve diminuzione. Domenica scorsa le autorità della municipalità di Pechino hanno riscontrato una leggera diminuzione del numero di viaggi effettuati durante i primi dieci giorni del periodo vacanziero. Ovvero 732 milioni di spostamenti su ferrovia, strada, via acqua e aereo dal 1 febbraio al 10 febbraio, in calo del 3% rispetto all’anno scorso. Secondo il ministero dei trasporti, il nuovo trend va attribuito a un’anticipazione del ritorno di studenti e migranti a novembre e dicembre, quando è cominciata la massiccia campagna di sfratti contro i lavoratori mobili residenti nei distretti periferici della città. Non più graditi, molti di loro non faranno più ritorno nella capitale. Altri fattori sembrano tuttavia contribuire alla riduzione dei viaggi. Sono sempre più infatti le persone propense a rinunciare alle vacanze pur di usufruire degli straordinari previsti per il periodo del Capodanno. Al contempo, mentre un tempo la tradizione imponeva che il ricongiungimento familiare avvenisse nel luogo d’origine, ormai spesso sono i giovani trasferitisi nelle grandi città a invitare i parenti per le festività. C’è anche chi appositamente “fugge la Festa di Primavera” (duonian) per smarcarsi da quella dispendiosa tradizione delle hongbao, il cash che si è soliti regalare ai famigliari nelle grandi occasioni e che secondo la Central China Normal University costano a ogni famiglia in media 5300 yuan l’anno, pari al 16% del totale delle spese.

Accuse record per l’ex zar di internet


“Tirannico” e “spudorato”. Sono alcuni degli attributi riprovevoli affibbiati dall’agenzia anticorruzione all’ex zar dell’internet cinese. Lu Wei, finito sotto inchiesta lo scorso novembre, martedì si è visto stracciare la tessera del Partito e ora pronto per presentarsi alla sbarra. La lista delle infrazioni è inusualmente lunga: il funzionario non solo si sarebbe macchiato di abuso di potere per interessi personali, ma avrebbe anche mosso accuse false e anonime contro altri ingannando la massima leadership comunista con estrema infedeltà, doppiezza, e mancanza di autocontrollo. Avrebbe inoltre ottenuto prestazioni sessuali in cambio di favori. Come ha chiarito il People’s Daily, la descrizione dell’ex capo della Cyberspace Administration of China è la più dura riservata a un funzionario da quando Xi Jinping ha avviato la campagna anticorruzione. Nominato dal Time tra le persone più influenti del 2015, Lu si era distinto per il tentativo di promuovere il modello di “cybersovranità con caratteristiche cinesi” in giro per il mondo. Una delle sue immagini più note lo ritrae insieme a Mark Zuckerberg durante una visita negli uffici di Facebook.

Le Maldive nuovo teatro di rivalità tra Cina e India

L’intervento indiano nella crisi politica che sta scuotendo le Maldive costituirebbe “una minaccia per l’indipendenza e la sicurezza nazionale”. Con queste parole nella giornata di ieri il ministero della Difesa di Malé ha rigettato la proposta di un’intervento militare da parte di Delhi. L’arcipelago ha dichiarato lo stato di emergenza il 6 febbraio in seguito al protrarsi del braccio di ferro fra il presidente e la Corte suprema. L’arcipelago noto per i suoi resort è da tempo diventato oggetto del contendere tra Cina e India per via della sua posizione strategica. E con l’avvicinarsi delle prossime elezioni la rivalità tra i due giganti asiatici è riemersa a causa dll’antagonismo tra l’attuale presidente filocinese è il deposto leader Mohamed Nasheed , fortemente critico nei confronti della dipendenza economica delle Maldive da Pechino. In una recente intervista al Nikkei, Nasheed ha affermato che “senza sparare un colpo solo, la Cina si è presa più terra della Compagnia delle Indie Orientali al culmine del XIX secolo”. Pechino conta per l’80% del debito estero di Malé. Per ora la posizione cinese continua ad essere blindata al principio di non interferenza nelle questioni altrui. Ma il Global Times avverte: “La Cina non interferirà negli affari interni delle Maldive, ciò tuttavia non significa che Pechino rimarrà indifferente nel caso in cui l’India trasgredisca il principio. Se l’India invia unilateralmente delle truppe alle Maldive, la Cina interverrà per fermare New Delhi”.

L’implacabile appetito asiatico per le pinne di pescecane

La buona condotta di Pechino non basta a fermare l’appettito dell’Asia per la zuppa di pinne di squalo, tutt’oggi immancabile protagonista di banchetti. Dal 2011 in Cina il consumo della pietanza è crollato dell’80%, anche grazie al lavoro di testimonial quali l’ex cestista Yao Ming. Tuttavia, in Thailandia, Vietnam, Indonesia, Macao e Hong Kong l’utilizzo delle pinne di pesce cane in cucina è in netto aumento, avverte WildAid, tanto che è possibile trovarle nel 98% dei ristoranti dell’ex colonia britannica e in oltre 100 di quelli di Bangkok. Secondo stime del gruppo americano, ogni anno circa 100 milioni di squali vengono uccisi, di cui 73 milioni destinati alla tavola.

La Cambogia introduce il reato di lesa maestà

Il parlamento cambogiano ha approvato all’unanimità una legge per punire chi insulta la famiglia reale. Quanti ritenuti colpevoli rischiano colpevoli rischiano tra uno a cinque anni di carcere e una multa tra i 500 e i 2.500 dollari. “Un insulto si esprime in parole, gesti, scritti, dipinti o oggetti che riguardano la dignità personale”, ha spiegato al Parlamento Pen Panha, capo della Commissione parlamentare per la legislazione e la giustizia. Re Norodom Sihamoni è ufficialmente il capo di Stato della Cambogia, ma di fatto a governare il paese è il primo ministro Hun Sen al potere da oltre 30 anni. La crescente intransingenza del premier nei confronti delle voci critiche — sfociata lo scorso anno nella dissoluzione del principale partito d’opposizione — è motivo di preoccupazione tra le organizzazioni per la difesa dei diritti umani, che ora temono un utilizzo politico della nuova legge.

(Pubblicato su China Files)

martedì 13 febbraio 2018

In Cina e Asia 


L’inquinamento si sposta a a sud

Mentre la qualità dell’aria di Pechino raggiunge per la prima volta gli standard nazionali, l’inquinamento si sposta a sud. Secondo il ministero della protezione ambientale, la regione del delta del Fiume Azzurro a gennaio ha registrato un aumento annuo del PM2,5 del 20% a quota 70 microgrammi, mentre nel Delta del Fiume delle Perle i valori sono saliti del 3,9%. Come spiega Greenpeace , “gli ultimi tre mesi segnano la prima volta in assoluto che Shanghai e Guangzhou hanno registrato livelli di inquinamento peggiori rispetto a quelli di Pechino — dal 2001”. Dopo un picco nei primi due mesi del 2017, Pechino ha fissato obiettivi stringenti per 28 città settentrionali costringendo molte fabbriche alla chiusura. Con il risultato che la produzione inquinante si è spostata più a sud.

Chunjie: mini amnistia per 1300 detenuti


Cinque giorni di libertà per 1300 detenuti. E’ l’iniziativa lanciata dal governo cinese per permettere a chi sta scontando una pena detentiva di trascorrere il Capodanno in famiglia. I prescelti hanno tutti scontato almeno metà della pena e si sono distinti per buona condotta. Dall’amnistia temporanea sono esclusi quanti condannati per crimini violenti, o per accuse legate al terrorismo, spaccio di droga o criminalità organizzata. Ai detenuti non sarà permesso di lasciare le contee di origine o di frequentare discoteche, bar o altri luoghi di intrattenimento. Il contatto con le vittime è inoltre severamente vietato. Il progetto è mirato a “incoraggiare i detenuti a pentirsi e dare loro un messaggio positivo per aiutarli a cambiare. “La società deve insegnare e influenzare i detenuti con affetto”, ha spiegato un funzionario della Shanghai Prison Administration. Secondo quanto riportato dal Beijing Youth Daily, la provincia che rilascerà il maggior numero di detenuti è il Sichuan, (260 persone), mentre più di 100 lasceranno temporaneamente le prigioni dello Shaanxi.

Ombre cinesi sui porti europei

Da Singapore al Mare del Nord. Sotto i vessilli della nuova via della seta, Pechino sta mettendo le mani sui principali scali portuali tra Asia ed Europa, I due protagonisti sono China Merchants Port Holdings e Cosco Shipping Ports, quest’utlimo proprio lo scorso mese si è aggiudicato il secondo porto più importante del Belgio, Zeebrugge, prima volta che una compagnia cinese assume il controllo di un terminal nell’Europa nord-occidentale. Un colpaccio che segue la lunga serie di acquisizioni avvenute negli ultimi anni tra Grecia, Italia e Spagna. Ad oggi le imprese statali cinesi sono arrivate a controllare circa un decimo di tutta la capacità portuale europea. La facilità con cui i colossi statali hanno accesso al credito, dà un vantaggio competitivo al Dragone, che spesso non si cura della sostenibilità economica degli investimenti purché abbiano un valore strategico. Giusto lo scorso autunno il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker aveva messo in guardia dalla cessione di asset sensibili proprio come i porti.

20 anni di carcere per la Rasputin sudcoreana

Il tribunale del distretto centrale di Seul ha condannato a 20 anni di detenzione la “Rasputin” sudcoreana, braccio destro dell’ex presidente Park, mentre è di 3 anni e sei mesi la pena comminata al presidente di Lotte Group Shin Dong Bin per corruzione. Considerata “alpha e l’omega dello scandalo” che ha travolto la Casa Blu, Choi Soon Sil è accusata di coercizione, corruzione, propaganda e di aver sfruttato la propria posizione per profitto personale. Lotte Group è uno dei colossi sudcoreani ad aver ottenuto favori politici in cambio di finanziamenti alle attività della “santona”.

Olimpiadi: Kim Jong-un è “soddisfatto”

Una banda militare e guardie d’onore hanno accolto la sorella di Kim Jong-undi ritorno in Corea del Nord dopo aver preso parte alle fase iniziali delle Olimpiadi di Pyeongchang. Incaricata di esprimere l’impegno nordcoreano alla ripresa del dialogo con il Sud, Kim Yo-Jong si è conquistata le lodi ufficiali del fratello. Secondo quanto annunciato questa mattina dall’agenzia statale Korean Central News Agency, il giovane leader ha manifestato “soddisfazione” per la riuscita del viaggio. “È importante continuare a ottenere buoni risultati, tenendo vivo il clima caldo di riconciliazione e dialogo creato dal forte desiderio e dalla volontà comune del Nord e del Sud con le Olimpiadi invernali come impulso”, ha dichiarato Kim Jong-un, che ha inoltre dato istruzioni su come migliorare i legami bilaterali e ha ordinato alle autorità correlate di proporre misure aggiuntive. Nessun riferimento tuttavia all’invito accolto da Moon Jae-in (solo se ci saranno “le condizioni giuste”) con una cautela probabilmente ritenuta irrispettosa dal suo omologo. L’evidente successo della partecipazione nordcoreana ai Giochi invernali ha ammorbidito persino il vicepresidente americano Mike Pence, che dopo aver imbastito una controffensiva mirata a smorzare la propaganda di Pyongyang, sul volo di ritorno verso gli States ha parlato di un’apertura al “dialogo senza precondizioni” sebbene bilanciata dall’irremovibile strategia sanzionatoria.

L’Uzbekistan sblocca i siti sensibili

Il governo Uzbeko ha riabilitato diversi siti sensibili, alcuni bloccati fin dalla sanguinosa repressione di Andijan del 2005. BBC, Voice of America, l’agenzia di stampa con base a Mosca Ferghana, Eurasianet e sopratutto la piattaforma curata dal partito d’opposizione uzxalqharakati.com risultano accessibili senza proxy. Si tratta dell’ultima svolta liberale del nuovo presidente Shavkat Mirziyoyev, succeduto nel 2016 al defunto dittatore Karimov in sella dalla caduta dell’Urss. Solo alcuni giorni fa, le pressioni esercitate da Mirziyoyev sulla potentissima National Security Service sono sfociate nelle dimissioni del capo della sicurezza Rustam Inoyatov. “È evidente che l’agenzia non ha più il controllo sui siti web dei media internazionali e dei gruppi per la difesa dei diritti umani”, ha spiegato a Eurasianet Abdurahmon Tashanov, un rappresentante dell’associazione Ezgulik. Nell’agosto scorso, il presidente aveva espresso la volontà di rivedere la posizione del governo nei confronti dell’opposizione e dei media internazionali.

lunedì 12 febbraio 2018

Weekly News Roundup: Dispatches from the Silk Road Economic Belt



Exclusive: Uighur Thai jail escapees detained in Malaysia and China wants them back - sources
Eleven ethnic Uighur Muslims from China, missing since their dramatic escape from a Thai jail last year, have been detained in Malaysia and Beijing wants them back, sources familiar with the matter told Reuters. (Reuters)

In a new wave of the Afghanistan air war, the U.S. strikes a little-known militant group
The U.S. military has expanded its renewed air war in Afghanistan, striking targets in northeastern Afghanistan affiliated with the Taliban and another small militant group that is known for its roots in China, U.S. military officials said Tuesday.The bombing has been carried out over the past four days in Badakhshan province’s Wurduj district, said Navy Capt. Tom Gresback, a U.S. military spokesman in Kabul. The strikes targeted training camps, “preventing the planning and rehearsal of terrorist acts near the Afghan border with China and Tajikistan,” U.S. military officials said in a news release. (Washington Post)

China must reevaluate Central Asian energy supply
The sharp drop of liquefied natural gas (LNG) shipments through a key Central Asian pipeline network has put the already-tight domestic LNG supply situation to the test. There are two reasons for the plunging shipments: first, LNG demand increased in the supplier countries themselves; second, the suppliers were withholding LNG in hopes of getting better prices in other markets. Those factors prompted the suppliers to break the terms of their contracts with China. (Global Times)

US may boost projects in Indo-Pacific to counter Beijing’s belt and road plan
Washington is considering boosting infrastructure projects in the Indo-Pacific to counter Beijing’s
growing global clout through its “Belt and Road Initiative”, observers say, after last month’s Congress hearing on a policy response to the plan. (Scmp)

Haze returns to Beijing amid lower Central Asia gas supply
The shortfall, possibly due to suppliers cutting gas exports to China to rake in higher margins from European buyers, has forced more coal burning. (Asia Times)

China’s latest move in the graveyard of empires
The latest plot twist in the endless historical saga of Afghanistan as a graveyard of empires has thrown up an intriguing new chapter. For the past two months, Beijing and Kabul have been discussing the possibility of setting up a military base alongside Afghanistan’s border with China. (Asia Times)

HOW CHINA CAN BENEFIT FROM ANTI-TRUMP SENTIMENT IN IRAN
Economic woes and US hostility have soured Iranians’ perceptions of governments in both Tehran and Washington. If the US drops the nuclear deal, Rouhani will be under pressure to seek investment from elsewhere. (Scmp)


CENTRAL ASIA

Moscow strengthens military bases in Kyrgyzstan and Tajikistan
Moscow has strengthened the potential capacity of military bases in Tajikistan and Kyrgyzstan in connection with the threats coming from Afghanistan. Within the CIS, work is in progress on a regional border security system, the Head of the Third CIS Department at the Ministry of Foreign Affairs of the Russian Federation Alexander Sternik said in interview with RIA Novosti, Kabar reports. (Trend)

Japan to pledge Vladivostock works in hopes of easing Kurils dispute
Proposals are focused on infrastructure to modernize the Russian port city; transformative levels of investment seem unlikely, however (Asia Times)

400 Tajiks Illegally Trained in Foreign Madrasas, Authorities Say
Over 400 citizens of Tajikistan are illegally enrolled at foreign religious institutions and the Tajik authorities are taking measures to have them return home, Sulaimon Davlatzoda, the chairperson of the State Committee for Religious Affairs and Traditions, said at a press conference in Dushanbe. (Fregana News)

Eight More Schools in Kazakhstan Uphold Ban On Headscarves
Eight schools of the western Kazakh city of Aktobe have won court cases in which parents had demanded their daughters to be allowed attending wearing headscarves, Astana TV reports. The court upheld the decisions of school directors who forbade students to wear headscarves within the confines of the schools. (Fergana News)

TAPI Enters Afghan Phase with Little Cash and Many Problems
The natural gas pipeline that many said could never happen is taking an important step forward this month: constructing its Afghan section. (Eurasianet)

giovedì 8 febbraio 2018

In Cina e Asia


La sorella di Kim alle Olimpiadi


Ci sarà anche la sorella di Kim Jong-un nella delegazione nordcoreana alle Olimpiadi di Pyeongchang, guidata dal capo di stato cerimoniale Kim Yong-nam. La giovane Kim Yo-jong diventerà così il primo membro della famiglia Kim a mettere piede in Corea del Sud. Secondo il ministero dell’Unificazione sudcoreano, Kim parteciperà alla cerimonia d’apertura ai Giochi. Come spiega un esperto a Bloomberg, la ragazza probabilmente consegnerà al presidente sudcoreano Moon Jae-in un messaggio da parte del fratello a testimonianza dell’impegno di Pyongyang nella ripresa del dialogo tra le due Coree. C’è chi tuttavia ritiene che il compito di Kim, membro supplente del politburo (l’ente decisionale di Pyongyang) sia potenziare l’immagine del paese e rubare la scena ai cugini del Sud. Kim è stata inserita nella lista nera degli Stati Uniti per presunti legami con le violazioni dei diritti umani nel Regno Eremita. Non è chiaro se incontrerà il vicepresidente statunitense Mike Pence, che durante un incontro con Shinzo Abe ieri ha pronosticato “la tornata di sanzioni economiche più dura e più aggressiva di sempre contro la Corea del Nord”.

Nel frattempo si è tenuta in sordina la tanto attesa parata militare per il 70esimo anniversario della Korean People’s Army, anticipato rispetto all’abituale 25 aprile. La TV di stato ha iniziato a proporre film patriottici in quello che sembrava essere il preludio di una trasmissione dal vivo. Poi l’annuncio dell’avvenuta rassegna militare.

Arrestata imprenditrice vicina all’ex premier cinese

Un’imprenditrice vicina alla famiglia di Wen Jiabao è stata arrestata prima del 19° Congresso del Partito, lo scorso settembre. E’ quanto riportano tre fonti indipendenti al New York Times, lo stesso quotidiano che nel 2012 aveva rimestato nei torbidi affari dei parenti dell’ex premier vincendo il premio Pulitzer. Mentre da tempo circolano voci sulla possibilità che il cerchio dell’anticorruzione si stia stringendo attorno a “nonno Wen”, le fonti del NYTsembrano suggerire tuttavia che Miss Duan Weihong si sia cacciata nei guai per i suoi rapporti di business con Sun Zhengcai, l’ex segretario di Chongqing considerato fino a qualche mese fa un possibile successore di Xi Jinping e arrestato per “gravi violazioni della disciplina” (leggi: corruzione).

Duterte indagato per crimini contro l’umanità
La Corte penale internazionale ha avviato un’indagine per verificare le accuse di crimini contro l’umanità a carico del presidente filippino Rodrigo Duterte. La richiesta era stata avanzata lo scorso aprile da un avvocato. In passato il “Giustiziere” non ha mancato di accusare la corte di “ipocrisia” e “inutilità” minacciando di ritirare le Filippine dai paesi membri. L’annuncio arriva all’indomani dell’arresto di tre poliziotti con l’accusa di omicidio, primo caso del genere dall’inizio della spietata campagna antidroga lanciata da Rodrigo Duterte. I tre sono accusati di aver ucciso il 17enne Kian Loyd delos Santos e di aver mascherato l’uccisione come reazione di autodifesa, nascondendo della droga e una pistola sul corpo del ragazzo. Circa 4000 persone sono state uccise per mano della polizia. In due circostanza Duterte ha sospeso temporaneamente la polizia dalle operazioni contro il narcotraffico passando l’incarico alla Philippine Drug Enforcement Agency (PDEA). Da quando però sono tornati all’opera lo scorso dicembre, gli agenti hanno fatto altre 46 vittime.

Crisi coreana: Washington prepara “il padre di tutte le bombe”

Dopo aver sganciato “la madre di tutte le bombe” sull’Afghanistan, Washington pare abbia in cantiere un ordigno il doppio più potente con cui tenere a bada Pyongyang. Soprannominate “il padre di tutte le bombe”, GBU-57 Massive Ordnance Penetrator (MOP) è l’arma non nucleare più distruttiva dell’arsenale americano. Come spiega su The Nation Michael T. Klare, docente di Peace and World Security Studies presso l’ Hampshire College, l’ordigno era stato pensato per distruggere le strutture nucleari iraniane, ma ora che l’amministrazione Trump sta valutando un possibile attacco preventivo per annientare le armi atomiche nordcoreane, GBU-57 sembra essere tornata sotto i riflettori. Lo testimonierebbe il dispiegamento di nuovi bombardieri B-2 — gli unici in grado di trasportare la pesantissima bomba — presso l’ Andersen Air Force Base, sull’isola di Guam.

Imprenditore fa causa al governo per mancato pagamento. Stava costruendo una “Las Vegas” nel Gobi

L’ottavo uomo più ricco di Cina ha citato in giudizio il governo della municipalità di Lanzhou, nel Gansu, per l’interruzione di un progetto da 640 milioni di dollari. Si tratta del caso più imponente a vedere coinvolti su fronti opposti il mondo imprenditoriale e lo Stato. Secondo Yan Jiehe, la compagnia da lui fondata — China Pacific Construction Group — non ha mai visto un centesimo di quanto dovuto per la realizzazione della Lanzhou New City, una sorta di “La Vegas del deserto del Gobi” grande due volte New York, per la cui costruzione sono state abbattute decine di colline. Il progetto è stato interrotto nel 2013, a un anno dall’inizio dei lavori, per la mancanza di valutazioni sull’impatto ambientale. La causa è stata avviata nel 2015 ma solo pochi giorni fa Yan ha deciso di rompere il silenzio per richiamare l’attenzione mediatica sulla sua storia. Il caso di Lanzhou si aggiunge alla sempre più lunga serie di progetti infrastrutturali finiti nei guai per la loro dubbia utilità a fronte dell’aumento del debito dei governi locali. Di recente la stessa sorte è toccata alla rete metropolitana di Baotou, nella Mongolia Interna. Nell’ultimo anno, solo nel Gansu, una provincia centrale nella Nuova Via della Seta, gli investimenti nelle attività fisse sono crollati del 40% nei primi 11 mesi del 2017.

Pechino militarizza il Mar cinese e Duterte sospende le esplorazioni straniere


Stop alle esplorazioni straniere nel Benham Rise. Il governo Duterte cambia politica per silenziare le proteste nazionaliste innescate da un accordo con cui lo scorso mese Manila aveva concesso a Pechino di condurre ricerche scientifiche nelle acque territoriali filippine, ricche di risorse naturali. I due paesi sono da anni ai ferri corti per questioni di sovranità nel Mar cinese meridionale e lo scorso anno il ministero degli Esteri cinese aveva messo in dubbio l’appartenenza alle Filippine della formazione naturale 250 km a est dell’isola di Luzon. Proprio in questi giorni nuove immagini satellitari passate al Philippine Daily Inquirer — probabilmente da funzionari del governo filippino — mostrano i progressi fatti da Pechino nella “fortificazione” di sette isole dell’arcipelago Spratly — conteso con alcuni vicini asiatici — munite di piste d’atterraggio, hangar e basi navali. Uno degli isolotti, Panganiban, si trova nella zona esclusiva speciale di Manila, a cui il tribunale internazionale dell’Aja ha riconosciuto la sovranità nel luglio 2016.

[Pubblicato su China Files]

mercoledì 7 febbraio 2018

Weekly News Roundup: Dispatches from the Silk Road Economic Belt


Cargo train delivers Chinese Spring Festival goods to Europe

A cargo train loaded with Chinese Spring Festival purchases left Zhengzhou, a key transport hub in central China's Henan Province, and headed for Germany Wednesday. China Railway Corporation's Zhengzhou bureau said it would increase the proportion of food products on the trains during the Spring Festival travel rush to meet the demand of overseas Chinese in countries along the Belt and Road routes. (Xinhua)

China in talks over military base in remote Afghanistan: Officials
Worried about militants sneaking into a restive Chinese region from war-torn Afghanistan, Beijing is in talks with Kabul over the construction of a military base, Afghan officials say, as it seeks to shore up its fragile neighbour.The army camp will be built in Afghanistan's remote and mountainous Wakhan Corridor, where witnesses have reported seeing Chinese and Afghan troops on joint patrols. (AFP)

Xinjiang assigns 76,000 officials to poor villages
Northwest China's Xinjiang Uyghur Autonomous Region have assigned 76,000 officials to villages in 2018 to fight poverty and maintain stability. In an effort to enhance work in extremely poor villages and to alleviate poverty, the Communist Party of China (CPC) Committee in Xinjiang has assigned
76,000 officials and 12,000 working groups to cover every village in the region, the Xinjiang Morning Post reported on Thursday. (Global Times)

Chinese tycoon sues local government for $640m

One of China’s richest men has revealed an attempt to sue a municipal government for Rmb4bn ($640m) over a suspended project to build a new city, the biggest case of its kind brought by an entrepreneur against the state.Yan Jiehe said the company he founded, China Pacific Construction Group, had not been paid for its work on Lanzhou New City, a settlement once billed as “Las Vegas in the Gobi”, where diggers flattened dozens of hills before officials suspended the project in 2013. (FT)

Beijing sends in new envoy in sign it wants bigger role for Afghanistan in ‘New Silk Road’
Beijing is poised to step up security and economic engagement with Afghanistan, naming an official who has worked on President Xi Jinping’s signature trade initiative as its new envoy in Kabul. (scmp)


Defense Ministry's Regular Press Conference on January 25
I have noticed two different kinds of reports on this issue on the Internet. One says that China is financing Afghanistan to build a military base. I haven’t heard of anything like that.The other report says that China is planning to establish its own military base in Afghanistan. What I want to tell you is that China and Afghanistan maintain normal military security cooperation. China and the international community are all supporting the Afghanistan side to strengthen its capability-building in national defense and counter-terrorism. The report on China’s building of its own military base in Afghanistan is ungrounded. (Mod)

StanChart signs $1.6 billion 'Belt and Road' funding deal with China
State-owned China Development Bank will make available up to 10 billion yuan ($1.59 billion) to Standard Chartered to fund projects in countries along China’s ‘Belt and Road’ infrastructure route, StanChart said on Thursday. (Reuters)

Gerry Shih on China’s Uyghur Muslims, under pressure at home and abroad

Associated Press (AP) reporter Gerry Shih was hard at work in 2017 writing a remarkable series of articles on China’s Uyghur Muslim minority. By traveling not just to China’s Xinjiang Uyghur Autonomous Region, where 10 to 15 million Uyghurs live, but also to Syria, where some have fled and taken up arms with militant groups, he sought to answer the most politicized and consequential
questions about the ethnic group. (supchina)

Tibet's foreign trade rebounds in 2017
Southwest China's Tibet Autonomous Region saw its foreign trade rebound in 2017. The total value of imports and exports in the region rose 13.9% to 5.885 billion yuan (934.4 million US dollars) last year. Tibet's foreign trade fell for two consecutive years following the Nepal earthquake in 2015. Xinhua

Chinese shipping employee shot dead in Pakistan's city of Karachi
A Chinese man working with a shipping company in Pakistan was shot dead on Monday in what police described as a targeted attack in Karachi, police and hospital officials said. (Reuters)

Businesses tapping Belt and Road 'will have recourse'
Beijing's recent decision to set up three international commercial courts to resolve disputes arising from its ambitious multi-billion dollar Belt and Road Initiative (BRI) has been viewed as a logical next step, according to observers. (Strait Times)

How Come China’s Ex-Reds Are So Much Better off Than Russia’s Ex-Reds?
China and Russia followed two distinct approaches to reform, leading to drastically different trajectories of economic growth.While both countries have experienced rising inequality over the last 30 years, Russia’s income distribution has worsened at a faster pace and in a bigger magnitude. What caused the difference in income distribution dynamics between the two? There are important lessons to be learned on the impact of policy decisions on inequality. (Asia Sentinel)

Kazakhstan focusses on water efficiency to ease water sharing with China
Policymakers in Kazakhstan shift focus to domestic water saving measures to reduce reliance on river water flowing from China. (the third pole)


CENTRAL ASIA

Kazakhstan: Online Anonymity Ban in Force from April
Any websites failing to stop people from commenting anonymously will face fines of $750 or more.This strict anonymity rule is part of a broader set of restrictions on the media that were approved by President Nursultan Nazarbayev in November. Critics of the legislation have cried foul, insisting it will severely limit the freedoms of journalists to do their jobs. (Eurasianet)

Uzbek President Announces Reform of Notorious Special Service
The National Security Service of Uzbekistan (SNB) will be refocused on the core tasks of the special service and transfer all non-related units to other government institutions, President Shavkat Mirziyoyev announced during an extended meeting of the SNB's leadership on January 31, the presidential press service reports. (Fergana News)

Former Uzbek leader's daughter resigns as ambassador
Lola Karimova-Tillyaeva, daughter of former Uzbek leader Islam Karimov, has stepped down as Uzbekistan’s UNESCO representative, becoming the latest official from her father’s administration to depart. (Reuters)

How Shavkat Mirziyoev Became Uzbekistan's Supreme Leader
The dismissal of the head of Uzbekistan’s National Security Service (SNB), Rustam Inoyatov, on January 31 was the latest and arguably most important step so far in President Shavkat Mirziyoev’s consolidation of power.It was clear when Mirziyoev came to power in September 2016 after the death of Uzbekistan’s first president, Islam Karimov, that Mirziyoev would have to fend off some challenges before he could cement his claim to leadership. (rferl)

Work Resumes On Troubled Turkmenistan-China Pipeline
Work has resumed in Tajikistan on construction work on a natural gas pipeline running from Turkmenistan to China.Deputy Energy and Water Resources Minister Jamshed Shoimzoda said at a
press conference on January 30 that funding for building work is being provided by China. Payments are being made on a regular basis, he said. (Eurasianet)

Tajikistan expanding cotton fields in a bid to raise output
Cotton cultivation area in Tajikistan has increased by 13,500 hectares this year, local news agency TajikTA reported Feb. 5.“Cotton is one of the Tajik export commodities and a raw material for the local light industry. With growth of market demand cotton is now being cultivated in a total area of 187,500 hectares, 13,500 hectares more compared to 2017,” Tajik Ministry of Agriculture states. (Trend)

Tajikistan Converts 2,000 Mosques Into Public Facilities

Tajikistan last year converted 2,000 mosques into facilities for general public use in its latest effort to streamline the practice of religion in the country and marginalize those not directly under government control. (Eurasianet)

Tajikistan: Opposition Leader Tried in Absentia
A spokesman for the court has declined to state what Muhiddin Kabiri is being charged with, saying those details are a "state secret." (Eurasianet)


martedì 6 febbraio 2018

In Cina e Asia


Pechino testa con successo missile antibalistico

Pechino ha testato con successo un nuovo missile antibalistico.L’esercitazione, avvenuta ieri ma ufficializzata questa mattina dal ministero della Difesa, ha coinvolto “tecnologia di intercettazione antimissile a media gittata e a lancio terrestre”. Il test — che “ha raggiunto gli obiettivi fissati” — si caratterizza per “la natura difensiva senza avere come target alcun Paese” specifico. E’ dal 2010 che la Cina effettua test antibalistici, di cui l’ultimo avvenuto nel 2013. Le operazioni di questi giorni arrivano in un clima di relativa calma, a pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi sudcoreane ma mentre Pyongyang prepara una nuova parata militare in agenda proprio il giorno prima dei Giochi.

Ombre cinesi sul Vecchio Continente

“La Cina sta rapidamente aumentando la propria influenza politica in Europa e la sicurezza con cui sponsorizza i suoi ideali autoritari rappresentano una sfida significativa per la democrazia liberale così come per i valori e gli interessi dell’Europa”. Con queste parole si apre l’ultimo studio realizzato congiuntamente dal Global Public Policy Institute e il Mercator Institute for China Studies sulla strategia di penetrazione del soft power cinese nel Vecchio Continente. Secondo gli esperti, sebbene meno plateale di quella russa, la minaccia cinese è destinata ad essere molto “più significativa nel medio-lungo termine”. Il potere morbido cinese agisce su tre fronti: élite politico-economica; media e opinione pubblica; settore accademico e società civile. Lo scopo è duplice: “cercare di garantire la stabilità del regime in patria e presentare all’estero il suo modello politico ed economico come superiore e competitivo”. Che la strategia stia funzionando — secondo il rapporto — lo dimostrano una serie di fattori a partire dagli investimenti infrastrutturali nei paesi più “deboli” dell’Europa orientale e meridionale. Seguono la diffusione di inserti propagandistici nei principali quotidiani tedeschi e francesi e la normalizzazione dei rapporti con la Norvegia in cambio del silenzio sui diritti umani. Lo studio è in linea con quanto espresso di recente dal European Council on Foreign Relations’ in una ricerca indipendente in cui l’Europa viene definita “l’Africa del futuro” per la sua ingenua apertura ai capitali cinesi.

Pechino stringe la morsa sulle criptovalute
La lunga mano di Pechino sulle monete digitali oltrepassa la Grande Muraglia. Secondo quanto riportato da Financial News, pubblicazione affiliata alla banca centrale, “per prevenire i rischi finanziari, la Cina intensificherà le misure per rimuovere qualsiasi piattaforma onshore o offshore relativa al commercio di valuta virtuale o alle ICO”, le offerte iniziali di moneta con cui le aziende raccolgono fondi. L’annuncio segue le proteste che sabato hanno visto uno stuolo di investitori inferociti trascinare il fondatore del progetto di ICO ARTS presso il dipartimento finanziario di Pechino con l’accusa di frode. Secondo alcuni report l’uomo sarebbe stato arrestato. Lo scorso settembre, le autorità cinesi hanno vietato sia le ICO sia gli exchanges (gli intermediari che mette in contatto chi compra e chi vende moneta elettronica), ma il commercio da parte dei privati è continuato a Hong Kong o in Giappone attraverso la raccolta di fondi tramite investitori della Cina continentale. Come spiega un esperto al Scmp dal momento che la maggior parte dei progetti cinesi di ICO sono supportati da investitori cinesi, se verranno bloccati, l’intero mercato della criptovaluta verrà trascinato verso il basso”. Pechino tuttavia ha altri piani. Proprio il mese scorso, il vicegovernatore della banca centrale ha annunciato i primi dettagli per un progetto di criptovaluta centralizzata su cui l’istituto di credito avrà pieno controllo.

Cina pronta a sanare il 90% delle terre contaminate

Pechino vuole modernizzare il settore agricolo con un piano in tre fasi che passa per un primo “ringiovanimento” nel 2020, a un periodo intermedio di “modernizzazione” nel 2035 fino al “completo ottenimento del benessere dei contadini” nel 2050.Come spiega il governo nel documento numero uno, il primo dell’anno “senza la modernizzazione dell’agricoltura non ci potrà mai essere una modernizzazione del paese. Il documento annuncia tra le iniziative un allentamento delle restrizioni sull’utilizzo delle terre di proprietà dei villaggi con lo scopo di impiegare gli appezzamenti inutilizzati per nuovi progetti residenziali — proprio la scarsa disponibilità della terra è tra le principali cause dei prezzi vertiginosi dell’immobiliare. Contestualmente, il ministero dell’Ambiente ha annunciato di voler risanare entro il 2020 il 90% degli appezzamenti contaminati così da renderli coltivabili. Secondo un’indagine del 2013, al momento una superficie pari a quella del Belgio risulta troppo inquinata per usi agricoli.

“Crediti sociali”: è braccio di ferro tra banca centrale e colossi privati

Il sistema dei “crediti sociali” è ostaggio del braccio di ferro tra la banca centrale cinese e i colossi tecnologici Tencent e Aliaba, tra gli sviluppatori incaricati nel 2015 di portare avanti un progetto pilota in grado di valutare l’affidabilità degli utenti sulla base dei loro comportamenti online.
Secondo il Financial Times, la PBoC è preoccupata che i crediti calcolati da Tencent e Alibaba possano essere utilizzati come strumenti di marketing per vendere i prodotti finanziari offerti dalle due compagnie private, compresi investimenti ad alto rischio. A ciò si aggiunge un discorso legato alla sicurezza dei dati dei consumatori; sono infatti sempre di più le compagnie ad essere accusate di sottrarre informazioni private nonostante la tradizionale incuranza cinese per la privacy. Mentre il governo ha in cantiere un proprio sistema di crediti (il Baihang Credit Scoring), il tiro alla fune con gli attori privati sembra aver portato ad uno stallo dell’ambizioso piano, che sulla carta dovrebbe diventare operativo entro il 2020.

Cina e Usa all’opera per sviluppare sistema antisuicidi


Ricercatori cinesi e americani stanno lavorando insieme a un servizio antisuicidi da applicare a Twitter. In Cina è già stato sperimentato su Weibo e nei passati nove mesi ha identificato 20mila utenti a rischio. Sviluppato da un esperto dell’istituto di psicologia dell’Accademia cinese delle scienze sociali, il programma utilizza tecnologia AI per analizzare il contenuto dei post e prevedere il comportamento futuro dei soggetti. Nel caso di rischio rilevato, il sistema manda in automatico l’offerta di una consulenza medica. Mentre solo 4.000 user hanno risposto al messaggio, risulta che 8.000 persone abbiano in realtà già acceduto agli strumenti di consulenza online. Secondo il team la maggior parte dei soggetti a rischio è composta da giovani, spesso studenti delle scuole medie.


lunedì 5 febbraio 2018

Pyongyang accusa Washington di “razzismo”


"Gravi violazioni dei diritti umani” macchiano la reputazione della più grande democrazia del mondo. E’ quanto sostiene Pyongyang nell’ultimo “Libro bianco sulle violazioni dei diritti umani negli Usa” pubblicato mercoledì dalla Korean Central News Agency, l’agenzia di stampa statale nordcoreana. Il documento, prodotto dall’Institute of International Studies in the Democratic People’s Republic of Korea e fatto circolare dalla missione nordcoreana a Ginevra, accusa Washington di “razzismo”, “discriminazione” e “misantropia”, mali che affliggono l’intero sistema americano, soprattutto da quando Trump si è insediato nello Studio Ovale.

“La violenza razziale che si è verificata a Charlottesville, in Virginia, il 12 agosto, è un tipico esempio dell’apice raggiunto della politica razzista dell’attuale amministrazione”, afferma il rapporto facendo riferimento alle proteste dei suprematisti bianchicontro la rimozione della statua del generale Robert Lee. Poi colpisce al cuore del “Sogno americano” mettendo in risalto la frattura che separa da una parte la classe operaia statunitense — “sospesa nell’abisso dell’incubo” tra difficoltà lavorative e abitative espese mediche onerosissime — dall’altra l’establishment di cui si è circondato il nuovo presidente: tutti “miliardari provenienti da conglomerati” con una fortuna cumulativa pari a 14 miliardi di dollari.

“Le politiche antipopolari che l’amministrazione Trump ha perseguito apertamente nel primo anno di governo sono andate, senza eccezioni, a favore degli interessi di una manciata di circoli ricchi”, chiosa la KCNA, snocciolando una serie di dati sul debito accumulato dagli studenti americani e mettendo in risalto la frequenza di abusi sessuali, nonché la mancanza del congedo di maternità retribuito. Trend in peggioramento anche sul versante della libertà di stampa — osteggiata da Trump con lo slogan “fake news”- e sull’utilizzo degli stupefacenti: “Secondo i dati, il numero di consumatori di marijuana negli Stati Uniti è stato superiore a 20 milioni, in un aumento del 3% rispetto a dieci anni fa”, accusa l’agenzia di stampa nordcoreana, concludendo che “gli Stati Uniti, ‘guardiani della democrazia’ e ‘campioni dei diritti umani’, stanno incrementando il racket dei diritti umani, ma non potranno mai camuffare la loro vera identità di grande violatore dei diritti umani”.

Nessun cenno alle sanzioni internazionali o al braccio di ferro con Washington riguardo al programma missilistico e nucleare perseguito da Pyongyang. Il tempismo, tuttavia, suggerisce un implicito nesso tra la pubblicazione del libro bianco e le accuse di “depravazione” con cui poche ore prima Trump aveva condannato il regime di Kim Jong-un nel suo discorso sullo Stato dell’Unione.

E’ dal 2014 che Pyongyang rilascia ufficialmente le proprie conclusioni sullo stato dei diritti umani sull’altra sponda del Pacifico. Quello stesso anno la Commissione d’Inchiesta delle Nazioni Unite aveva sentenziato che le violazioni commesse al Nord erano “senza precedenti nel mondo contemporaneo”, come dimostrato dalla presenza di circa 120mila prigionieri politicinei gulag sparpagliati in territorio nordcoreano; campi di concentramento in stile sovietico di cui si ha solo parziale testimonianza grazie alle riprese satellitari e ai racconti dei disertori. Il rapporto citava inoltre la ricorrenza di abusi sistematici, dalla tortura alle esecuzioni pubbliche passando per le ritorsioni contro i richiedenti asilo rimpatriati forzatamente dall’estero. In tutta risposta Pyongyang realizzò una propria valutazione delle condizioni di vita a nord del 38esimo parallelo, concludendo che i cittadini nordcoreani “erano orgogliosi di beneficiare del sistema di diritti umani più vantaggioso del mondo”.

[Pubblicato su Il Fatto quotidiano online]

Hukou e controllo sociale

Quando nel 2012 mi trasferii a Pechino per lavoro, il più apprezzabile tra i tanti privilegi di expat non era quello di avere l’ufficio ad...