sabato 10 marzo 2012

Pyongyang attacca Seul a colpi di post


Mentre al 38° parallelo tutto tace, la battaglia tra le due Coree si consuma sul web. Più esattamente su Sina Weibo, clone cinese di Twitter, dove il 7marzo ha fatto la sua prima comparsa un account pro-Pyongyang denominato "Today Korea".  "@TodayKorea officially starts its account today. Sorry, but we don't follow anyone" scriveva nel suo post inaugurale.
Impossibile verificare la paternità del messaggio perché il suo autore, come specificato, non si sottoporrà alle procedure di autenticazione. D'altra parte ci sono buone probabilità che si tratti di una bufala, come ha spiegato un esperto di relazioni internazionali al Southern Daily. E non ci voleva certo un esperto per dirlo.
Vero o falso che sia, Today Korea si è già guadagnato 500.000 fan e molti commenti. Ma cosa scriverà mai questo fantomatico rappresentante del governo nordcoreano? Auguri a tutte le donne cinesi per l'8 marzo e complimenti ai "compagni cinesi che hanno finalmente compreso il fascino delle donne nordcoreane". Ma non ha esitato nemmeno a lanciare strali avvelenati contro Seul dicendo che "i soldati della DRPK aspettano disperatamente l'ordine di attaccare", "hanno in odio i bestemmiatori del potere supremo della Corea del Nord" e "smaniano dalla voglia di scaricare proiettili e bombe" contro il palazzo del presidente sudcoreano Chungwadae e la roccaforte di Inchon.
Oltre a ciò, non mancano i riferimenti anche al nuovo leader Kim Jong-un e al Juce.
La provocazione non poteva restare impunita. Ed ecco arrivare a stretto giro di posta il commento di un presunto account del governo della Corea del Sud; @DemocraticROK si fa chiamare. "La politica populista di Kim Jong-un non è altro che uno scherzo" si legge in uno dei post. Anche la controparte di Today Korea si sottrae alla registrazione perché "si sa come vanno le cose su Weibo, questo account oggi c'è domani chissà". Poi prosegue dicendo che ha intenzione di seguire blogger come Fang Zhouzi, Han Han, Li Chengpeng, Yao Chen e l'account delle Nazioni Unite.
Comunque sia, DemocraticROK non è stato abile quanto il rivale nell'accattivarsi simpatizzanti sulla rete, riuscendo a totalizzare soltanto 10.000 fan. Decisamente più rilassati i toni e variegate le tematiche trattate dal "suddista", dalla carestia e i disertori del Nord Corea ai principali argomenti apparsi sui quotidiani sudcoreani. Solo in un finale più sbottonato lancia la stoccata: "Il governo di Kim Jong-un ha profanato il presidente Lee Myungbak e ha commesso provocazioni militari mettendo a rischio la vita del popolo coreano. Gli abitanti del nostro paese non saranno restii ad imbracciare le armi". Forse, ma intanto al 38° parallelo tutto tace.

(fonte: Shanghaiist)

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