lunedì 9 ottobre 2017

In Cina e Asia


National Day: 705 milioni di viaggi per 87 miliardi di dollari

Secondo la China National Tourism Administration, quest’anno le vacanze per la fondazione della Repubblica popolare — dall’1 all’8 ottobre — hanno visto un numero record di viaggi: 705 milioni, di cui 663 milioni nei primi sette giorni, ovvero un +12%. Una migrazione di massa che ha generato l’equivalente di 87,7 miliardi di dollari. A destare interesse non è solo la quantità ma anche la modalità dei trasferimenti. Circa il 40% degli spostamenti è avvenuto in treno, grazie all’espansione della rete ferroviaria superveloce che ormai copre tutte le province tranne Ningxia e Tibet. L’altro mezzo “rivoluzionario” è la cara vecchia bici, riportata in auge dalla recente esplosione di servizi di bike sharing come mezzo privilegiato per i tragitti urbani. Secondo la società Ofo, durante il National Day l’utilizzo delle due ruote è cresciuto del 15%. Di conseguenze le emissioni inquinanti sono diminuite di 78mila tonnellate.

Anticorruzione: 1,34 milioni di funzionari sanzionati in quattro anni


Dal 2013 a oggi, la Commissione centrale per l’ispezione della disciplina ha sanzionato 1,34 milioni di quadri, di cui 648.000 a livello di villaggio. La maggior parte dei casi di corruzione riguardano malefatte di piccola entità, sebbene non siano mancati arresti eccellenti (250). Nel mese di agosto ha finire sotto inchiesta è stato lo stesso capo del comitato anticorruzione del ministero delle Finanze, mentre pochi giorni fa la campagna di bonifica è tornata a picchiare duro nei ranghi dell’esercito. In questi giorni 120 membri della Commissione andranno in pensione aprendo la strada ad un massiccio rimpasto durante il Congresso del Pcc, che comincerà il 18 ottobre.

Secondo gli analisti, mentre l’opera di pulizia continuerà sulla stessa strada, a finire nella rete saranno sempre più “mosche” e sempre meno “tigri”. Gli sforzi verranno probabilmente istituzionalizzati grazie all’istituzione di una supercommissione che dovrebbe mediare tra la CCDI (che è un’agenzia di Partito) e i dipartimenti anticorruzione statali velocizzando la risoluzione dei casi. Rimane da vedere che fine farà il potente Wang Qishan che fin’oggi ha diretto la campagna per conto di Xi Jinping. Secondo una regola non scritta il potente funzionario dovrebbe lasciare il suo incarico per sopraggiunti limiti d’età al termine del Congresso, ma la fedeltà a Xi potrebbe valergli una conferma. intanto tra i papabili sostituti si fa strada il nome di Li Zhanshu, capo dello staff del Partito e braccio destro del presidente.

Corea del Nord: La sorella di Kim promossa nel ghota del partito

Nel weekend Kim Jong-un ha nominato la sorella Kim Yo Jong (28 anni) membro supplente dell’ufficio politico del comitato centrale del Partito, il ghota del potere nordcoreano. E’ da quando il giovane leader ha fatto giustiziare lo zio filocinese Jang Song Thaek che la ragazza ha acquisito visibilità, diventando — insieme alla moglie di Kim — la donna più potente della famiglia, falcidiata da lotte di potere. Proprio in questi giorni si sta tenendo il processo contro le due giovani donne, indonesiana e vietnamita, accusate di aver assassinato il fratellastro di Kim per suo conto.

Il meeting politico di domenica ha inoltre fatto da sfondo alla riaffermazione del programma nucleare come “l’unico deterrente forte” contro Trump, che nel weekend, in uno dei suoi tipici tweet ermetici, ha evasivamente dichiarato che “solo una cosa funzionerà” nei rapporti con la Corea del Nord, sebbene sono sia chiaro quale essa sia. Dopo i test missilistici e nucleari del 3 e 15 settembre, nuove provocazioni si attendono con l’avvicinarsi del 10 ottobre,data della fondazione del Partito dei Lavoratori. Il governo nordcoreano potrebbe addirittura decidere di aspettare il 18 ottobre, quando a Pechino si apriranno i lavori per il 19esimo Congresso del Pcc per mandare un messaggio forte al vecchio alleato. Nei giorni scorsi il parlamentare russo Anton Morozov di ritorno da Pyongyang ha affermato di essere stato ragguagliato su un prossimo test missilistico a lungo raggio capace di colpire la west coast americana.

Myanmar: finito il cessate il fuoco, l’Arsa allunga un ramo d’ulivo

Oggi alle 24 ora locale scadrà il cessate il fuoco introdotto unilateralmente dall’Arsa, il gruppo di militanti rohingya, un mese fa. “La pausa è stata condotta al fine di consentire agli attori umanitari di valutare e rispondere alla crisi in Arakan (Rakhine),” hanno spiegato i militanti via Twitter nel weekend, aggiungendo che ogni sforzo per la pace da parte del governo “verrà ben accolto e ricambiato”. Nessuna nuova minaccia di violenze quindi. Tuttavia, in mancanza di una risposta ufficiale, rimane presumibilmente valida l’affermazione con cui tempo fa il portavoce del governo birmano ha escluso la possibilità di “negoziare con i terroristi”. Da quando è scattata la tregua la situazione nello stato occidentale è parzialmente migliorata, sebbene siano oltre 500mila le persone fuggite oltre il confine con il Bangladesh anche grazie al “passaggio sicuro” fornito dai ribelli. Reclutatori dell’Arsa intervistati da AFP hanno affermato di aver trovato centinaia di rohingya disposti a tornare nel Myanmar per combattere. Ma per molti altri l’unico obiettivo è il ritorno alla pace.

Giovedì, il ministro delle costruzioni U Win Khaing ha riferito durante un forum Asean che il Myanmar è ben contento di aprire le porte a investimenti esteri (sopratutto cinesi e giapponesi) in grado di portare progresso — e quindi stabilità sociale — nello stato Rakhine.

(Pubblicato su China Files)

domenica 8 ottobre 2017

Weekly News Roundup: Dispatches from the Silk Road Economic Belt



The Twists and Turns along China’s Belt and Road
China’s trillion-dollar Belt and Road Initiative could potentially transform relations with over 60 countries across Eurasia, Africa and beyond. But to bring the concept to fruition, Beijing must overcome mammoth logistical obstacles, navigate fragile political situations and placate growing regional apprehension surrounding its ambitions (Crisis Group)

CEFC's Rosneft deal driven by national strategy: chairman
CEFC China Energy’s $9.1 billion purchase of a stake in Russia’s Rosneft Oil ROSM.NN was mainly driven by China’s Belt and Road Initiative and has strong support from the government, Ye Jianming, the company’s founder said.Ye posted his thoughts on Monday in a message to CEFC employees on the company’s Wechat account to explain how the privately-owned company secured the deal with Rosneft instead of China’s state-owned oil majors. Wechat is China’s largest social media application mainly used as a messaging tool. (Reuters)

Mapping the China-Pakistan Economic Corridor
The China-Pakistan Economic Corridor (CPEC) is a flagship project under China’s Belt and Road Initiative. Announced in 2015, CPEC has expanded to include as much as $62 billion of investments. In Pakistan, there have been a range of reactions. CPEC advocates have characterized it as a “game-changer." Others have warned that it is a new form of Chinese “imperialism."This analysis attempts to evaluate CPEC’s road infrastructure. It uses mapping tools and LandScan data from 2006 to layout the number of people within a certain radius of the roads. Specifically, it measures connectivity at three levels. (reconnectingasia.csis)

Kazakhstan to export 5 billion cubic metres of gas to China
China recently agreed to a deal with KazTransGas to import 5 billion cubic metres of Kazakh natural gas during one calendar year, according to KazTransGas press service. (astanatimes)

Chinese cargo ship arrives in Russia's St. Petersburg, completing month-long journey on sea route via Arctic Ocean (xinhua)

New international passenger train has been launched between China's Urumqi and Kazakhstan's Almaty, shortening the journey by seven hours (Xinhua)


Xinjiang raises over 600 mln USD for poverty-relief relocation in 2017
Northwest China's Xinjiang Uygur Autonomous Region raised 4.17 billion yuan (about 627 million U.S. dollars) in 2017 in relocation funds as part of its poverty reduction drive.The money, up from the previous year's 1.3 billion yuan, will go toward housing for 83,900 people who will be relocated from poverty-hit regions to more developed areas. (People's Daily)

Kazakhstan Revokes Hundreds of 'Green Cards' Issued to Ethnic Kazakhs From China 
Authorities in Kazakhstan have declared the 'green card' residence permits of some 250 Chinese nationals of Kazakh descent invalid following an investigation of the officials who issued them, prompting fears of repatriation and detention, sources in the emigre community told RFA on Thursday. The move follows the detention in July of the immigration director of Kazakhstan's Jambul region for accepting "additional fees" in relation to green cards. (RFA)

Why Chinese investors are struggling to gain a foothold in Tajikistan
Central Asian country is one of first stops on ‘Belt and Road’, but legal difficulties, murky politics and security concerns pose obstacles to business.



CENTRAL ASIA

Opium for the President: Religion and Kyrgyzstan’s forthcoming elections
Religion has traditionally been a delicate topic for Kyrgyzstan. Even though the overwhelming majority of the Republic’s population identifies as Muslim, no presidential candidate has been in any hurry to touch upon the topic of religion in their election manifestos. Is the political elite ignoring the burning questions and challenges posed by the rise of religious extremism in Central Asia today? (Fergana news)

Closer Uzbekistan-Kazakhstan Ties Not Enough to Resolve Broader Regional Woes
The president of Kazakhstan, Nursultan Nazarbayev, paid an official visit to Uzbekistan in mid-September, highlighting improving relations between Central Asia’s two largest states. There, he met with his Uzbekistani counterpart, Shavkat Mirziyaev, for the sixth time since the latter took office last December, following the death two months earlier of the incumbent (since 1990) Islam Karimov. Mirziyaev had previously chosen Kazakhstan as a second stop on his first foreign tour as head of state, visiting the country in late March, right after Turkmenistan but before going to either Russia or China (Mir24.tv, Tengrinews.kz, September 16; Sputniknews.kz, March 23). (jamestown foundation)

The Rising Risks of Misrule in Tajikistan
Tajikistan’s 25 years as an independent state have been marred by poverty, endemic state corruption and the steady narrowing of political power to a single family. Its patriarch is President Emomali Rahmon, 64, who has ruled the country since 1992 through a carefully calibrated system of patronage and brutality. With Rahmon’s current seven-year term set to end in 2020, many observers believe he is now planning to hand over power to a close family member, probably his eldest son, Rustam, 29. (crisisgroup)

venerdì 6 ottobre 2017

In Cina e Asia


Guo Wengui condanna i “cleptocrati” di Pechino

Gli Stati Uniti devono interrompere il dialogo con i cleptocrati cinesi, “un piccolo gruppo di mafiosi puro e semplice”. E’ l’appello del businessman più ricercato di Cina. Guo Wengui, che da mesi dal suo esilio newyorkese spara bordate contro la corrotta leadership di Pechino con l’obiettivo di far deragliare l’imminente Congresso del Pcc, nella giornata di ieri ha tenuto una conferenza stampa presso il National Press Club di Washington dopo che un precedente incontro curato dall’ Hudson Institute era stato cancellato in seguito alle pressioni del governo cinese. Secondo Guo, la cricca di Pechino avrebbe in agenda diverse alternative per “per indebolire gli Stati Uniti, causare turbolenze negli Stati Uniti e per … decimare gli Stati Uniti”. Secondo l’uomo d’affari negli ultimi mesi la Cina avrebbe sguinzagliato sull’altra sponda del Pacifico una nuova ondata di spie con l’obiettivo di mettere a segno un piano “100 volte, 1000 volte più distruttivo” dell’attentato alle Torri Gemelle. Da quando Guo ha avviato la sua campagna denigratoria contro il Partito, Pechino ha risposto con l’accusa di almeno 19 crimini tra cui corruzione, riciclaggio di denaro e rapimento. Ad agosto il governo cinese avrebbe chiesto all’Interpol di spiccare un nuovo mandato di cattura in riferimento a un presunto caso di stupro nei confronti di un’assistente. Accuse, queste, che il businessman definisce infondate. “Il mio unico obiettivo è cambiare la Cina”, ha dichiarato raccontando le tristi vicissitudini familiari seguite al suo attivismo ai tempi del massacro di Tian’anmen.

La Casa Bianca alla ricerca di una strategia cinese
La Casa Bianca starebbe rivedendo la strategia adottata nei rapporti con la Cina in riferimento ai contenziosi economici (proprietà intellettuale, joint venture e investimenti cinesi), passando per la cybersicurezza e il mar cinese meridionale. Il progetto è stato presentato a giugno a Donald Trump da Peter Navarro, Jared Kushner, Steve Bannon e il direttore del National Economic Council Gary Cohn con l’impegno di terminare un piano entro 90 giorni. Secondo Politico, la NEC e la NSC sarebbero in procinto di terminare una bozza, sebbene non siano ben chiari né la data di pubblicazione né il contenuto esatto. Il piano dovrebbe includere centinaia di politiche più o meno severe. Non è un mistero che l’amministrazione Trump manchi di una visione comune sul versante Cina. L’approccio duro dell’ex chief strategist Steve Bannon è stato finora bilanciato dai più diplomatici Kushner e Rex Tillerson. Lo stesso Trump ha oscillato tra le incoraggianti lodi per la cooperatività cinese sul versante nordcoreano e le critiche per le politiche economiche messe in atto da Pechino.

Intanto il ministero del Commercio ha rimandato l’esito di un’investigazionesul dumping di fogli di alluminio “made in China” — avviata ad aprile — a dopo la visita di Trump in Asia il mese prossimo.

La manodopera nordcoreana finisce nel carrello dei consumatori americani


La Dogana e Polizia di Frontiera degli Stati Uniti hanno annunciato un blocco delle importazioni di pesce e altri prodotti realizzati da lavoratori nordcoreani — sottopagati — in Cina. La decisione segue la pubblicazione di un’inchiesta di Ap in cui viene descritto nel dettaglio la nebulosa filiera della lavorazione di salmoni, calamari e merluzzi che dall’Asia Orientale arriva fino agli scaffali di Walmart e ALDI. E di lì nelle buste della spesa dei consumatori americani, che si trovano a finanziare inconsapevolmente il regime di Kim Jong-un. Sono almeno 12 i settori soggetti al contrabbando di merci dalla Cina, con epicentro intorno a Hunchun cittadina a pochi chilometri dal confine con la Corea e la Russia. Mentre con l’ultima tornata di sanzioni internazionali non sarà più possibile assoldare nuovi lavoratori nordcoreani, tuttavia i divieti non interessano quanti già all’estero. Si stima che i lavoratori nordcoreani in giro per il mondo portino nelle casse di Pyongyang tra i 200 milioni e i 500 milioni di dollari l’anno.

Il Bangladesh costruirà uno dei campi profughi più grandi al mondo


Il Bangladesh costruirà uno dei campi profughi più grandi al mondo per ospitare gli oltre 800mila rohingya fuggiti dal Myanmar in seguito ad una serie di attacchi terroristici nello stato Rakhine. Il progetto prevede l’ampliamento del centro di Kutupalong vicino la città di Cox’s Bazar presso cui confluiranno rifugiati da 23 altri campi lungo il confine con la Birmania. Dal 25 agosto 500mila sfollati hanno varcato la frontiera per sfuggire alle violenze che il governo birmano attribuisce ai miliziani rohingya dell’Arsa ma che molti testimoni oculari imputano alla campagna di bonifica messa in atto dall’esercito regolare. Mentre le violenze sembrano aver abbassato, le carenze alimentari e le tensioni con i buddisti stanno ancora spingendo migliaia di rohingya a intraprendere un viaggio pieno di insidie per raggiungere il Bangladesh. Intanto dall’Onu arriva l’appello per 430 milioni di dollari di aiuti umanitari.

Usa ancora “alleato numero” uno di Manila

Washington è di nuovo l’alleato più fidato delle Filippine e Manila è ben contenta di riprendere le esercitazioni militari congiunte nel 2018 dopo un primo raffreddamento delle relazioni bilaterali. Lo ha annunciato il capo dell’esercito Eduardo Ano di ritorno da un incontro con il US Pacific Command chief Admiral Harry Harris alle Hawaii. Inviperito dalle critiche di Obama contro la sua sanguinosa campagna antidroga, lo scorso anno Duterte aveva annunciato di voler stringere una nuova alleanza con Cina e Russia. Proprio ieri Pechino ha confermato la vendita di una seconda partita di armi per 22 milioni di dollari da destinare in parte alle operazioni antiterrorismo. Ma il supporto fornito dagli Usa nella lotta contro i ribelli musulmani a Marawi, dove hanno perso la vita 900 persone, sembra aver raddolcito il presidente filippino nei confronti del vecchio alleato. “Gli Stati Uniti non sono il nostro nemico, la Cina non è il nostro nemico, la nostra priorità è l’interesse del Paese”, ha spiegato Ano.

(Pubblicato su China Files)

mercoledì 20 settembre 2017

Weekly News Roundup: Dispatches from the Silk Road Economic Belt



China's armed police hold anti-terror exercise in Xinjiang
China's armed police on Tuesday completed an anti-terror exercise in Xinjiang Uygur Autonomous Region. The exercise, held simultaneously in several locations including Aksu, Kashgar, Urumqi and Yili over the past three and half days, included more than 10,000 people, according to a military statement. The exercise examined the force's ability to carry out missions in complicated environments such as in deserts, plateaus and mountainous regions, as well as nighttime operations, it said. (global times)

Caspian Sea is China's best bet for Belt and Road
Kazakhstan-to-Greece route aligns Beijing's land and maritime strategies (NIKKEI)

Project with Ukraine to bolster nation's aircraft engine capability
China is working with Ukraine on an industrial park to build aircraft engines, a joint venture expected to extensively boost China's research, development and production capabilities in that area, according to project insiders. Chongqing Skyrizon Aero-Propulsion Industrial Park, which broke ground in late 2015, will cover 5 square kilometers in the Chongqing Liangjiang New Area, and involves an nvestment of 20 billion yuan ($3.04 billion). (China Daily)
China’s new campaign to instil official historical narrative in Xinjiang
China’s far western Xinjiang is set to roll out an ideological campaign to instil the official Communist Party narrative of the region’s history in its officials, religious leaders and the masses. Yu Zhengsheng, the party’s fourth-ranking official who is in charge of religion and ethnic minorities, presided at a high-level meeting in Beijing this week to address “several historical issues” regarding the restive region, official news agency Xinhua reported. (scmp)

China quickens work on Pakistan utility in area claimed by India
China is racing to finish one of the biggest hydro-power projects in Pakistan ahead of schedule, yet its location in the long-contested region of Kashmir will draw ire from India. India-China relations at a low following territorial dispute. Bloomberg

Opaque Chinese oil group makes clear gains in former Soviet bloc
A little-known company linked to the People’s Liberation Army has emerged as the leading acquirer of assets in the former Soviet bloc among China’s private companies, strengthening ties between Beijing and Moscow. The rise of Shanghai-based CEFC China Energy has unfolded in sync with China’s economic push into central Asia and eastern Europe amid growing co-operation with Russia in matters ranging from disputed Asian islands to the Syrian conflict. (FT)

New rail routes between China and Europe will change trade patterns
ASTANA in Kazakhstan is one of the world’s most remote capitals, surrounded by thousands of kilometres of empty steppe. This summer Astana attempted to launch itself onto the global stage by hosting the World Expo, which closed on September 10th and underwhelmed many attendees. But there are other ways to have an impact. On the city’s north side, away from the Expo’s exhibits, a series of diesel trains, each pulling dozens of containers, roll through the old railway station. Most are heading from China to Europe. (The Economist)

Highway in Tibet opens South Asia to China
The Tibet highway between Xigaze airport and Xigaze city center officially opened to the public on Friday, a short section linking the national highway to the Nepal border which experts said will enable China to forge a route into South Asia in both economic and defense terms.The 40.4-kilometer highway will shorten the journey from an hour to 30 minutes between the dual-use civil and military airport and Tibet's second-largest city, the Tibet Financial Daily reported Sunday. (People's Daly)

Chinese conglomerate CEFC plans investment in Georgia industrial zone
Chinese conglomerate CEFC China Energy said it plans to invest in a free industrial zone in Poti, Georgia, on the Black Sea, as part of a plan to diversify its overseas investments, the company said in a statement on Tuesday.The Chinese firm will take a stake in the industrial zone, which will be engaged in manufacturing, trading and logistics as well as financial services, CEFC said, without giving any details on the size of its investment. (Reuters)


CENTRAL AND SOUTH ASIA


India’s bullet train
The US$17 billion Mumbai-Ahmedabad High Speed Rail (MAHSR) project comes at a time when critics say the money could have gone towards improving basic safety and services, E Jaya Kumar writes. Rail service is critical to the Indian economy and is considered a political hot potato. Prime Minister Narendra Modi and his Japanese counterpart Shinzo Abe jointly laid the foundation for the project at Sabarmati station in Ahmedabad on Thursday. The inauguration of the hugely expensive project comes at a time when the railways are reeling under a spate of accidents, a situation exacerbated by terrorism fears. (Asia Times)

Russia’s Balancing Strategy in South Asia
Russia’s ability to maintain cordial security partnerships with both India and Pakistan is highly beneficial for its broader geopolitical aspirations. (Diplomat)

Uzbek community in south of Kyrgyzstan is again tool for manipulating elections
The President's Office of Kyrgyzstan gave direct instructions to local officials in Osh and Jalal-Abad regions of the country to use ethnic Uzbeks for falsifications in presidential elections on 15 October this year. Fergana learned about this from its informed sources.The Uzbek community of Kyrgyzstan feels depressed since the summer of 2010 when an ethnic conflict erupted in the south of the republic. Subsequently, the Uzbek minority, compactly residing in the southern regions of Kyrgyzstan, has already become an instrument for falsifying elections in favour of a candidate from the party of power. (Fergana News)

Kyrgyzstan protests over Kazakh 'support' for opposition candidate
Kyrgyzstan’s government officially protested on Wednesday after Kazakh President Nursultan Nazarbayev met with Kyrgyz opposition presidential candidate Omurbek Babanov, saying its neighbour was interfering in its Oct. 15 election.Nazarbayev’s office said on Tuesday he had met Babanov, a leader of the Kyrgyz opposition Respublika-Ata Zhurt party, in Kazakhstan, and expressed readiness to work “with a new president in whom the Kyrgyz people will put their trust”. (Reuters)











martedì 12 settembre 2017

Weekly News Roundup: Dispatches from the Silk Road Economic Belt


No Stops In Kyrgyzstan For China-Uzbekistan Railway Line
The China-Kyrgyzstan-Uzbekistan (CKU) railway project looks to be lurching forward again as China presses ahead with its One Belt, One Road trade-connectivity initiative. It will undoubtedly be a topic on September 6, when Uzbek President Shavkat Mirziyoev visits Kyrgyzstan for talks with President Almazbek Atambaev. The rail line could be a boost for Kyrgyzstan's and Uzbekistan's trade with China. But President Atambaev has mentioned at least one problem he sees with the proposed railway -- it doesn't have stops in Kyrgyzstan. (Rferl)

 China's 'betrayal' - BRICS leaders slam Pakistan-based jihadi groups
"As long as China is backing us, we don't have to worry about the United States or the rest of the world." While the Islamic country's politicians and government officials refuted Trump's claims that Pakistan was supporting militant groups near its border with Afghanistan, they heaved a sigh of relief when Chinese officials came to their support against Trump. Therefore, it was quite natural for Islamabad to expect that the BRICS nations – Brazil, Russia, India, China and South Africa – would not criticize Pakistan-based militant groups during their recently held summit in the Chinese city of Xiamen. But after Trump's censure, Xi Jinping's China, too, expressed its worry about the jihadi groups that many experts say are Pakistan's proxies in the region. DW

Majlis Podcast: China's One Belt, One Road In Central Asia
This week's Majlis podcast looks at the effects of China's One Belt, One Road (OBOR) trade connectivity initiative on Central Asia.The topic was sparked by a recent report from The Hague Centre for Strategic Studies (HCSS) -- A Road To Riches Or A Road To Ruin? The Geo-Economic Implications Of China's New Silk Road.Muhammad Tahir, RFE/RL's media-relations manager, moderated the discussion. (rferl)

Gazprom signals initial China gas pipeline volumesGazprom has signalled the initial volume it will supply to China when the new trans-Siberian gas pipeline comes online in 2020. The company would initially supply around 4.6bn cubic metres through the Power of Siberia pipeline in 2020, Reuters reported. (FT)

India army chief: we must prepare for simultaneous war with China and Pakistan
India’s army chief said on Wednesday the country should be prepared for a potential two-front war given China is flexing its muscles and there is little hope for reconciliation with Pakistan. General Bipin Rawat referred to a recent 10-week standoff with the Chinese armyin the Himalayas that ended last week. He said the situation could gradually snowball into a larger conflict on India’s northern border. Rawat said Pakistan on the western front could take advantage of such a situation.

China to set up 15 bln USD fund for joint projects with Russia

China is working for the establishment of an investment fund worth 100 billion yuan (15.3 billion U.S. dollars) to finance regional cooperation projects between China and Russia, Chinese Vice Premier Wang Yang said here Thursday, 7 September. China is ready to increase the scale of the investment fund and suggest the Silk Road Fund finance China-Russia joint programs, Wang said in a speech at a commercial conversation on the sidelines of the Third Eastern Economic Forum in Vladivostok, a major Pacific port city in Russia. (xinhua)

China, Pakistan agree to strengthen security cooperation
China and Pakistan agreed to strengthen anti-terrorism and security cooperation along the China-Pakistan Economic Corridor. The agreement was reached when Meng Jianzhu, head of the Commission for Political and Legal Affairs of the Communist Party of China (CPC) Central Committee, met with visiting Pakistani Foreign Minister Khawaja Asif and Pakistani National Security Adviser Nasser Khan Janjua Friday in Beijing.

No free AIIB pass for belt and road projects, bank executive says

The China-led Asian Infrastructure Investment Bank will strictly scrutinise projects put to the lender even if they are part of Beijing’s ambitious “Belt and Road Initiative”, a senior bank executive said on Friday amid concerns about the bank’s loan book. He said the AIIB and the belt and road initiative overlapped but the two were very different, with the AIIB also financing many other projects not related to the strategy.(scmp)

As China Moves In, Serbia Reaps Benefits, With Strings Attached
(NYT)

China, Uzbekistan agree to strengthen cooperation
China and Uzbekistan have agreed to strengthen alignment of their development strategies and comprehensively deepen cooperation in various fields.The agreement was reached when Meng Jianzhu, member of the Political Bureau of the Communist Party of China (CPC) Central Committee and head of the Commission for Political and Legal Affairs of the CPC Central Committee, met with Uzbek President Shavkat Mirziyoyev here on Saturday. (Xinhua)

China increases subsidies for residents living close to India
China has substantially increased subsidies to the people living in the border areas along the India-China border in Tibet to motivate them to manage and control the border, a media report said today. The subsidy for each resident above 16 years old in first-tier border towns has been increased from 1,000 yuan ($155) in 2012 to 2,700 yuan ($ 415) in 2017, and from 800 yuan ($ 123) to 2,500 yuan in second-tier towns, state- run Global Times reported. In the past five years, the subsidies the government offered to the border residents has been rising, covering 160,000 people, Jiang Guojie, deputy head of the regional finance department, was quoted as saying by the newspaper. PTI

China: Free Xinjiang ‘Political Education’ Detainees
The Chinese government should immediately free people held in unlawful “political education” centers in Xinjiang and shut them down, Human Rights Watch said today. Since about April 2017, the authorities have forcibly detained thousands of Uyghurs and other Turkic Muslim minorities at these centers, where they are subjected to propaganda promoting Chinese identity. (HRW)

Village 'too frightened to talk' after Kazakh man dies in Chinese police custody
An ethnic Kazakh man has died in police custody in China's northwestern region of Xinjiang after he went to a county police department to enquire about the whereabouts of two "disappeared" brothers, sources in the region told RFA on 8 September. Omirzakh Markhan, 36, died in the custody of Barköl Kazakh Autonomous County in Kumul prefecture on the Muslim feast-day of Eid al-Adha, a day of family reunions and feasting on slaughtered lambs and goats. He was detained on Sept. 1 when he went to enquire about his missing brothers' status, and later died in police custody. Kazakh sources in the area said Omirzakh Markhan was "beaten to death by police." RFA

More freight trains link China, Europe 
China's largest land border port, Manzhouli, has seen growth of China-Europe freight trains in the first eight months of this year. A total of 849 inbound and outbound trains connecting China and Europe passed through Manzhouli in north China's Inner Mongolia Autonomous Region from January to August, while the number for all of 2016 was 846, according to port authorities. The port, which borders Russia to the north and sits close to Mongolia to the west, saw its first container train in September 2013, heading from east China's Suzhou to Poland. (xinhua)

Shinzo Abe’s India visit may see launch of Asia Africa Growth Corridor
India and Japan may initially invest $40 million in the Asia Africa Growth Corridor project seen as a counter to China’s Belt and Road Initiative (live mint)

lunedì 11 settembre 2017

In Cina e Asia- Nord Corea: dall’Onu sanzioni edulcorate



Nord Corea: dall’Onu sanzioni edulcorate

Secondo la Reuters, sarà una risoluzione edulcorata quella che si appresta a discutere questo pomeriggio il consiglio di sicurezza dell’Onu: nessuna misura coercitiva contro Kim Jong-un (di cui si era ventilato il congelamento dei beni e un divieto di espatrio), nessun controverso embargo sul petrolio. Piuttosto si proporrà un divieto sui condensati e liquidi di gas naturale, con un cappello di due milioni di barili all’anno sui prodotti petroliferi raffinati e un limite sulle esportazioni di greggio verso la Corea del Nord. Rimane valido il tappo sull’acquisto di prodotti tessili nordcoreani, che dopo il carbone costituiscono il fiore all’occhiello dell’export di Pyongyang e di cui la Cina è il primo acquirente. Ugualmente meno ferree le misure che riguardano l’assunzione di lavoratori nordcoreani all’estero (preziosa fonte di rimesse per il regime), che in futuro dovrà essere sottoposta all’attenzione di un comitato del consiglio di sicurezza. Il testo revisionato sembra strizzare l’occhio a Cina e Russia, principali partner commerciali e fornitori di petrolio del Nord con potere di veto. Seppur “all’acqua di rose”, la minaccia di sanzioni non ha mancato di innescare la risposta stizzita di Pyongyang. Questa mattina l’agenzia KCNA ha affermato che gli Usa dovranno fronteggiare “azioni più severe di quanto non si aspettino”.

Pechino colpisce le finanze nordcoreane


Mentre le Nazioni Unite si apprestano a discutere una nuova risoluzione contro la Corea del Nord, la Cina fa la sua parte bloccando tutte le transazioni dei conti nordcoreani presso le banche statali cinesi. Secondo il Kyodo News,gli uffici di Bank of China, China Construction Bank e Agricultural Bank of China nella provincia nord-occidentale del Jilin hanno inoltre vietato l’apertura di nuovi conti correnti. Quelli già esistenti non risultano congelati — i prelievi sono ancora permessi — ma non è più concesso effettuare depositi e rimesse. La mossa sembra mirata ad evitare sanzioni come quelle applicate dagli Usa contro Bank of Dandong, individuata come una delle principali fonti di riciclaggio di denaro sporco per conto di Pyongyang. Tagliare le fonti di valuta forte è tra gli obiettivi rincorsi da Washington, che lo scorso anno ha isolato il Regno eremita dal sistema bancario statunitense. Secondo dati analizzati dal NYT, le misure messe in atto da Pechino contro l’export nordcoreano hanno fatto lievitare il deficit commerciale tra i due paesi a 1 miliardo di dollari dal momento che, in barba alla stretta sul credito, Pyongyang ha aumentato i propri acquisti cinesi.

La Cina adotta regole più ferree sulle religioni

Dopo oltre un anno di attese, giovedì il Consiglio di Stato ha approvato una revisione della Regulation on Religious Affairs (2005) che — dal 2 febbraio 2018 - darà più potere decisionale ai governi locali e minaccia severe punizioni per chiunque conduca attività religiose non autorizzate. In base alle nuove regole, il governo cinese rafforzerà il controllo sulle operazioni religiose nelle scuole, le pubblicazioni online e la formazione religiosa all’estero. Chi scoperto a organizzare attività senza l’approvazione delle autorità dovrà far fronte a sanzioni pecuniarie per un importo tra i 100mila e i 300mila yuan. Le donazioni da parte di organizzazioni o individui stranieri sono bandite. Secondo le nuove disposizioni, “la gestione delle cose religiose dovrebbe attenersi al principio del mantenimento della legalità, limitando l’illegalità, bloccando l’estremismo, resistendo le infiltrazioni e attaccando la criminalità”. Mentre le misure colpiscono ogni credo, gli esperti sono concordi nel ritenere che a risentirne sarà sopratutto il sempre più popolare Cristianesimo.

La Cina si prepara a dire addio alle automobili inquinanti

La Cina potrebbe presto seguire Francia Regno Unite nel rilasciare una deadline per la produzione di automobili diesel e a benzina. Determinato a contrastare l’inquinamento dell’aria e a conquistarsi un nome a livello internazionale, il Regno di Mezzo vede nelle auto “verdi” (NEV). Secondo quanto affermato dal viceministro dell’Industria, il dicastero “ha avviato una ricerca e formulerà una scadenza con i dipartimenti competenti”. Nel 2016 in Cina sono stati venduti 507mila veicoli di nuova energia, un numero che rende il paese asiatico il primo mercato al mondo in questo tipo di tecnologia, oltre che il primo mercato automobilistico in termini assoluti. Il settore viene considerato un fiore all’occhiello del programma “China 2025” ed è una delle 10 industrie in cui Pechino vuole mettere in piedi campioni nazionali con cui conquistare il mercato globale. Nel frattempo, Volkswagen, General Motors, Renault-Nissan e Ford si apprestano a incrementare la loro presenza in Cina con hub di ricerca e sviluppo.

Myanmar: l’Arsa chiede una tregua

L’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa), la sigla dietro gli attacchi che hanno innescato una nuova escalation di violenza nello stato Rakhine, ha proclamato unilateralmente l’inizio di un mese di cessate il fuoco, nella speranza che il governo birmano faccia lo stesso. Lo ha annunciato l’account Twitter del gruppo nella giornata di ieri, che contestualmente ha richiesto a “tutti gli attori umanitari” di riprendere “la distribuzione degli aiuti a tutte le vittime della crisi umanitaria a prescindere dall’etnia e dalla religione”. L’appello arriva mentre il numero dei rohingya fuggiti in Bangladesh dal 25 agosto ha raggiunto quasi quota 200.000, mentre secondo le autorità sono 400 i morti, sopratutto militanti. Stime che le Nazioni Unite temono si avvicinino in realtà intorno ai 1000. Intanto, all’imbarazzo per il silenzio di Aung San Suu Kyi si sta aggiungendo l’indignazione dei paesi asiatici a maggioranza musulmana, sfociata in proteste e rappresaglie.

(Pubblicato su China Files)

giovedì 7 settembre 2017

In Cina e Asia — Nord Corea: Usa chiedono l’embargo sul petrolio



Nord Corea: Usa chiedono l’embargo sul petrolio

Secondo una copia della risoluzione al vaglio dell’Onu visionata dalla stampa interenazionale, la prossima tornata di sanzioni contro Pyongyang prevedrebbe, tra le altre cose, il tanto atteso embargo sul petrolio e il congelamento dei beni del leader Kim Jong-un, che verrebbe inoltre sottoposto a un divieto di viaggi all’estero.

La bozza — che con ogni probabilità verrà bloccata da Cina e Russia — è stata presentata da Washington subito dopo la telefonata di ieri tra Trump e Xi Jinping nella quale il presidente americano ha assicurato che l’opzione militare non è la sua “prima scelta”. Il leader cinese ha ribadito il proprio sostegno ad una denuclearizzazione della penisola coreana attraverso mezzi pacifici, mentre Trump da parte sua ha dichiarato di attribuire grande importanza al ruolo della Cina nella risoluzione della crisi.

Dopo un inizio idillico, le relazioni tra i due si sono deteriorate negli ultimi mesi a causa di quella che Trump ha definito scarsa cooperatività di Pechino sul versante nordcoreano. La Cina considera Washington corresponsabile dell’escalation nella regione e ha già sporto formale condanna della ripresa dei lavori di istallazione del sistema antimissile Thaad in Corea del Sud, di cui Pechino teme di essere il vero target. La notizia del dispiegamento delle quattro batterie di missili mancanti ha portato alla mobilitazione di centinaia di attivisti anti-Thaad provenienti dalle città di Seongju e Gimcheon. Tafferugli con le forze dell’ordine hanno fatto almeno 38 feriti.

Negli Usa è allarme terre rare


A giugno una conglomerata legata al governo cinese ha messo le mani su Mountain Pass (California), uno dei pochi deposito di terre rare non ancora controllato dalla Cina. Negli ultimi anni il gigante asiatico è arrivato a contare per il 97% dei preziosi elementi utilizzati nell’industria hi-tech e militare, strappando il primato agli Stati Uniti — costretti a operare nel rispetto di precisi criteri di tutela ambientale. Nel 2015, Molycorp Inc, l’ormai fallita proprietaria del giacimento, è stata costretta a sospendere la produzione in seguito al repentino crollo dei prezzi causato dall’alluvione di terre rare “made in China” sul mercato. Le importazioni annue degli Usa ammontano tra i 120 e i 160 milioni di dollari. Secondo il sito conservatore Breitbart, il pericolo di una crescente dipendenza da Pechino starebbe spingendo la Casa Bianca a valutare la possibilità di una nazionalizzazione di Mountain Pass.

Crisi rohingya: il Myanmar chiede aiuto a Russia e Cina

Secondo quanto affermato nella giornata di ieri dal National Security Adviser Thaung Tun, la Birmania starebbe lavorando a livello diplomatico con Russia e Cina per bloccare un’eventuale risoluzione Onu sulla crisi dei rohingya. Il sostegno dei due “paesi amici” arriva mentre sul governo di Aung San Suu Kyi piombano critiche — da parte del mondo occidentale e islamico — per il modo in cui sta gestendo la questione della minoranza musulmana, non riconosciuta formalmente dal governo di Naypyidaw.

Secondo quanto dichiarato alla Reuters da fonti di Dhaka, negli ultimi giorni persone non meglio identificate — ma “certamente non miliziani rohingya” — hanno cosparso il confine con il Bangladesh di mine probabilmente per prevenire un rimpatrio da parte dei migliaia di sfollati fuggiti ai disordini verificatisi nello stato Rakhine alla fine di agosto dopo una serie di “attacchi terroristici” rivendicati dalla Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA). Una ricostruzione che parrebbe chiarire le due esplosioni riportate martedì dai funzionari di frontiera bangladeshi in cui sono rimasti feriti due ragazzi. Una fonte militare birmana ha dichiarato che le mine erano state posizionate lungo il confine negli anni ’90 per impedire gli sconfinamenti lungo la frontiera e che da allora l’esercito si era adoperato per rimuoverle. La Birmania, a lungo guidata dalla giunta militare, è uno dei pochi paesi a non aver sottoscritto il Mine Ban Treaty del 1997.

Ibnu Mas‘ud: la culla del radicalismo indonesiano


La culla del radicalismo indonesiano è una scuola religiosa fondata nel 2007 dall’ideologo salafita Aman Abdurrahman. Documenti visionati dalla Reutersattestano che, tra il 2013 e il 2016, tredici persone della Ibnu Mas‘ud — tra cui otto insegnanti e quattro studenti- hanno raggiunto o hanno tentato di raggiungere il Medio Oriente per ricongiungersi allo Stato Islamico. Almeno 18 persone legate alla scuola sono state condannate o arrestate per aver pianificato o realizzato attacchi terroristici in Indonesia, compresi i tre attentati più cruenti degli ultimi 20 mesi.

Secondo le stime delle autorità, in Indonesia ci sono 1200 simpatizzanti dell’Isis, mentre 500 militanti indonesiani avrebbero lasciato il paese asiatico per la Siria. Unica fonte di istruzione per i bambini delle aree rurali, in tutto sono 30mila gli istituti islamici, di cui alcuni sospettati di avere legami con il terrorismo.

(Pubblicato su China Files)

Hukou e controllo sociale

Quando nel 2012 mi trasferii a Pechino per lavoro, il più apprezzabile tra i tanti privilegi di expat non era quello di avere l’ufficio ad...