giovedì 27 aprile 2017

La misteriosa ascesa della Hainan Airlines


Cosa ha permesso alla Hainan Airlines Group, una piccola compagnia aerea regionale, di diventare il terzo principale azionista della Deutsche Bank, offrire 1 miliardo di dollari per acquisire la compagnia singaporiana CWT e concludere un accordo da 775 milioni per una quota di maggioranza nell'unità di stoccaggio e logistica della società mineraria Glencore International? Se lo chiede la stampa cinese, che negli ultimi giorni ha rimestato nel torbido, mettendo in luce la disinvoltura con cui HNA ha continuato a investire all'estero nonostante i lacci e lacciuoli introdotti da Pechino per mettere un freno all'emorragia di capitali. Da gennaio a oggi, il gruppo ha annunciato otto nuovi accordi del valore di 4 miliardi di dollari in paesi che spaziano dalla Polonia alla Nuova Zelanda. Una "lunga marcia" che procede in senso opposto rispetto alla battuta d'arresto registrata da Wanda, la creatura dell'uomo più ricco di Cina Wang Jilin, impegnata in un'agguerrita campagna d'acquisti a Hollywood - all'inizio dell'anno, Wanda si è vista bloccare dal governo i fondi necessari ad ultimare l'acquisizione della Dick Clark Productions Inc.

E se invero anche HNA ha visto qualche freccia mancare il bersaglio, tuttavia, la sua rapida ascesa rimane oggetto di ghiotte speculazioni. Con base nella provincia di Hainan, il gruppo - che nasce come operatore aereo - ha ormai esteso il proprio business, diventando uno dei più grandi conglomerati a livello internazionale, con asset nel settore alberghiero, immobiliare, finanziario e turistico. Il suo patrimonio alla fine del 2016 ammontava a quota 146 miliardi di dollari, circa quattro volte il valore riportato nel 2010. Una fortuna accumulata a suon di prestiti, tanto che, secondo il Wall Street Journal, HNA e le sue sussidiarie rientrerebbero tra le 30 aziende cinesi più indebitate, con un passivo pari al 60% dei propri asset.

Come spiega il quotidiano finanziario, il segreto della società starebbe nell'aver emesso bond offshore, aggirando le barriere issate da Pechino per bloccare il flusso di liquidità in uscita dal paese.
Ma c'è chi non esclude che il gruppo abbia abilmente cavalcato l'onda del clientelismo alla cinese. Nata per volontà del governo locale di Hainan, la società è ormai formalmente libera del mantello statale. Ma si sa, oltre la Muraglia, la distinzione tra privato e pubblico è più che mai sottile, giacché le aziende di successo - seppur ufficialmente "private" - vantano quasi sempre "guanxi" (agganci) molto in alto; Alibaba e Wanda ne sono un esempio. Ci si chiede dunque se anche la HNA non debba la sua grandeur a qualche alto papavero di turno. Il tempismo non è del tutto casuale, dato che la compagnia aerea cinese è curiosamente spuntata nelle esplosive rivelazioni dell'imprenditore Guo Wengui. Ricercato da Pechino e dall'Interpol, all'apice della sua carriera Guo si è classificato 73esimo nella lista degli uomini più ricchi di Cina. Oggi è membro del resort di Mar-a-Lago di Donald Trump e vive negli Stati Uniti da quando nel 2015 un'inchiesta del quotidiano cinese Caixin lo ha accusato di aver oliato il proprio business cospirando con alcuni alti funzionari del Partito comunista. La sua storia è rimasta lontano dai riflettori fino a quando nel mese di febbraio Guo non ha deciso di rompere il silenzio per fare i nomi della corruzione che divora l'establishment cinese.

Alcuni giorni fa, parlando ai microfoni di Voice of America dal suo esilio americano, l'uomo ha accusato il vice ministro della Pubblica Sicurezza, Fu Zhenhua, di averlo ricattato per ottenere informazioni sensibili in cambio di protezione ai suoi dipendenti e alla propria famiglia. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Guo, le informazioni riguarderebbero proprio i legami poco limpidi tra la HNA e il capo della Commissione Disciplinare anti-corruzione, il potentissimo Wang Qishan. Fu Zhenhua "mi ha chiesto di cercare informazioni su Wang Qishan e sul suo rapporto con la Hainan Airlines" - nella quale avrebbe una quota la nipote di Wang-, ha dichiarato il businessman, precisando che a esigere l'indagine sarebbe stato nientemeno che il presidente Xi Jinping.

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