sabato 19 marzo 2016

Rassegna: Dispacci dalla Silk Road Economic Belt



[Dal 14 al 19 marzo]

Secondo gli ultimi dati dell'IEA (International Energy Agency), alla fine del 2015 la Cina è diventata il primo consumatore di petrolio russo, superando la Germania. Gli esperti sono concordi nell'attribuire l'idillio sino-russo ad un accordo che prevede il pagamento delle forniture di petrolio direttamente in renminbi, la valuta cinese. (Russia Insider)

Poly Technologies, azienda con base a Pechino specializzata nella realizzazione di progetti energetici ed infrastrutturali nei paesi emergenti, è pronta ad investire in Tajikistan. Lo ha riferito il General Manager della compagnia in occasione di un incontro con il presidente Emomali Rahmon durante una recente visita a Dushambe. (Asia-Plus).

Pechino e Astana hanno siglato un memorandum d'intesa sulla costruzione di un impianto per la macellazione della carne nel Kazakistan orientale. Lo stabilimento avrà una capacità annua di 17mila tonnellate di bovini e ovini. L'80 per cento della produzione sarà destinata all'export verso la Cina. (BNews.Kz)

Secondo il Ministero del Commercio cinese, il Kazakistan rientra nella top 5 delle principali destinazioni degli investimenti cinesi nel 2015. Gli altri quattro paesi sono Singapore, Laos, Indonesia e Russia. Lo scorso anno, Pechino ha iniettato complessivamente 14,82 miliardi di dollari lungo la One Belt One Road, un 18,2 per cento in più rispetto allo scorso anno. (The Astana Times)

"La Cina fa pressing sulla Russia in Asia Centrale". Così titola l'agenzia tagica Asia-Plus riferendosi all'ultimo incontro tra Deng Xijun, inviato speciale della Cina in Afghanistan, e il suo omologo russo Zamir Kabulov. I due si sarebbero incontrati il 15 marzo a Mosca per discutere della situazione in Afghanistan nonché della nuova "alleanza politica" tra Kabul, Islamabad, Dushambe e Pechino per mantenere la stabilità nella regione. Secondo quanto riportato da un analista alla stampa russa, le recenti esercitazioni russo-tagiche sarebbero da leggersi come un ammonimento al paese centroasitico e alle sue inclinazioni eccessivamente filocinesi. (Asia Plus)

Cina e Germania pianificano un nuovo parco logistico-commerciale a Urumqi la capitale della regione autonoma dello Xinjiang. Autori del progetto sono la Urmqi Economic and Technological Development Zone e il porto di Duisburg. L'area interessata dal progetto - che potrebbe raggiungere un'estensione 120 chilometri quadrati- sorge vicino alla stazione ferroviaria occidentale e serve a integrare gli scambi terrestri e aeree. Entro la prima metà di quest'anno un servizio di trasporto merci collegherà la città sul Reno a Urumqi, riducendo i tempi di trasporto a 12 giorni (rispetto ai 45 richiesti dalla rotta marittima). Entro il 2020 il flusso di merci lungo la tratta dovrebbe raggiungere le 20 milioni di tonnellate. (China Daily)

Novatek ha finalizzato l'accordo per la vendita del 10 per cento dell'impianto di gas naturale liquefatto Yamal, nella Siberia nordoccidentale. L'acquirente non è uno qualunque, bensì il Silk Road Fund, ovvero il fondo con cui Pechino punta a sostenere finanziariamente la Nuova Via della Seta terrestre. L'intesa porta le quote cinesi in Yamal al 30 per cento del valore totale, mentre Novatek manterrà una quota di controllo del 50,1 per cento. (Eurasian Business)

La mappa della settimana:


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